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IL SESTO GIORNO

 gloria                                 

 IL SESTO GIORNO

Tutti almeno una volta nella vita si sono fatte delle domande riguardanti la Bibbia. Un gruppo di saggi si riunì in ritiro e iniziarono a riflettere e a porsi delle domande su come mai Dio avesse lasciato la creazione dell’uomo per il sesto giorno. Ognuno dava la propria opinione. Uno disse “Ha pensato di organizzare l’universo e tutte le cose sulla terra per farci vivere bene”. Disse un altro: “io credo che abbia creato prima gli animali per fare alcune prove prima di creare noi”. I commenti erano tanti, all’improvviso entrò una persona nella stanza e si aggiunse alla conversazione. Così gli chiesero: “Tu cosa pensi, perché Dio ha creato l’uomo solo il sesto giorno?” L’uomo rispose: “Molto semplice la risposta, affinché nel momento in cui siamo preda nell’orgoglio, possiamo riflettere che anche un semplice insetto ha avuto priorità nel piano divino della creazione”.

E’ necessario comprendere che ogni cosa che abbiamo o siamo è per grazia di Dio, il nostro orgoglio, o convinzione personale non ci dà nessun titolo o posizione.

Tu ed io siamo creature speciali, perché siamo state create direttamente dal Creatore del cielo e della terra, Dio e da Lui dipende ogni cosa!

 

 riflessione  tratta dal  calendarietto 

“FERMATEVI E RICONOSCETE CHE IO SONO DIO”

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   “FERMATEVI E RICONOSCETE CHE IO SONO DIO”   

                                                                 (Salmo 46:10)                                                  

                                                    IL DEMONE DELLA VELOCITA’

Silesia Gethers, di ventun anni, studentessa di medicina, viaggiava nella sua Volkswagen di seconda mano sull’autostrada che da Miami porta in Canada. Si trattenne un’ora per pranzare in un ristorante sulla strada, dopo di che proseguì il viaggio. All’improvviso l’auto cominciò a correre all’impazzata, non rispondendo più a nessun comando e la ragazza passò tre ore di terrore. Dal suo cellulare, era riuscita a parlare a una pattuglia di polizia stradale che, pur seguendola da vicino, non aveva potuto fare niente per aiutarla. Alla fine, dopo 200 chilometri, il combustibile finì, e l’auto si fermò. La ragazza si vide libera dalla sua odissea, potè dire solo: “Grazie a Dio è finita. Mi è sembrato di vedere il demone della velocità!” La velocità ormai sembra essere un demone, una febbre universale che ha preso l’umanità: auto che corrono a 350 chilometri all’ora, aerei supersonici, viaggi spaziali, comunicazioni senza fili, cibi rapidi, visite ai famigliari tipo “visite da medico”, innamoramenti istantanei, rapporti sessuali addirittura prima di conoscere il nome della persona con cui si esce. Nessuno ha pazienza di aspettare, c’è una premura interna di consumare la vita subito e a ogni costo. Così, a questa velocità, si arriva al giorno della morte senza avere pensato una sola volta al destino eterno. Fermiamoci un istante per pensare a Dio. Liberiamoci dalla febbre della velocità e pensiamo alla nostra anima. Oggi possiamo accettare l’offerta del Signore, domani può essere tardi!

                                   

                                           Riflessione tratta da un calendarietto cristiano

DAGLI GENEROSAMENTE

                    biscotto                       

                          “DAGLI GENEROSAMENTE..."

                                                             (Deuteronomio 15:10)      

Nella sala d'attesa di un aeroporto, una ragazza comprò dei biscotti da consumare durante la lettura. Affianco la sua sedia vi era il ripiano con i biscotti, dall'altro lato un signore leggeva il giornale. Quando afferrò il primo biscotto, la ragazza notò contrariata che pure quell'uomo ne aveva preso uno. Ogni volta che ne prendeva uno, l'uomo faceva altrettanto, finchè nel pacchetto rimase un solo biscotto; la ragazza esitò con aria di sfida, per vedere fin dove arrivasse l'arroganza di quel tale. Con naturalezza, l'uomo lo spezzò e gli offrì la metà. Sbuffando, la giovane raccolse furiosamente le sue cose e andò via. Sedutasi altrove, nel tirare fuori il libro dalla borsa si accorse che il pacco di biscotti era intatto al suo interno. Impietrita, si rese conto che uno sconosciuto aveva condiviso i suoi biscotti con lei senza subire ciò come un peso o un danno, senza dire nulla. In qualunque cosa, se devi fare la volontà di Dio con muso lungo e mormorando, fermati. Il Signore si compiace di chi Lo serve con entusiasmo, non per costrizione.

In questi tempi d'insofferente egoismo, chiedi a Dio di riempire la tua vita della Sua saggezza, bontà e dolcezza, affinché altri possano attingervi.

                                           

                                                   Riflessione tratta da un calendarietto cristiano

La Bibbia murata

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Alcuni decenni fa, Antonio, giovane muratore italiano, decise di andare a lavorare in Svizzera, dove avrebbe guadagnato molto di più che al suo paese. Fece al valigia e si diresse verso la frontiera. In treno incontrò un’anziana signora che gli parlò di Gesù. Egli replicò seccamente: “Io ho già la mia religione”. La signora gli offrì una Bibbia che lui accettò, ma si guardò bene dal leggerla. Arrivato a Glaris, lavorò alla costruzione di un palazzo. Antonio si faceva beffe delle cose di Dio ed era solito bestemmiare, come la maggior parte dei suoi compagni. Un giorno portò quella Bibbia in cantiere e disse loro: “Ah! Ecco un bello scherzo! Vedete questa Bibbia? La metto in questo buco”. Detto fatto e la Bibbia un po’ consunta, fu messa tra due mattoni. “Un po’ di calce e vedremo se il diavolo saprà scovarla” disse tra le risate dei compagni. Qualche anno dopo, un violento incendio devastò Glaris e furono distrutte circa cinquecento case.Quando iniziarono i lavori di ricostruzione, grande fu la sorpresa di un operaio, anche lui italiano, quando scoprì fra le macerie di un muro quel libro perfettamente conservato. Pensò che poteva avere del valore; allora lo prese, lo lesse e non tardò a capire di essere un peccatore e che Dio lo amava e lo voleva salvare. Credette al Signore Gesù e ricevette la sicurezza del perdono dei suoi peccati e della vita eterna che il Vangelo promette a chi crede. Il muratore, convertito dalla lettura di quella Bibbia scoperta fra i mattoni, decise di lasciare il suo lavoro per andare nelle varie fiere paesane a vendere Bibbie. Un giorno, Antonio passò davanti al suo stand e si fermò. “Oh! Di nuovo le Bibbie! Non ne ho bisogno! Mi basta andare a Glaris. Là ne ho nascosta una in un muro e neanche il diavolo potrebbe trovarla!” Il credente, sorpreso e stupito, guardò l’uomo con serietà. “Un momento; che ne diresti se ti facessi vedere quella Bibbia che dici di aver murata?”. “Non ci casco, amico. La riconoscerei subito.” L’ex muratore diventato credente trasse la Bibbia dalla tasca e gliela mostrò. Antonio la prese, la rigirò. Era proprio quella! Rimase muto per la sorpresa. “Sta’ pur tranquillo, non è il diavolo che l’ha trovata; è Dio! Egli mi ha salvato per mezzo di questa Bibbia e vuole salvare anche te”. La rabbia di Antonio esplose. Chiamò dei compagni, schernitori come lui, e nel giro di qualche minuto il piccolo stand fu devastato. Trascorsero alcuni mesi. Un giorno, Antonio cadde da un’impalcatura e fu gravemente ferito. Il venditore di Bibbie lo venne a sapere e gli fece visita all’ospedale. Incoraggiato da una discreta accoglienza, ritornò altre volte. Leggeva all’infortunato una porzione della Bibbia, poi pregava. La Parola di Dio spezzò il cuore duro di Antonio. Egli riconobbe la sua colpevolezza davanti a Dio, confessò a Lui i suoi peccati e ricevette Cristo come suo Salvatore personale.

                                                            Riflessione tratta da un calendarietto cristiano

Un canto nella nebbia

 

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                                                      UN CANTO NELLA NEBBIA

 

Nei dintorni dell'isola Terranova la nebbia è a volte così fitta che i pescatori non riescono a vedere il faro che c'è all'ingresso del porto. Ai tempi in cui non esistevano i radar, capitava loro di vagare a lungo, a volte a ridosso della costa rischiando di fracassare la loro barca contro una scogliera o contro un iceberg. Così, nell'ora in cui rientravano le imbarcazioni, le mogli e i figli dei marinai si radunavano sul pontile e si mettevano a cantare a squarciagola. Quelle voci guidavano i marinai immersi nella nebbia verso la luce del faro che li introduceva nel porto. Questo fatto ci fa pensare a coloro che non sanno come orientare la loro esistenza. Stanno vagando in una nebbia fitta che non permette loro di vedere la vera luce che è Gesù Cristo. Eppure, se ascoltassero bene, sentirebbero delle voci che si indirizzano a loro. Provengono da quelli che, avendo a loro volta trovato la salvezza e la pace, parlano agli altri di Colui che li ha salvati. Queste voci invitano a trovare nella Parola di Dio la giusta direzione e la rotta da seguire per andare a Gesù. Lui è il faro che rischiara la notte, l'unico che può condurre al porto. Essere in porto vuol dire essere al sicuro, attraccati agli ormeggi con delle funi che non si possono rompere. Così è di chiunque ha creduto nel Signore; gli appartiene, ha la vita eterna e nessuno potrà strapparlo dalle Sue mani (Giovanni 10:28), perché la sua vita è legata a Lui che è seduto sul trono alla destra di Dio.

                                                       

                                                       Riflessione tratta da un calendarietto cristiano

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"Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesú Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesú Cristo dai morti, per una eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile. Essa è conservata in cielo per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la salvezza che sta per essere rivelata negli ultimi tempi. Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben piú preziosa dell'oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesú Cristo. Benché non l'abbiate visto, voi lo amate; credendo in lui, benché ora non lo vediate, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa, ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime."

1Pietro 1:3-9

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Perle di Saggezza

Chi si abitua alla fede ci crede, e non può più non temere l'inferno, e non teme altra cosa."

                                                          Blaise Pascal  

 

 

                                               calendario

                                                  Riflessioni dal Calendarietto

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