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Pallucca Giacomo

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Mi chiamo Giacomo e sono nato, come tanti in Italia, in una famiglia di religione cattolica praticante, almeno in apparenza. Le regole d’oro del buon cristiano sono sempre state per me quelle di andare alla messa ogni domenica mattina, o almeno nelle occasioni che contano come Pasqua e Natale, confessarsi dal prete e fare quei due o tre passi obbligatori (battesimo, comunione e cresima) che, per la chiesa cattolica garantiscono il paradiso. In teoria, un credente dopo tutto questo iter si dovrebbe sentire bene, appagato, felice, in pace e in comunione con Dio. Eppure, con l’arrivo dell’adolescenza e poi dei vent’anni, io a Dio non ci pensavo proprio. Il mio avvicinamento a Dio è avvenuto grazie alla testimonianza di una sorella in fede che, grazie a Dio, è divenuta anche mia moglie. Da subito, già dall’inizio della nostra conoscenza aveva tenuto a precisarmi che per lei Dio era una parte molto importante della sua vita e quindi doveva esserlo anche per il ragazzo che sarebbe stato accanto a lei. In un primo momento non diedi troppo peso a quelle parole ma, successivamente, cominciando a frequentare la chiesa evangelica locale, mi accorsi che un po’ alla volta stavo trovando le risposte a domande da tempo sepolte dentro di me, momentaneamente accantonate e mai ottenute.

Cominciai a sentir parlare di un Dio vivente, amorevole, vicino a noi e vedevo tante persone pregare come se Dio fosse lì con loro in quel momento.

All’inizio tutto ciò mi sembrava alquanto strano, qualcosa di mai visto, ma con il passare del tempo ho capito che Dio è spirito ed è vicino a noi, proprio come il vento che non si vede, ma non si può dire che non esiste!

Devo ammettere che nei miei confronti il Signore è sempre stato amorevole, dolce, anche se spesso non l’ho voluto ascoltare, comportandomi non sempre da cristiano, ma gloria a Dio che ci fa rendere conto delle nostre pochezze umane ed è fedele. Egli viene a cercarci accettandoci per quello che siamo e si serve di chi lo ama per farci del bene.

Ringrazio Dio perché il 25 Novembre 2012 ha permesso che potessi scendere nelle acque battesimali testimoniando la nuova vita che Egli ci dona se crediamo in Lui.

“Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo...” Isaia 43:4

 

 

 

 

 

 

Otello e Michela

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E’ sempre con estrema gratitudine che posso raccontare ciò che il Signore ha fatto nella mia vita e nella mia famiglia, sono passati ormai diversi anni e posso dire che il Signore è stato fedele! Si possono avere nella vita diverse delusioni ma il Signore non mi ha mai deluso. Vi racconterò la mia testimonianza, ovviamente in quelle che sono le fasi salienti, avendo avuto nel periodo della mia giovinezza una vita abbastanza dinamica. Ero ormai pienamente consacrato alle arti marziali “Kung Fu Pa Kua” e mi impegnavo in questa disciplina dalle 6 alle 8 ore al giorno di allenamento, raggiungendo degli ottimi risultati a livello tecnico-atletici tant’è che sarei dovuto andare in Corea e partecipare ai campionati mondiali di “Kung Fu Pa Kua”. Ricordo le parole che mi rivolse il mio “maestro” cine-coreano, più volte campione del mondo ed ex insegnante di difesa personale dei marines americani, dopo che vinsi un memorial  a Mestre  a livello italiano nell’uso delle armi “nunchaku” e nella dimostrazione di alcune tecniche marziali, mi disse che neanche lui immaginava che sarei diventato così bravo. Ma per la rottura del braccio destro sfumò l’opportunità di far parte degli atleti italiani della scuola “Schin dae Woung” che avrebbero partecipato al mondiale, ed è così che ringrazio il Signore perché è proprio da quell’episodio, ricordo, che qualcosa si ruppe dentro di me con le arti marziali. Di li a poco mi fidanzai con Michela, oggi mia moglie, e non passò molto tempo che coinvolsi anche lei nel seguirmi nelle discipline delle arti marziali e non solo perché dal “karate”, al “tai kun du”, all’“aikido”, alla ginnastica artistica, come al “kung fu”, ero anche attivo nelle discipline dell’igienismo  Costacurtiano “vivi con gli agenti naturali” e oltre a seguirne i suoi insegnamenti e pratiche vegetariane, ero vicepresidente di questa associazione per la regione Marche, il tutto ben si combinava, arte marziale con una più che accurata alimentazione. Ma qualcosa ormai si era rotto dentro di me ad iniziare con le arti marziali, a mia meraviglia proprio la rottura del braccio mi portò a riflettere su tante cose e iniziò una defezione su uno degli idoli più importanti della mia vita. Oggi so che tutto questo rientrava in un disegno benevolo del Signore che aveva per me e la mia futura famiglia, “Infatti è Dio che produce in voi il volere e l’agire, secondo il suo disegno benevolo” (Filippesi 2:13). Umanamente credo che sarebbe stato impossibile staccarmi dal quel mondo, e fu così che le prospettive e progetti iniziarono a essere diversi se pur anche allora non avevo definitivamente rotto con il mondo delle arti marziali, ma non sarebbe passato molto tempo affinché questo accadesse. Nel frattempo ero diventato un assiduo cercatore di fossili essendo le nostre zone, come le nostre cave, ricchissime di questi reperti ed ero arrivato ad essere un piccolo collezionista avendo in possesso alcuni reperti che nemmeno i musei nella zona avevano. Tutto era ormai pronto per i preparativi del nostro matrimonio e quindi eravamo impegnati su altre prospettive, come quelle che di lì a poco saremmo stati genitori del primo bambino, ma un giorno avvenne che mio fratello maggiore,  da un anno convertito al Signore e già frequentava la Chiesa Cristiana Evangelica di Cagli, mi invitò ad un incontro, che si sarebbe tenuto proprio in casa dove allora abitavamo con la famiglia,  per ascoltare la testimonianza di un ex prete cattolico che si era convertito all’evangelo. La cosa risuonava un pò strana ma io e Michela, ormai prossimi al matrimonio, accettammo l’invito e andammo. Fummo letteralmente “folgorati” dalle parole che quell’uomo di Dio, pieno di fede, disse riguardo al Signore e al suo divino intervento ancora oggi presente come duemila anni fa, ogni cosa che diceva si rifaceva sempre alla parola, alla Bibbia. Dio ci fece capire che le parole che quell’uomo diceva erano veritiere e che la religione con cui noi da lì a poco dovevamo celebrare il nostro matrimonio, non la riconoscevamo più,  ed ero andato già a parlare con il prete del paese avendo già fissato il giorno del matrimonio e il luogo, ma quello stesso pomeriggio di comune accordo io e Michela, eravamo stati fortemente raggiunti, “sfolgorò attorno a lui una luce dal cielo” (Atti 9:3) e sì, ci fu anche per noi una forte esperienza che ci portò a cambiare direzione, strada, raggiunti dalla verità della parola di Dio che ci chiarì  subito tante cose. Tirammo fuori dai nostri portafogli come da buoni italiani, santini, amuleti, portafortuna e li stracciamo in quel momento, decidemmo di non volerci più sposare nella chiesa cattolica perché non volevamo che i nostri figli crescessero con un insegnamento contrario alla verità; proprio in quel pomeriggio di fine estate, attorno ad un tavolo con poche persone, Dio ci aveva letteralmente aperto gli occhi e persuasi su ciò che avremmo dovuto fare. Una cosa curiosa era che anche le partecipazioni per il matrimonio che avremmo dovuto spedire già da tempo, non erano ancora  state spedite, questo fatto ci fece capire che quel ritardo era giustificato dal fatto che Dio aveva un altro disegno per noi, ed è così che andai prima dal prete, per comunicargli che non ci saremmo più sposati nella chiesa cattolica perché non credevo nelle dottrine che insegnava, e che per me la verità era un altra e mi sentivo forte di quello che Dio mi aveva fatto comprendere. Il prete più di tanto non poté ribattere vedendomi fermo in ciò che gli stavo dicendo. Appena tornai a casa presi le partecipazione e d’accordo con Michela con il correttore cominciammo a cancellare le righe dove c’era scritto l’indirizzo della chiesa cattolica in cui dovevamo sposarci, e riscrivemmo sopra con la penna il nuovo indirizzo dove si sarebbe celebrato il matrimonio, nella Chiesa Cristiana Evangelica ADI di Cagli. Non vi dico quale scalpore tutto questo creò tra amici, parenti e conoscenti, nei due paesi coinvolti, il mio, Peglio e quello di mia moglie, Urbania, sapevamo e  qualcuno ci venne anche a riferirlo che per mesi e mesi, la nostra storia rimase  sugli altari delle chiese cattoliche dei suddetti paesi,  ma sapevamo che Dio ci aveva chiamati a tutto questo, non avevamo chi sa quale conoscenza della verità ma eravamo fermi su una forte persuasione al  quale oggi  comprendiamo che lo Spirito Santo ci confermava e sospingeva dandoci forza e coraggio nell’andare avanti per quello che per noi sarebbe stato un nuovo cammino, una nuova strada, ma che Dio aveva già tracciato per noi, “Infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo” (Efesini 5:10). Ricordo che nei nostri piccoli paesi dell’entroterra pesarese non sapevano nemmeno chi fossero gli evangelici, tant’è che un giorno una giovane suora, non del paese ma letteralmente mandata da Dio, si presentò davanti casa nostra e la facemmo entrare. Quello che ricordiamo di lei fu che il Signore la toccò profondamente, si mise a piangere  quando le parlammo del Signore Gesù e della verità della parola di Dio; la giovane suora fu toccata dal Signore e ci salutò tutta raggiante con la promessa che il giorno dopo sarebbe ritornata a trovarci perché avrebbe voluto continuare a parlare della nostra fede, ma non l’abbiamo più rivista o meglio non la mandarono più con il rischio che anche lei si convertisse. Il giorno del matrimonio, il 10 ottobre del 1993, alcuni tra i parenti si rifiutarono di entrare nella Chiesa Evangelica mentre altri che inizialmente erano diffidenti, tra i quali anche alcuni conoscenti e  vicini di casa, arrivarono a dirci che quello era stato il giorno più bello della loro vita. A Dio sia la gloria! Dopo tutto questo dovevamo aspettarci dei forti attacchi da parte dell’avversario delle nostre anime, ed è così che questo avvenne d lì a poco. Dopo circa sei mesi dal matrimonio io e Michela ci trovammo ad affrontare le prime incomprensioni, vedevamo delle incompatibilità caratteriali uno nell’altra, e così che il nostro matrimonio si trasformò in delusione, tristezza, pianto, tant’è che la soluzione umana, non vedendone in quel momento altre, era il divorzio con un bambino in mezzo. L’avversario delle nostre anime si era scagliato contro noi nel voler distruggere e dividere ciò che Dio nel suo disegno benevolo aveva costruito e unito, “Così si temerà il nome del Signore dall’occidente, e la sua gloria dall’oriente; quando l’avversario verrà come una fiumana, lo Spirito del Signore lo metterà in fuga (Isaia 59:19), Dio fu fedele, passò del tempo prima di vedere l’avversario mettersi in fuga grazie allo Spirito del Signore, ma anche quel tempo di importante difficoltà servì a mettere ordine nella nostra vita e soprattutto nell’accettare fino in fondo Gesù come nostro Signore e personale Salvatore e rimettere tutta la nostra vita al suo servizio, “Or sappi questo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno” (Romani 8:28), e ancora oggi a coloro che mi dicono: “ Ma proprio tutte le cose cooperano al bene di coloro che amano Dio? Ma proprio tutte..? tutte..?” La risposta è: tutte! E’ la parola di Dio che lo dice.  Io e mia moglie abbiamo il vivo ricordo di quando passammo notti intere in preghiera nel vagliare le nostre vite e confessando al Signore ogni forma di peccato che Lui ci faceva capire e ci metteva davanti, sapevamo che il sangue di Cristo poteva proteggerci e perdonarci, sapevamo che lo Spirito Santo poteva modellare, cambiare, trasformare i nostri caratteri. Ci volevamo bene, non volevamo separarci ma comprendevamo che a livello umano era come se si fosse rotto un anello di una catena e con le sole nostre forze era impossibile rinsaldarlo, era come se una macchina avesse percorso una strada dissestata e la macchina fosse irriconoscibile dalla polvere e dallo sporco che aveva tirato su, ma Dio seppe ripulire quella macchina e riportarla a nuovo. Fu così che noi intercedemmo insieme al pastore e alla chiesa di Cagli affinché Dio potesse intervenire con la sua potente mano, spezzando i legami e le catene che ci tenevano legati alla vecchia vita e a un trascorso di maghi, cartomanti, operatori dell’ occulto, ma Dio è stato potente nel concederci liberazione e guarigione, il Mar Rosso si era aperto davanti a noi. Da quel momento in poi abbiamo attraversato giorni di alti e bassi ma Dio ha continuato ad ascoltare le nostre preghiere e le preghiere del suo popolo, liberandoci da una via di uscita umana contraria al volere di Dio, “Badate dunque al vostro spirito, nessuno agisca slealmente verso la moglie della propria giovinezza. Poiché io odio il ripudio, dice il SIGNORE, Dio d’Israele, chi ripudia copre di violenza la sua veste dice il Signore degli eserciti. Badate dunque al vostro spirito e non siate sleali”(Malachia 2:15/16). Ricordo che dopo essermi sentito con l’avvocato il Signore continuava a parlarmi con questo versetto “Chi si separa dagli altri cerca la sua propria soddisfazione, e si irrita contro tutto ciò che è giusto” (Proverbi 18:1). Grazie a Dio Egli seppe saldare ogni rottura, cambiò e trasformò le cose, i nostri cuori, i nostri caratteri, li modellò, li rinnovò e per ubbidienza scegliemmo di scendere nelle acque battesimali. Michela scese nelle acque battesimali un anno prima di me, ma poi anch’io recuperai, fui battezzato prima del battesimo dello Spirito Santo e poi scesi nelle acque battesimali, poi anche Michela fu battezzata nello Spirito Santo e non passò molto tempo che divenimmo membri attivi della comunità, Michela come monitrice della scuola domenicale ed io come consigliere e poi anziano di chiesa nel ricoprire tutti i servizi adiacenti al ruolo e spesso nel sostituire il pastore nelle varie responsabilità di chiesa. Ormai avevo  chiuso con le arti marziali, il Signore mi fece capire su quale altro combattimento concentrarmi e di quali armi spirituali avrei dovuto essere rivestito  “Del resto, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate star saldi contro le insidie del diavolo; il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti. Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia;  mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno. Prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio;  pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. Pregate per tutti i santi, e anche per me, affinché mi sia dato di parlare apertamente per far conoscere con franchezza il mistero del vangelo, per il quale sono ambasciatore in catene, perché lo annunci francamente, come conviene che ne parli(Efesini 6:10/20). Avevo chiuso con la “religione” costacurtiana del vegetarianesimo e la stessa cosa lo fu per i fossili, in fondo i tre idoli tra i più importanti della mia vita ai quali mi prostravo, Dio seppe liberarmi anche da queste catene, spezzò questi idoli, questi alti luoghi; ricordo che mi liberai di tutto quello che era legato al mondo delle arti marziali, come da  ogni cosa che riguardava la “religione” del vegetarianesimo e dalla schiavitù dei fossili, in particolare con quest’ultimi, infatti chi mi conosceva in questo ambiente non riusciva a capacitarsi quando iniziai a regalare diversi fossili che avevo in casa anche di un certo valore, perché solo nel vederli avevo una sensazione di vomito, “Ma ciò che per me era un guadagno, l’ho considerato come un danno, a causa di Cristo. Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto, io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo” (Filippesi 3:7/8). Non avevo più bisogno e non sentivo più il bisogno di nessun idolo che promettesse di riempire la mia vita e poi puntualmente deludermi lasciandomi il vuoto, quel vuoto che solo Dio ha potuto riempire, colmare e soddisfare, “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco sono diventate nuove(2Corinzi 5:17). Ricordo che quando mi fidanzai con Michela  i miei amici mi dissero che c’erano prima loro di lei, questo lo racconto per farvi capire che il rapporto di amicizia che avevo con gli amici del mondo era molto stretto e loro cominciarono a soffrirne, dapprima per Michela, poi con la mia nuova vita in Cristo che piano piano andava formandosi; testimoniai loro del Signore ma nessuno di loro ad oggi si è ancora convertito, ormai la mia nuova vita e quella di mia moglie non si conciliava più con gli interessi che avevamo un tempo e così piano piano pur rimanendo in buoni rapporti con i nostri amici le nostre strade cambiarono. Non ero più quello di prima, non è che non ricordo anche i bei momenti passati con loro ma gli obiettivi, la visione delle cose, i sapori, gli odori ormai si erano aperti ad una nuova vita che mi portava a piacere in primo luogo prima a Dio e poi agli uomini e questo valse anche per gli amici, con la speranza che un giorno anche loro possano accettare il Signore Gesù come loro personale salvatore e Signore della loro vita. Passò del tempo e Dio ci diede altri due figli nel confermarci l’opera potente di restaurazione che fece nella nostra famiglia. Continuammo a servire con fedeltà il Signore e nel 2009 entrai  nel ministerio. Attualmente svolgo il ministerio come pastore nella chiesa ADI di  Pesaro e Cagli e come ministro di culto per la Chiesa Evangelica nel carcere di Pesaro, ma nulla di tutto questo ad oggi sarebbe possibile se la moglie che Dio ha messo al mio fianco non fosse di valido sostegno.  “Tu mi hai persuaso, SIGNORE, e io mi sono lasciato persuadere, tu mi hai fatto forza e mi hai vinto (Geremia 20:7). A Dio vada tutta la gloria!

 

                                                                                                                                                                                         Otello e Michela

 

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Russo Angela

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Pace a tutti sono Angela e sono nata nel 1977, sono nata dopo 3 aborti spontanei, grazie ad un metodo, il cerchiaggio all'utero. Per il dottore che seguiva la gravidanza di mia madre era la prima volta che praticava ad una donna questo intervento, quindi non diede tante speranze per me. Mia madre, per fede, mi ha tenuto nel suo grembo per nove mesi stando continuamente a letto. Per fede il Signore l'ha premiata dandogli me. Grazie a Dio per la vita che mi ha donato nel Suo infinito Amore. Ho avuto un'infanzia molto serena e una nonna materna molto credente, tramite i racconti di fede di mia nonna e grazie alla sorella di mia madre che mi portava in chiesa, la mia fede si è sviluppata, perché la fede è un dono che viene dall'udire. All'età di 19 anni sono entrata in depressione; ricordo che sono stata in ospedale, mi hanno visitato psicologi, psichiatri, neurologi e quando mi hanno dimesso avevo le mie ricette di farmaci da prendere per ansia, depressione, attacchi di panico ecc.. Non mi mancava niente. Nonostante i farmaci stavo male anzi forse peggio, è stato allora che ho fatto la mia grande esperienza con il Signore. Un giorno, stanca della mia situazione, in ginocchio nella mia camera dissi:Signore, se esisti fammi vivere o fammi morire, adesso!In quel preciso istante fui battezzata con lo Spirito Santo, un fuoco mi partiva dallo stomaco, iniziai a parlare altre lingue e una grande gioia pervase il mio cuore . Dio mi aveva liberato! Quando stavo male non pensavo che avrei potuto avere una vita normale, invece il Signore mi ha benedetta, nel 99 mi sono sposata con Salvatore, il Signore ci ha donato 2 figli, Ho avuto una ricaduta dopo la nascita di Mariasole, la secondogenita, in quel periodo mi ero un po' allontanata da quella grazia e ho ripreso le medicine ma il Signore non mi hai mai abbandonato. Ho di nuovo realizzato che avrei dovuto buttarle via perché Dio mi aveva già liberato! Amen! Grazie a Dio sono anni che sono libera dai farmaci. Ogni giorno sperimento quella forza e quella gioia che scaturisce da Gesù, dalla Parola di Dio.

 

“Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.” Romani 8:38-39

Pari Maria Rosa (Tiziana)

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Pace mi chiamo Tiziana e frequento la comunità di Pesaro. Voglio raccontarvi la mia esperienza di salvezza, prima di conoscere il Signore ero di religione cattolica, ma con il tempo mi resi conto che non era il posto  per me perché vedevo troppe falsità. Mia figlia, allora già convertita, mi diceva: “Mamma, vieni con me e vedrai la differenza.” Così un giorno andai con mia figlia solo per curiosità e vedere come si svolgevano questi culti. Successe poi che mi ritrovai ad avere dei grossi problemi con mio figlio, non sapevo proprio come fare, allora chiamai mia figlia e le chiesi di portarmi una Bibbia e iniziai a leggerla. Poi ho cominciato a frequentare la chiesa e a pregare il Signore e Lui risolse il mio problema. Ancora, però, non avevo ricevuto la salvezza. Una domenica mattina, al culto, era presente un pastore francese, stava spiegando un capitolo della Bibbia che diceva di cercare il Signore nella preghiera e di farci avanti per accettarlo nella nostra vita. Io non mi muovevo, restavo ferma, seduta al mio posto perché pensavo: “..ormai il sermone è cominciato, cosa vado avanti a fare?” In quell’attimo ho sentito una voce che mi diceva: “ Anche se il sermone è cominciato, vai avanti lo stesso”, poi ho sentito una forte spinta che mi ha fatto alzare dalla sedia e andare avanti. Ho chiesto a mia figlia se anche lei avesse sentito quelle parole, mi rispose che né lei, né gli altri avevano sentito niente. Da lì ho capito che il Signore si rivolgeva a me, mi toccò e feci l’esperienza della salvezza. In seguito sono scesa nelle acque battesimali e sono stata salvata dalla vecchia vita. Ringrazio nostro Signore di come mi ha aiutato e mi è stato sempre vicino in ogni momento della mia vita, sia nel bene che nel male. Mi ha sempre sostenuto, anche quando mio marito Lamberto è stato male, senza di Lui non so cosa avrei potuto fare. Ho visto la potente mano di Dio anche nell’ultimo giorno di vita di mio marito Lamberto, di come il Signore lo ha salvato e portato nella Sua casa. Era il 16 gennaio del 2016, la mattinata è passata come sempre, poi nel pomeriggio Lamberto ha cominciato ad agitarsi, diceva che aveva molto caldo, si scopriva tutto, urlava forte che non ce la faceva più. Mi chiedeva di farlo scendere dal letto perché voleva buttarsi dalla finestra, diceva: “ Devo buttarmi, Tiziana fammi morire perché ho patito le pene dell’inferno”. Io gli risposi che non potevo farlo scendere dal letto perché aveva la flebo, ma lui era sempre più agitato. In quei momenti io pregai il Signore chiedendogli di salvare la sua anima e di mettere  fine a quell’agonia, chiedevo a Dio di prenderlo per mano e di portarlo nella sua casa. Dopo qualche ora Lamberto si è calmato, ha chiuso gli occhi e ho visto il suo viso rilassarsi, aveva come un sorriso sulla sua bocca. Poi vidi le labbra muoversi come se parlasse con qualcuno e in quel momento ho capito che si stava rivolgendo al Signore, ho la certezza che lo aveva salvato e portato nella sua casa perché era sereno dopo quelle ore trascorse nelle pene dell’inferno, come aveva detto lui. Questo mi consola perché ora so che Lamberto è con Gesù nella sua casa. Lo ringrazio con tutto il cuore per come mi è stato vicino quando mio marito è morto, mi ha dato una grande pace e serenità, anche adesso sento Gesù sempre vicino a me in ogni cosa che faccio o dico, senza il suo aiuto e la forza che mi dà ogni giorno non saprei cosa fare. Sia lode e gloria ogni giorno al Signore. “Riponi la tua sorte nel Signore ; confida in lui, ed egli agirà.”  Salmo 37:5

                                                                                                                                                        Tiziana

 

 

 

 

 

Sacco Giusy

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Pace del Signore,

mi chiamo Giusy Sacco, sono nata in una famiglia cristiana nella bella terra della Sicilia. Ricordo che ero ancora ragazzina e amavo tanto il mio Signore, cercavo dentro di me la Sua presenza ma c’era un grande vuoto nel mio cuore; un giorno L’ho incontrato, mi disse: ”Dove vai, Io sono qua, su, aprimi il tuo cuore, fammi entrare che insieme a te voglio restar.  Frequentavo assiduamente le riunioni di chiesa, la scuola domenicale, ero nel coro, evangelizzavo, insomma ero impegnata nel servizio e anche semplicemente pulire il locale di culto era per me motivo di gioia. Dal momento in cui capii quanto il Signore era importante decisi di fare il battesimo in acqua, precisamente il 29 Luglio 1990. Era tutto bello, nonostante i problemi che vi erano, sapevo che comunque Dio vegliava sulla mia vita. Ma un giorno tutto cambiò, avevo perso lo zelo, e, soprattutto, non sentivo più vicino coLui che amavo tanto; non rendendomene conto avevo iniziato ad allontanarmi da Lui non leggendo più regolarmente la Sua Parola e non pregando più quotidianamente, cominciai a saltare la frequenza a qualche culto….finché arrivò una grande prova nella mia vita: la morte di mio padre. Quel giorno mi resi conto che le vittime erano due. Ero arrabbiata con il Signore perché sapevo che Egli poteva evitare questo tragico evento ma non andò così; non volevo la Sua consolazione né tantomeno quella della chiesa e del resto della mia famiglia. Mi sentivo sola e volevo stare lontana da tutto e da tutti, così, dopo poco più di sei mesi dalla morte di mio padre, andai al nord in cerca di lavoro e di pace. Non fu facile staccarmi dalla mia famiglia e dalla mia terra, ma sentivo il bisogno di farlo. Dopo varie peripezie mi fermai a Fano e cominciai così a sentirmi nuovamente a casa. Trovai un lavoro ma non la pace di cui avevo un gran bisogno; anzi, quella tristezza, quei sensi di colpa crescevano sempre  di più, e nonostante fossi circondata da molti amici, mi sentivo più che mai sola. Un giorno il nemico mi fece sentire tutto il peso della mia solitudine, del mio dolore infinito, del mio peccato e dei miei sensi di colpa; ero stanca di “vivere” e tutto ciò che reputavo bello non lo reputavo più tale, pensavo che era meglio farla finita così avrei messo la parola fine alle mie sofferenze. Decisi di andare a trovare i miei, sapendo che, probabilmente, non li avrei più rivisti; partii in aereo, volo tranquillo ma, inspiegabilmente, durante la fase di atterraggio, l’aereo viene sposato tutto a destra per poi rifare la manovra e finalmente atterrare. Vi fu molto panico a bordo ed io ero terrorizzata ma non dalla morte, perché quella cercavo, ma due pensieri fissi mi giunsero: non ero pronta! Sapevo che sarei andata all’inferno, non avrei più rivisto i miei cari, ma sia ringraziato Dio perché aveva altri piani per me, mi ha liberato mandando i suoi angeli, mostrandomi ancora una volta il Suo Amore. Questo episodio lo custodii nel mio cuore gelosamente e ancora oggi che lo racconto sento l’abbraccio del Suo amore. Durante il mio soggiorno in Sicilia andai a trovare mia sorella che continuava a pregare per me, un bel mattino venne il pastore della comunità che frequentava mia sorella e, dopo qualche parola, mi disse due piccole frasi che mi hanno scossa fin dalle fondamenta: “Dio ti ama e vuole darti un’altra possibilità”. Sapevo che Dio mi amava, ma in quel momento sentii tutto il Suo amore come se non avesse nessun altro da amare tranne me. E così, dopo una lunga lotta, il Signore vinse, piegai le mie ginocchia e piansi alla Sua presenza, fui riempita di una pace e di una gioia indescrivibile e dissi al Signore: “Toglimi tutto ma non togliermi questa pace e questa gioia che ho nel cuore.” Oggi ringrazio il  Signore che, nonostante sia caduta nel pantano fangoso, facendo ciò che è male agli occhi Suoi, ha avuto pietà di me  tirandomi fuori da quel fango e oggi per Sua grazia, sono ancora qui a raccontarvi ciò che Dio ha fatto per l’anima mia. Proprio come il figliuol prodigo sono tornata a casa dal Padre ritrovando il Suo abbraccio, il Suo amore incondizionato e un nuovo amore per la mia famiglia e la Sua chiesa. Ritornando  a Fano, andai in chiesa e dal 24 Maggio 2006 frequento la comunità di Pesaro e qui servo il Signore con la passione e l’amore di un tempo! Dovevo perdermi per ritrovarmi in Cristo!

24 Maggio 1976 data di nascita

24 Maggio 2006 data di 2°nascita, un'altra possibilità in Cristo.

 

“«Chi di voi, avendo cento pecore, se ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro a quella perduta finché non la ritrova? E trovatala, tutto allegro se la mette sulle spalle; e giunto a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: "Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la mia pecora che era perduta". Vi dico che così ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si ravvede, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento.” (Luca 15:4/6).

 

                                                                                                                                                                                                                                        Sacco Giusy

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"Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno."

2Pietro 3:8

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Perle di Saggezza

Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo."

                                                          Charles H. Spurgeon  

 

 

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