• logo_ pes 1
  • logo_ cag 1
  • logo_pes2
  • logo_ cag2
  • logo_pes3
  • logo_cag3
  • logo_pes4
  • logo_ cag4
  • logo_pes5
  • logo_cag5
  • logo_pes6
  • logo_cag6
  • logo_pes7
  • logo_cag7

 

preghiera

Signore, dà vita all’opera tua nel corso degli anni! Nel corso degli anni falla conoscere! (Abacuc 3:2)


Introduzione. Nel 1952 a Princeston un amico chiese ad Albert Einstein che cosa rimaneva da scoprire nel mondo per una ricerca di dissertazione originale. Einstein rispose: “Scopri qualcosa sulla preghiera”.

Con l’aiuto di Dio vorremmo parlare dell’importanza della preghiera, e come tanti credenti hanno scoperto o riscoperto l’importanza della preghiera, del suo valore, della sua rivelazione e che deve essere l’occupazione più importante di ogni vero credente. Ogni credente deve distinguersi come uomo o donna dedito alla preghiera altrimenti sarà squalificato da tale appellativo. (Apocalisse 3:1)

 

Premessa. Sicuramente ciò che dà vita all’opera del Signore e la fa conoscere nel corso degli anni sono le ginocchia piegate e un cuore acceso, infiammato dalla preghiera. Qualcuno ha detto che non c’è posizione più elevata di quando siamo inginocchiati davanti al nostro Signore. “Alzo gli occhi verso i monti… Da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto vien dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra”. (Salmo 121:1/2)

 

 

P.1 Ora partiremo da un presupposto: pregare significa dialogare con Dio, aprire la nostra anima al colloquio con Dio (Salmo 31:7), se il nostro rapporto con il Signore è autentico vorremmo avere più comunione possibile con Lui (Cantico dei Cantici 6:3; 7:11). Proprio come nella figura di una coppia di innamorati che non si accontentano di leggere qualcosa l’uno dell’altro, e spesso le bollette telefoniche, i social network o altro ne dimostrano il contrario! Chi sente una profonda inclinazione per qualcuno vorrebbe comunicare a questa persona tutto ciò che vive e che occupa i suoi pensieri, senza costrizione sente il bisogno di cercare costantemente il contatto con la persona amata! Esattamente la stessa cosa dovrebbe essere per un credente che si rapporta con il suo Signore attraverso la preghiera. Se le preghiere pubbliche dovrebbero di regola essere condensate, non molto lunghe, nella comunione personale con Dio le nostre preghiere non si devono misurare con l’orologio, ma il valore del tempo è essenziale “Non ti affrettare ad allontanarti dalla sua presenza…”(Ecclesiaste 8:3). Leggiamo che Davide si fermò davanti al Signore: “Allora il re Davide andò a sedersi davanti all’Eterno…” (IISamuele 7:18 Diodati).

 

P.2 Essere a conoscenza della necessità della preghiera è una cosa, condurre una buona vita di preghiera è un’altra. Anche la preghiera non è un optional! E’ indispensabile! E non pregare significa disubbidire a Dio! (Matteo 26:41; Efesini 6:18) Ed è su questo concetto che ora vorremmo aprirci a questa importante riflessione affinchè Dio possa risvegliare i nostri spiriti e renderli dediti a questa importante discliplina. Uso il termine disciplina, la preghiera per il credente oltre che un piacere deve essere un esercizio e come tale va applicata disciplina per poter raggiungere risultati desiderabili (1Corinzi 9:25/27; Matteo 11:12). Pregare= chiedere, indagare, domandare. Domandare umilmente; invocare; rivolgersi devotamente alla divinità; invitare con cortesia (Matteo 7:7/8; Matteo 18:19; Efesini 3:20;). Disciplina= insegnamento, educazione da discere, imparare (Daniele 6:10; Salmo 119: 164; 1 Cronache 21:24/26).

 

P.3 Una delle battaglie più importanti di tutta la Bibbia che troviamo nell’Antico Testamento è in Esodo 17:9/13. Mosè era un uomo che appare timido impacciato con la lingua Ebraica, era la sua lingua madre ma era stato educato in tutta la sapienza degli Egiziani a corte del Faraone e apprese naturalmente la lingua degli Egizi. I geroglifici e la loro forma corsiva, lo ieratico gli erano ben noti. La lingua diplomatica ai tempi di Mosè era l’accadico (scrittura cuneiforme), di cui probabilmente, come membro della casa del Faraone, era anche a conoscenza. Divenne potente in parole e opere (Atti 7:22), ma ciò non lo era nella lingua ebraica del suo popolo, per cui era <<lento di parola e di lingua>> non sapeva quasi parlare! Per questo Dio pose al fianco di Mosè suo fratello Aronne, da cIò possiamo pensare che imparò l’ebraico durante l’esodo dall’Egitto, Quando Dio chiamò Mosè vediamo che aveva bisogno di suo fratello Aronne, poiché Mosè non poteva rivolgersi al popolo con una buona dialettica, la forza di Mosè stava nella preghiera! Fratelli la preghiera non solo è l’arma più potente quando, con fede, è fatta nel nome di Gesù (Giovanni 14:13/14; 16:23/24), ma sopperisce ad ogni nostra insufficienza o incapacità. Notiamo che l’esito della battaglia era in mano di Mosè, Aronne e Cur, se pur Giosuè era fisicamente con la spada in prima linea; ma la vittoria non dipendeva da Giosuè bensì dalla preghiera fatta nella piccola vetta, e quella preghiera legava gli spiriti i principati e le potestà dell’aria che muovevano Amalek contro Israele (Colossesi 4:12; 1Tessalonicesi 5:17). Così come leggiamo in Ezechiele: “Io ho cercato fra loro qualcuno…” (Ezechiele 22:30/31). Giacobbe lotta con l’angelo a Peniel <<Non ti lascerò andare, se non mi avrai prima benedetto!>> (Genesi 32:24/26). Daniele lotta in preghiera per 21 giorni “Non temere, Daniele, poiché dal primo giorno che ti mettesti in cuore di capire e d’umiliarti davanti al tuo Dio, le tue parole sono state esaudite…” (Daniele 10: 2/3, 12/13)

 

P.4 Ora nel Nuovo Testamento troviamo tutto questo ancora più chiaro Gesù stesso è colui che ne è l’esempio per eccellenza (Marco 1:35; Marco 6:46; Luca 3:21; Luca 5:16; Luca 6:12; Luca 9:29; Luca 18:1,7; Luca 21:36; Luca 22:44; Ebrei 5:7;) Questa deve essere l’identità del popolo di Dio “La mia casa è chiamata una casa di preghiera”(Matteo 21:13), i discepoli stessi furono influenzati dalla Sua devozione, dalla Sua vita di preghiera, tant’è che chiesero al maestro: “Signore , insegnaci a pregare!” (Luca 11:1), insegnaci a pregare non come si fanno i miracoli o altro… Il Signore Gesù prima di ogni cosa cercò di fare questo e ricordiamo la preghiera modello, pilota, del Padre Nostro. Fratelli ricordiamo tutti quanti queste verità, non vogliamo scadere dall’appellativo di essere credenti i credenti prima di ogni cosa pregano! Intercedono ad iniziare dalla propria cameretta alla propria chiesa locale d’appartenenza (Matteo 6:6; 1Pietro 4:7; Giacomo 5:16; Colossesi 4:12).

 

P.5 Non dimentichiamoci che la chiesa ha avuto inizio nella sala della preghiera: “Quando furono entrati, salirono nella sala di sopra dove di consueto si trattenevano…Tutti questi perseveravano concordi nella preghiera..." (Atti 1:13/14). Ed ancora oggi la chiave di un risveglio si trova in Atti 1:13/14, dove leggiamo: “…Di consueto si trattenevano... perseveravano insieme concordi (unanimi) nella preghiera.” Erano tutti uniti insieme: con una sola mente, un solo scopo, concordi. Ancora oggi sono questi i requisiti, gli ingredienti indispensabili per essere efficaci. Tutti uniti insieme in costante preghiera, ecco le quattro parole imperative per vedere il cielo scendere sulla terra <<Consuetudine,Trattenersi,Perseveranza,Concordia (unanimi)>>. Uniti insieme in costante preghiera significa “essere occupato attivamente, essere dedicato, persistere nell’ardire qualcosa, partecipare intensamente”. Questo esercizio fu continuato in modo incessante , tant’è vero che ritroviamo la stessa parola in Atti 2:42 “Erano perseveranti nella preghiera”. L’apostolo Paolo quando scrive alla chiesa di Roma usa la stessa parola: “Perseveranti nella preghiera” (Romani 12:12), ancora quando scrive alla chiesa di Colosse: “Perseverate nella preghiera” (Colossesi 4:2).

 

NOTE STORICHE: Hudson Taylor raccontò la storia di una coppia di missionari che era responsabile di dieci stazioni. Questi scrissero al loro segretario nel paese d’origine confessando la loro assoluta mancanza di progresso, ed esortando il segretario a trovare intercessori per ogni stazione. Dopo qualche tempo, in sette di quelle stazioni l’opposizione scomparve ed ebbe inizio un risveglio spirituale che fece crescere fortemente le chiese. Ma in tre stazioni non ci fu alcun cambiamento. Quando ritornarono a casa per il loro congedo, il segretario chiarì il mistero: era riuscito a trovare intercessori soltanto per sette delle dieci stazioni.

O.E

rif

 

"Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno."

2Pietro 3:8

   modulo via

Perle di Saggezza

Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo."

                                                          Charles H. Spurgeon  

 

 

                                               calendario

                                                  Riflessioni dal Calendarietto

Rifletti con un'immagine