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S.R. NON CESSARE MAI DI EVANGELIZZARE

ev

“…e guai a me, se non evangelizzo!…è sempre un’amministrazione che mi è stata affidata.” (1 Corinzi 9:16-17)


 

Introduzione. Il desiderio che ci deve unire è quello di muoverci a questo proposito, ovvero raggiungere le anime perdute. Tutti dobbiamo partire dalla consapevolezza che, avendo ricevuto la nuova nascita in Cristo, siamo stati fatti figli di Dio e servitori… e tali dobbiamo sentirci (Salmo 116:16; 2 Corinzi 5:18-20;2 Corinzi 4:1-7).

Oggi, forse più di ieri, ci troviamo ad affrontare queste responsabilità con impellenza, visto che il mondo è sempre più senza bussola, senza freno, insoddisfatto, senza timor di Dio e senza rispetto per il prossimo.

C’è bisogno che la Parola di Dio, come un buon lievito, trasformi i cuori e le coscienze degli individui, “affinché il frutto della salvezza si mostri nel rapporto con Dio e nella società” (Luca 19:8-10).

 

 

IL MANDATO

La chiesa rimane l’unico mezzo che Dio usa per annunciare l’evangelo; vediamo in Marco questa missione annunciata in un modo specifico, “E disse loro: << Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura” (Marco 16:15; Matteo 28:19). A questo proposito il Signore fece una promessa (Matteo 24:14).

 

LA NECESSITA’

Tutti gli uomini sono sotto il peccato, quindi vi è la necessità del perdono e della cancellazione della colpa, affinché l’uomo sia giustificato davanti a Dio (Romani 3:23, 3:9-12, 11:32).

Perciò Cristo diventa la fonte, il fondamento, il mezzo della giustificazione necessario per la vita dell’uomo davanti a Dio, attraverso l’opera della croce (Romani 3:21-28).

a.la fonte della giustificazione. E’ la grazia che è definita come un “favore gratuito e non meritato”. Quindi per grazia divina si intende un atto sovrano di Dio per il quale egli accetta il peccatore e lo giustifica per mezzo dell’espiazione di Cristo.

b. lI fondamento della giustificazione. E’ l’opera vicaria di Cristo e quindi l’accettazione della giustizia di Cristo.

c. Il mezzo della giustificazione.E’ la fede.

 

Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi ; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinchè nessuno se ne vanti” ( Efesini 2:8-9)

 

ANNUNCIARE L’EVANGELO

Tutti siamo chiamati a questo nobile servizio. Un giorno Gesu’, rivolgendosi ai suoi discepoli, raccontò una parabola nella quale illustrava l’importanza delle opere (Matteo 21:28-31). Qual è il messaggio di questa parabola?…Quello che conta è agire secondo la volontà di Dio e non solo limitarsi a parlarne o desiderarlo…che Dio ci aiuti, perché lavorare nella vigna del Signore è un aspetto che rispecchia la nostra maturità spirituale.

a. l’esigenza (Matteo 9: 37-38).

b. non sprecare le occasioni (Matteo 25:37-40).

c. il mondo attende(Romani 8:19; Matteo 5:16; Giovanni 4:23-24).

 

L’ESPOSIZIONE DELL’EVANGELO

Credo che uno dei punti più importanti che dobbiamo portare a conoscenza ed insistere, è ciò che disse, con grande franchezza, l’apostolo Pietro, guidato dallo Spirito Santo, davanti allo stesso sommo sacerdote che pochi mesi prima aveva ordinato la crocifissione del Signore Gesù Cristo: In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini,per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati ” (Atti 4:12).

Questo versetto contiene il messaggio che, ancora oggi, la gente deve udire:

a. nessun’altra via “in nessun altro è la salvezza”…

b. un solo nome …“perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia dato agli uomini”…

c. il dono …“per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati.”

L’apostolo, sotto la guida dello spirito Santo, esclude tutti i vari modi che l’uomo, religioso o meno, cerca per acquistarsi o meritarsi la salvezza. Gesù solo è la Via, la Verità, la Vita (Gv.14:6) e l’apostolo non fa altro che ripetere in Atti 4:12, ciò che sentì da Gesù stesso. Non tutte le fedi e nemmeno le religioni portano a Dio, ma l’evangelo ci dice che ci sono due porte e due vie, una stretta ed una larga (Mt.7.13); entrambe promettono l’ingresso per il cielo, ma una sola dice la verità, l’altra è solo un inganno. Anche il libro dei Proverbi ci conferma questa verità (Proverbi 14:12; Atti.17:11).

 

FARE ATTENZIONE A NON CONTENDERE

Questo aspetto è importante e deve caratterizzare il nostro atteggiamento nell’annunciare l’evangelo, perciò dobbiamo rivestirci di pazienza, umiltà e serietà, pronti ad incoraggiare, evitando le discussioni,“Il servo del Signore non deve litigare, ma deve essere mite con tutti, capace di insegnare, paziente. Deve istruire con mansuetudine gli oppositori nella speranza che Dio conceda loro di ravvedersi per riconoscere la verità, in modo che, rientrati in sé stessi, escano dal laccio del diavolo, che li aveva presi prigionieri perchè facessero la sua volontà” (2 Timoteo 2:24-26).

 

POSSIBILI OSTACOLI

E’ possibile incontrare opposizioni ed insuccessi, come ebbero anche gli stessi discepoli… ma avremo pure momenti di gioia e di benedizione (Salmo 126:5-6). E’ incoraggiante ricordare il versetto del profeta Isaia : Beati voi che seminate in riva a tutte le acque…” (Isaia 32:20), e ciò che disse Salomone nel libro dell'Ecclesiaste: “Chi bada al vento non seminerà; chi guarda alle nuvole non seminerà” (Ecclesiaste 11: 4).

Un altro aspetto che può essere motivo di ostacolo per alcuni di noi nelle uscite di evangelizzazione con la chiesa, è il timore di essere scambiati come membri di qualche setta, ma questa difficoltà desideriamo superarla con l’aiuto di Dio, guardando piuttosto al bisogno e alla disperazione di tante anime (Matteo 11:28).

 

LA FIDUCIA

E’ importante mantenerci in questa disposizione d’animo e, dopo aver svolto questo prezioso lavoro, dobbiamo riposare nella grazia di Dio; “Getta il tuo pane sulle acque, dopo molto tempo lo ritroverai”(Ecclesiaste 11:1), questa deve essere la nostra fiducia! Il versetto di Ecclesiaste allude alla figura del contadino che esce spargendo il cereale più prezioso sulla terra, tanto è vero che il grano, seminato a novembre, viene poi mietuto circa nove o dieci mesi più tardi, in modo che da quel raccolto una volta macinato si ricavi farina per il pane.

Nella parola di Dio le acque rappresentano le moltitudini, le folle, cioè il nostro prossimo (Apocalisse 17:1); ci saranno momenti in cui ci sembrerà che quella buona parola usata, quel gesto, quella azione, quella testimonianza che noi lasciamo, sia portata via lontano, inghiottita dalle acque, come se non ne vedessimo nessun risultato, nessun frutto, eppure ugualmente la fiducia va posta nella Verità della Parola di Dio, che ci incoraggia e ci dice “...dopo molto tempo lo ritroverai”.

Dio ci dia grazia di non cessare mai di evangelizzare (Marco 4:26-29; Isaia 55:11).

 

O.E

 

 

 

 

 

 

 

 

 

rif

 

"Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno."

2Pietro 3:8

   modulo via

Perle di Saggezza

Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo."

                                                          Charles H. Spurgeon  

 

 

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