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S.R. - VERSO IL VINCOLO DELLA PERFEZIONE

 

 

 

Piacendo a Dio parleremo di un argomento che dovrebbe, credo, sempre più stare a cuore alla chiesa del Signore: l'amore! L'amore è il vincolo della perfezione ,“Al di sopra di tutte queste cose rivestitevi dell'amore che è il vincolo della perfezione” (Colossesi 3:14), così scrisse l'apostolo Paolo guidato dallo Spirito Santo ai credenti della chiesa di Colosse. L'amore è saggezza, è intelligenza, è forza, non è ignoranza, debolezza o stoltezza, l'amore sa scegliere come anche scartare, si sa imporre come abbassare, l'amore ha carattere.

Ora è più facile, io credo, essere invitati da qualche chiesa e predicare la parola di Dio, e poi tornarsene nella propria realtà locale dopo aver detto quello che si è detto, piuttosto che portare avanti un insegnamento in modo sistematico riguardante certi aspetti della formazione delle nostre chiese locali, in particolare riguardo a taluni argomenti come quello in esame; certi che Dio si serve dell'uno come dell'altro servizio per edificare la Sua chiesa, sia dell'insegnamento evangelistico come di quello pastorale, sia del fratello visitatore come dell'insegnamento dei responsabili locali. Ora partiremo dal presupposto che, aprendo le nostre Bibbie, cioè “il libro” (significato della parola Bibbia), riconosciamo la Bibbia come parola di Dio, quale “il libro” di istruzione per la nostra anima, per la nostra vita, per la nostra condotta; come c'è un libretto di istruzione per le funzioni di un pc, di un televisore, delle varie funzioni di un automobile (dal motoreall'impianto elettrico), ecc..., sapendo che a volte si è negligenti nel leggere tutte le istruzioni rischiando però di avere una funzionalità ridotta su alcune operazioni, così lo è anche per la nostra anima, a causa di determinati comportamenti o atteggiamenti,avendo una visione limitata di quello che ci richiede la volontà di Dio. Immaginiamoci di suonare una tastiera di un pianoforte e di usare sempre gli stessi tasti, escludendo tutti gli altri perchè non ne conosciamo la loro tonalità; questo limiterebbe lo scopo e la funzionalità stessa per cui è stato creato lo strumento, come per l'abilità del suonatore, ecco perchè è importante che la parola di Dio abiti in noi abbondantemente,“La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente”(Colossesi 3:16), affinchè ogni tasto della nostra vita possa emettere quel giusto suono alla gloria del Signore. Viviamo in tempi dove abbiamo bisogno non tanto del bel messaggio, ma dell'insegnamento della parola di Dio,“Ascolta, Israele” (Marco 12: 29/31), non solamente nell'essere informati, o toccati nel sentimento, ma formati dalla parola della grazia (Giovanni 1:17). La vera conoscenza è quella che tiene in considerazione ciò che si conosce della volontà di Dio per poi applicarla nelle varie circostanze della vita (Giacomo 1:19/25), in modo che comprendiamo tutti noi, che per conoscenza, non si intende solo quella teorica o teologica, ma quella dell'applicazione, quella esperienziale (cioè per esperienza), “Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza. Poiché tu hai rifiutato la conoscenza, anch'io rifiuterò di averti come mio sacerdote; poiché tu hai dimenticato la legge del tuo Dio anch'io dimenticherò i tuoi figli”(Osea 4:6). Perchè questo si somatizzi abbiamo bisogno di essere consapevoli della Santità di Dio (1Pietro 1:16), e di pregare che lo Spirito Santo ci faccia argilla malleabile nelle sue mani, per imprimerci il Suo carattere. Il capitolo che prenderemo in esame, da cui inizieremo questa riflessione, sarà in Genesi 29:1/30 che ci parlerà della figura di un uomo, Giacobbe, il cui nome significa “soppiantatore”. Egli era un sovversivo, un ribelle, viveva di sotterfugi, di inganni, era un egoista, tutti lo ricordiamo come si appropriò della primogenitura a discapito del fratello Esaù (Genesi 25:29/34), e del complotto che fece insieme a sua madre Rebecca per acquistarsi la benedizione da parte di suo padre Isacco (Genesi 27:1/45). Anche se possiamo pensare che Giacobbe si è sempre interessato delle cose spirituali, dandogli un certo valore, il fine però, non certo giustificò i mezzi di cui Giacobbe fece uso per appropriarsi della benedizione riservata al primogenito. Sicuramente Dio gli avrebbe permesso la primogenitura, a discapito del fratello Esaù che la disprezzava non dando il giusto valore alle cose spirituali, certo, torniamo a ripetere, non nel modo come Giacobbe se ne appropriò da moderno arrivista... Nel versetto di Genesi 29:1, il testo, sorprendentemente, ci dice: “Poi Giacobbe si mise in cammino...” (letteralmente: si alzò in piedi speditamente con gioia), oraè bello considerare, e vedere questo alla luce dei versetti precedenti, dove Giacobbe era ormai stanco di fuggire da suo fratello Esau' che si voleva vendicare dell' inganno subito. A Bethel, prima di addormentarsi, lo vediamo come un uomo spaventato, angosciato, quasi privo di forza, stanco e scoraggiato da quella situazione, ma proprio da quella amarezza il Signore, per la vita di Giacobbe, seppe trarre dolcezza (Giudici 14:14), sorprendentemente ne vediamo uscire un uomo che ritrovò la gioia di vivere, rinvigorito, pronto in piedi con un passo spedito e gioioso (Genesi 29:1), come se avesse trovato la soluzione a tutti i suoi problemi. Che cosa era successo? Infatti il cp. 29 della Genesi ci parla di un un uomo veramente trasformato dalla grazia di Dio; è interessante riflettere questo, poichè nei passi antecedenti del capitolo suddetto, ci viene mostrata la figura di un uomo che stava fuggendo dall'ira di suo fratello Esaù, ma in realtà Giacobbe stava fuggendo dai guai che lui stesso aveva combinato a motivo del suo carattere, egoista e malizioso, usurpatore, spietato, dove non c'era spazio per gli altri. Giacobbe stava fuggendo da se stesso, come spesso l'uomo non si rende conto che in primo luogo ha bisogno di essere liberato da se stesso, conseguentemente come un boomerang le sue azioni lo ritrovavano: “...e sappiate che il vostro peccato vi ritroverà” (Numeri 32:23), e ancora “...perchè tutti quelli che prendono la spada , periranno di spada” (Matteo 26:52)quindi facciamo attenzione tutti noi riguardo a parole oziose, pensieri malevoli , giudizi oltraggiosi,azioni, ecc... Dio permise che Giacobbe venisse ripagato con la stessa moneta, con cui era solito liquidare gli altri, ma Dio se ne servì per formarlo quando poi toccò a lui essere liquidato con la stessa moneta da suo zio Labano, che l'ingannò dandogli Lea al posto di Rachele (Genesi 29: 21/30). Giacobbe capì la lezione e la fece sua; continuando nel racconto, a conferma che Dio cambiò la sua vita, lo ritroviamo che si riconciliò con suo fratello Esaù (Genesi 33:1/4). Poco prima della riconciliazione con suo fratello leggiamo in Genesi 32:1 la motivazione per cui Dio stava benedicendo la sua vita: “Mentre Giacobbe continuava il suo cammino...”a significare che se continuiamo a camminare per la via del dovere, cioè dell'ubbidienza alla Sua parola, ai Suoi insegnamenti, Dio farà cose straordinarie per il Suo popolo, per i Suoi figli.

Giacobbe a Bethel

Giunto a Bethel, vi passò la notte, coricandosi con il capo su di una pietra (Genesi 28:10/11), rispecchiando così quel momento particolarmente duro e difficile della sua vita, nello stesso tempo il Signore gli era vicino più di quando potesse pensare e, quella stessa notte, Dio piegò il suo carattere, affinchè comprendesse il modo in cui, fino a quel momento, aveva condotto la sua vita e si ravvedesse dai suoi peccati (Romani 2: 4). Dio intervenne attraverso un sogno, una visione, che mutò il modo di pensare di Giacobbe (Genesi 28:10/15), l'apostolo Paolo avrebbe detto, oggi, trasformato nello spirito della sua mente (Romani 12:2). La vita di Giacobbe cambiò in quella stessa notte, fece un'esperienza intima con Dio e ne uscì un uomo trasformato, fortificato e incoraggiato dalla grazia di Dio, con una visione rinnovata della vita, delle cose, con dei criteri completamente nuovi. Così, dopo aver fatto un voto a Dio, Giacobbe si diresse verso Caran, Dio era al suo fianco e stava preparando per la sua vita un altro incontro speciale; il Signore ha dei disegni benevoli per l'uomo che rimette la propria sorte in Lui , che in Lui confida (Filippesi 2:13). Giacobbe nel dirigersi in cammino verso “il paese degli Orientali”(Genesi 29:11), vide un pozzo e tre greggi di pecore accovacciate lì vicino, la parola dice che vi era una grossa pietra posta sopra la bocca del pozzo (Genesi 29:1/3), e solo quando tutte le greggi si erano radunate i pastori rotolavano la pietra; ora possiamo pensare in primo luogo che i pastori si dettero un orario per darsi un ordine nel ritrovarsi nello stesso posto assieme, ma soprattutto perchè la pietra era grande e c'era bisogno di più braccia, di maggior forza per spostarla. Facciamo ora attenzione alla scena, mentre Giacobbe parlava con i pastori nell'informarsi di suo zio Labano, ecco che gli indicarono l'arrivo di sua figlia Rachele; appena udita la notizia e veduta Rachele con il gregge, Giacobbe si avvicinò, e rotolò da solo la pietra del pozzo (Genesi 29:9/10). Che cos'è che la parola di Dio vuol farci notare? Sicuramente possiamo pensare che Giacobbe ormai era un uomo cambiato, trasformato dalla grazia di Dio, un uomo spirituale che aveva una visione spirituale delle cose , egli iniziò ad intravedere un piano di Dio adempiersi nella sua vita, certo non poteva comprendere subito tutto, ma Giacobbe si sentì particolarmente trasportato verso Rachele, donna semplice e attraente, innamorandosi di colei che di lì a poco sarebbe diventata sua moglie.

Giacobbe subito dimostra delle attenzioni per Rachele sino ad essere animato da una forza che lo portò a spostare la pietra del pozzo, pesantissima, che in altre occasioni richiedeva l'aiuto di più persone nell'essere spostata. E' la forza dell'amore! L'amore a volte ci porta a fare cose bizzarre, quando si è innamorati facciamo cose che in altre occasioni non faremmo mai e non ne avremmo nemmeno la forza o l'immaginazione di farle, l'amore è forza, è slancio, è energia, è dinamismo, è gioia, così è la stessa cosa quando parliamo dell'amore di Dio,l'amore di DIO è potenza! L'amore è pronto a spostare anche i pesi più pesanti e difficili da rotolare via, che incontriamo lungo il nostro cammino, l'amore è responsabilità, non fugge ma è pronto a farsi carico dei pesi, è paziente nelle fatiche da affrontare nelle svariate situazioni della vita.

Pensando a Giacobbe, ormai non più ragazzino ma settantasettenne in questa storia, nel mio immaginario penso ad un uomo pigro abituato a stare nelle tende (Genesi 25:27), ma qui è un uomo trasformato, innamorato!Dio ci dia grazia di non far spegnere la fiamma dell'amore, della passione verso Dio, verso il Suo insegnamento, la Sua Parola, verso le anime perdute, ad avere in mente le cose che sono di lassù, e non quelle sulla terra (Colossesi 3:1/3), in modo chepossiamo tornare al primo amore“Ma ho questo contro di te: che hai abbandonato il tuo primo amore...”(Apocalisse 2:4), Dio è Amore ! “Chi non Ama non ha conosciuto Dio, perchè Dio è Amore”(1Giovanni 4:8), riflettiamo ora su questa parola tanto usata spesso in modo sbagliato, superficiale , sentimentalistico; in Genesi 29:20 ci viene presentata una situazione dove notiamo che per amore si fanno cose che diversamente non si farebbero, un Giacobbe che non sente il peso degli anni nell'attendere la sposa promessa, che servì altri sette anni suo zio Labano per Rachele; e gliparvero pochi giorni, a causa del suo amore per lei; l'amore è paziente, l'amore sa spostare, sa mettere mano anche sulle pietre , cioè sulle difficoltà più grandi, come sui pesi più difficili da portare, sa attraversare anche i giorni o anni più difficili con il giusto slancio divenendo così leggeri da sopportare, spostare, o portare con pazienza (2Corinzi 4:17/18; 1Giovanni 5:3).

L'amore di Dio muove la passione, “soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa” (1Corinzi 13:7), fratelli è importante ciò che stiamo riflettendo, la parola dice che:” Dio è amore e chi non ama non è da Dio perchè Dio è amore, l'amore non verrà mai meno, il vero amore non verrà mai meno “(1Corinzi 13:13). “Da questo vi riconosceranno che siete miei discepoli, dall'amore che avete gli uni per gli altri” (Giovanni 13: 34/35), non dovremmo più di tanto sforzarci se siamo figli di Dio di nome e di fatto, prima di fatto e poi di nome, affinchè possiamo essere riconosciuti, “Perchè, fratelli, voi siete chiamati a libertà; soltanto non fate della libertà un'occasione per vivere secondola carne, ma per mezzo dell'amore servite gli uni agli altri...”(Galati 5:13),“Così risplenda la vostra lucedavanti agli uomini, affinchè vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli”(Matteo5:16), come non dire che il mondo ci osserva! Devo dire personalmente di essere umiliato quando nel mondo ci sono persone che non conoscono il Signore e sono meglio di me in alcuni aspetti che riguardano l'altruismo, la generosità, l'amore per il prossimo, in Atti la parola dice che Cristo Gesù cominciò prima a fare e poi ad insegnare, prima in opera, non prima in parola (Atti 1:1), prima di fatto... Riguardo Mosè la parola di Dio dice che prima che Mosè fece quarant'anni di deserto, era un uomo potente in parola e in opera ( Atti 7:22 ), ma dopo che il deserto lo formò, divenne un uomo potente in opera prima e poi in parola, prima nel fare e poi nel parlare (aiutaciSignore!). Certo... questo non avverrà in un giorno, in un mese, o un anno, ma Dio desidera che il nostro carattere cambi e assomigli a Cristo (1Corinzi 3:16), “In questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chiunque non pratica lagiustizia non è da Dio; come pure chi non ama suo fratello” (1Giovanni 3:10), “e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perchè, radicati e fondati nell'amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità dell'amore di Cristo e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinchè siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio” (Efesini 3:17/19).



Non abbiate altro debito se non di amarvi gli uni gli altri

 

Nell'epistola ai Romani, Paolo scrive : “Non abbiate altro debito con nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri” (Romani 13:8), i debiti vanno pagati con l'aiuto di Dio, anche i debiti d'amore vanno pagati non solamente a qualcuno sì, e ad altri no, poiché l'essere umano è parziale, tende ad essere di parte, se tu la pensi come me, allora va bene, ti frequento, o ti permetto la mia amicizia o affetto...a te no! Perchè non la pensi come me, ecc... Ma non è così che ci insegna il Signore, “non abbiate altro debito connessuno...” non con qualcuno sì! O qualcun'altro no! Dio ci aiuti a non solcare la via dei debitori, o dei cattivi pagatori della banca del cielo affinchè il nostro conto non sia in rosso per quanto riguarda un deposito celeste; il servitore nella parabola dei talenti viene chiamato in primo luogo dal suo padrone “ Servo malvagio...” perchè non ha fattobuon uso di ciò che gli era stato dato ed insegnato(Matteo 25: 26/30). Vi racconterò una singolare storia: nella città di URBINO c'è una via che si chiama la via dei debitori, e sapete perchè si chiama così? Perchè era solcata da tutti coloro che avevano dei debiti con i loro esercenti, cioè, se sarebbero saliti per la via principale che portava al mercato avrebbero dovuto saldare i loro debiti, ma preferivano evitare quella strada che li richiamava alle loro responsabilità aggirandola, erano dei cattivi pagatori. Anche Giacobbe era un cattivo pagatore, ma poi si lasciò trasformare, cambiare dalla grazia di Dio, e si mise in cammino sulla via del dovere, della responsabilità, della perfezione. Chiediamoci anche noi per quale via stiamo camminando: quella che preferisce aggirare gli ostacoli e non affrontarli, oppure abbracciare da buoni credenti le nostre responsabilità alla Parola di Dio? (Matteo 28:30/31).

Ma per tutto questo c'è una regola d'oro, l'Apostolo Paolo parlando alla chiesa di Corinto elogia una disposizione da parte delle chiese della Macedonia “...ma prima hanno dato séstessi al Signore e poi a noi, per la volontà di Dio”(2Corinzi 8:5). Questa è la regola d'oro! Non solo nel bandire l'egoismo, o l'avarizia riguardo al denaro, seppure ogni cosa è giusto che sia amministrata con coscienza...ma c'è un principio generale applicabile su ogni aspetto della vita del credente nel versetto sopra citato, così per l'amore!Si sono prima dati a Dio e poi a noi, prima a Dio! Questa è la regola d'oro per tutti noi, il credente rispecchia nel suo vivere, nel suo essere, quanto si sta dando al Signore, rispecchiando così la qualità del suo rapporto con Dio, “Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio: questo è il vostro culto spirituale.(Romani 12: 1). Nel libro di Giuda, come nel Vangelo di Matteo ci dice che i falsi profeti li riconosceremo dai loro frutti (Matteo 7: 7/21), e nell'essere falsi profeti non significa che non si conosca la verità, o che non la si predichi, o testimoni , ma che non la si vive... di conseguenza non si ha autorità nell'insegnarla, o testimoniarla, Signore dacci grazia! Nessuno sarà mai perfetto in questo, ma Signore dacci grazia poiché sei un Dio che ti aspetti del frutto da noi, che esigi del frutto, Dio non ci ha costituiti come piante ornamentali d'appartamento, o come piante da ombra, no! Siamo piante da frutto, e come conseguenza Dio si aspetta da ognuno di noi del frutto (Giovanni 15: 16).

...Aspettatevi gli uni gli altri” (1Corinzi 11:13), i credenti quando si ritrovano per l'adorazione comunitaria, a meno che non ci sia un impellenza giustificata, non devono scappare via subito, aspettatevi...cioè salutatevi, scambiatevi un santo bacio dandovi la pace, aspettatevi...salutate i responsabili, aspettatevi ….socializzate, rafforzate i legami fraterni. La parola amore in fondo la si può raffigurare in tre aspetti 1) Agape: pasto d'amore. 2) Filadelfia: comunione fraterna; come evocava una nota pubblicità i fratelli devono imparare di più a “filare e fondersi” 3) da uno dei significati dall'etimologia della parola amore: eliminazione della morte, quindi dono della vita. Amarsi, fraternizzare, ed eliminare tutto quello che è nel significato altresì spirituale della parola morte, cioè separazione, inimicizie, trincee...ecc.

Fratelli, “METTIAMOCI IN CAMMINO”, o se è necessario, rimettiamoci in cammino verso il vincolo della perfezione, che è l'amore! E Dio ci aiuterà a non passare per la via dei debitori, ma a solcare quella via dove possiamo stare a testa alta, e sentire quel grido: “è compiuto!” Compiuto! Teletestai! Cioè pagato!(Giovanni 19:30) Passando per la via del dovere Dio provvederà sempre ai Suoi figli che sceglieranno di seguirlo, sceglieranno di perdonare, sceglieranno di riconciliarsi, sceglieranno l'amore all'odio o al rancore, che saranno pronti di mettere mano anche ai pesi più pesanti, ma ricordiamoci per la via del dovere tutto diventa più leggero, mentre per la via contraria tutto sarà più pesante. “Camminate per lo Spirito e non adempirete i desideri della carne”(Galati 5: 16), camminare indica un'azione volontaria che può richiedere sforzo, impegno, sacrificio, ma la Bibbia dice : “il regno dei cieli è preso con forza e sono i violenti che se ne impadroniscono” (Matteo 11:12).

Dio ci benedica, e ci dia grazia di ritornare al primo amore, dove ogni cosa era fatta con slancio.

O.E.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno."

2Pietro 3:8

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Perle di Saggezza

Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo."

                                                          Charles H. Spurgeon  

 

 

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