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LA PASQUA CRISTIANA

 

pasqua

 

 

E’ bene specificare, riguardo il periodo ed i tempi che stiamo vivendo, cosa veramente sia la Pasqua, la vera Pasqua Cristiana, con la C maiuscola. La Pasqua Cristiana non è un giorno del calendario, una ricorrenza religiosa, una festa comandata, un rito annuale o delle tavole imbandite con arrosti e grigliate di agnello, e ogni tipo di dolci, uova di cioccolato, coniglietti di cioccolato o torte salate.

La Pasqua Cristiana è Cristo Gesù stesso, come l’apostolo Paolo disse ai credenti di Corinto:"Poichè la nostra Pasqua, cioè Cristo, è stata immolata per noi. (1Corinzi 5:7)

Cristo Gesù è la nostra Pasqua! Credo che l’Evangelo di Giovanni ci dà forse maggiore chiarezza a riguardo, leggiamo: "Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo;se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne,che darò per la vita del mondo. I Giudei dunque discutevano tra di loro,dicendo:<<Come può costui darci da mangiare la sua carne?>> Perciò Gesù disse loro:<<Inverità, inverità vi dico che se non mangiate la carne del figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio   sangue è vera bevanda. Chi mangia la mia  carne e beve il mio sangue dimora in me, e io in lui. Come il Padre vivente mi ha mandato e io vivo a motivo del Padre,così chi mi mangia vivrà anch’egli a motivo di me>>” (Giovanni6:51/57).Che cosa intendeva il Signore Gesù, che i suoi discepoli dovevano praticare una sorta di cannibalismo con quelle frasi chi mangia la mia carne e beve il mio sangue…? Attenzione qui sta la vera Pasqua, le parole del Signore sono parole di Spirito e vita (Giovanni6:63), e come tali egli desiderava trasmetterle per dare lo Spirito e la vita; Gesù stava intendendo che i discepoli dovevano realizzare una comunione e una relazione personale con Lui, ricevere la Sua vita, cibarsi della sua carne e bere del suo sangue, cioè assimilare la vita di Cristo Gesù attraverso la Sua Parola, la Parola che si è fatta carne (Giovanni1:14) attraverso l’opera che di lì a poco avrebbe compiuto nell’offrire la Sua vita e il suo sangue sulla croce per il perdono dei peccati (Giovanni10:17/18). Egli è l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, ed è ciò che Giovanni Battista disse quando vide salire Gesù dal fiume Giordano: “Ecco l’agnello   di  Dio che toglie il peccato del mondo”(Giovanni1:29). Questi versetti sono anche di chiaro riferimento alla Pasqua Ebraica quale festività celebrata nell’Antico Patto, tant’è vero che nel capitolo 12 dell’Esodo ci viene ricordata la liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù d’Egitto, in cui viene descritta la Pasqua quale festa della vecchia dispensazione sotto la legge Mosaica, quando ogni famiglia doveva procurarsi un agnello senza difetto, sacrificarlo al tramonto, prendere il suo sangue e metterlo sui due stipiti delle porte e sull’architrave, per essere poi mangiato all’interno delle loro case ben arrostito con pane azzimo. Questa era l’ultima piaga in Egitto che si sarebbe abbattuta sul Faraone ed il suo popolo: l’Angelo del Signore sarebbe passato a colpire i primogeniti degli Egiziani, “passando oltre” le case degli israeliti; è proprio questo il significato della parola Pasqua, “passaggio, passando oltre”, ed è così che l’Angelo del Signore vedendo il sangue sugli stipiti e l’architrave delle porte delle case del popolo d’Israele, sarebbe passato oltre: “Infatti, il Signore passerà per colpire gli egiziani; e, quando vedrà il sangue sull’architrave e sugli stipiti, allora il Signore passerà oltre la porta e non permetterà allo sterminatore di entrare nelle vostre case per colpirvi” (Esodo12:23). L’antica festa Ebraica d ella Pasqua non ha più ragione di essere celebrata come una festa nazionale, o festa liturgica religiosa, poiché essa era rappresentazione e ombra delle cose celesti (Ebrei8:3/6), quella Pasqua parlava di Cristo Gesù che si sarebbe manifestato come la vera Pasqua nel compimento dei tempi (Galati4:4/6), come l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, come il vero liberatore, colui che avrebbe liberato il popolo dalla schiavitù del peccato, nemico ancor peggiore dell’Egitto anche se ben rappresentato. La vera Pasqua ci ricorda che Dio ha provveduto anche per noi un Agnello e per quel sangue sparso sulla croce ci viene offerta gratuitamente salvezza e liberazione (Romani3:23/24), attraverso il perdono dei propri peccati (1Giovanni1:8/10,2:2),affinché l’uomo possa mettersi al sicuro, al riparo dal giudizio divino accettando Cristo, e “passare oltre” dalla morte alla vita, dalle tenebre alla luce, dal peccato ad una vita ricca di gioia. L’invito è per coloro che non sanno o non se lo sono mai chiesti e continuano a vivere nell’ignoranza riguardo al significato della vera Pasqua, che è di vitale importanza. Il consiglio è lo stesso: “Mosè dunque chiamò tutti gli anziani d’Israele e disse loro: “Andate a procurarvi degli agnelli per le vostre famiglie, e immolate la Pasqua” (Esodo12:21). Ripetiamo, l’invito è quello di procurarsi un Agnello! E questo Agnello è Cristo Gesù! Affinché tu possa cibarti di Lui, avere una relazione, una comunione personale con Lui, assimilare la Sua vita, il Suo perdono, i Suoi insegnamenti. Se non lo hai ancora fatto, procurati questo Agnello! Il vero Agnello di Dio, così che tu possa realizzare la vera Pasqua nella tua vita e “passare oltre”, ricevendo il perdono dei tuoi peccati e la salvezza della tua anima per una prospettiva di vita eterna: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Giovanni6:/54).Quanto è importante nutrirsi di un simile Cristo! In questo versetto, come in Esodo 12 nell’istituzione della festa ebraica, per ben diciassette volte viene ripetuto:“mangiare”.

 Ma è necessario che tutti quanti noi credenti, come cristiani, prestiamo attenzione nel rinnovare la nostra Pasqua, come l’apostolo Paolo esortò i credenti di Corinto: “Togliete il vecchio lievito, affinché siate una nuova pasta, come ben siete senza lievito. La nostra pasqua, cioè Cristo, è stata immolata” (1Corinzi5:7). Paolo stava dicendo ai credenti di Corinto e, allo stesso modo, a noi tutti: “se come cristiani siete ormai senza lievito perché Cristo vi ha purificato, date prova nella vostra vita pratica di essere tali!” L’apostolo ci richiama alla realtà della nostra redenzione che abbiamo ottenuto nel celebrare la nostra Pasqua, cioè Cristo mediante il Suo sacrificio sulla croce. E come il pane della Pasqua era azzimo come la legge richiedeva in quel giorno, così per questo motivo i Giudei ripulivano le loro case da qualsiasi vecchio lievito e lo buttavano, sapendo che la loro benedizione era strettamente legata a questa pulizia. L’apostolo sta asserendo che come Israele è stato liberato dall’Egitto, così siamo stati liberati del peccato. Ma anche i residui del peccato devono scomparire! La Bibbia dice: “Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi”(Giovanni8:36).A conclusione di questo argomento: “Celebriamo dunque la festa non con vecchio lievito, né con lievito di malvagità e di malizia, ma con azzimi di sincerità”(1Corinzi5:8).Quello che era un rito annuale per il popolo Giudaico prendere un agnello per famiglia e celebrare la pasqua con pane azzimo, cercando di ripulire le loro case da tutto il vecchio lievito prima della pasqua, per noi oggi in Cristo Gesù deve essere una pratica quotidiana, le nostre vite devono essere arrese ad una pulizia giornaliera, attraverso la confessione dei nostri peccati a Dio,“Se confessiamo i nostri peccati egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità”(1Giovanni1:9). Chiediamo al Signore di essere dei pani azzimi, e che la nostra casa, ossia il tempio che è il nostro corpo quale tempio dello Spirito Santo, e tutto ciò che è all’interno di questo tempio, ogni cantuccio o angolo della nostra vita, ragnatele o muffe, possa essere ripulito da ogni residuo di peccato, da ogni residuo di malvagità e di malizia. Continuiamo a mangiare la nostra Pasqua, a cibarci di Cristo, non ci basterà essere stati spettatori della nostra salvezza, dobbiamo continuare a camminare come si addice ai santi, (Efesini 5:3)."La natura stessa che testimonia della gloria di Dio ci viene incontro con esempi mirabili, credo che tutti noi conosciamo il fenicottero rosa, uccello di grandi dimensioni ormai stanziale anche in alcune regioni Italiane; è veramente interessante sapere che il colore del piumaggio della sua livrea è dovuta alla sua alimentazione, perché si nutre di piccolissimi gamberetti di colore rosa che setaccia sui fondali delle acque con il suo becco. L’espressione: “Noi siamo quello che mangiamo”, lo si applica anche a noi credenti, gli altri devono vedere che siamo usciti dall’Egitto, devono vedere la nostra crescita spirituale e devono vedere il nostro processo di trasfigurazione in corso, il nostro colore di santi. Tutto questo dipende da cosa mangiamo o se continuiamo a mangiare e a cibarci di Cristo, della Sua parola, ad avere fame e sete di Lui.“Ma ora liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna; perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore”(Romani6:22/23).

O.E

 

rif

 

"Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno."

2Pietro 3:8

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Perle di Saggezza

Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo."

                                                          Charles H. Spurgeon  

 

 

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