• logo_ pes 1
  • logo_ cag 1
  • logo_pes2
  • logo_ cag2
  • logo_pes3
  • logo_cag3
  • logo_pes4
  • logo_ cag4
  • logo_pes5
  • logo_cag5
  • logo_pes6
  • logo_cag6
  • logo_pes7
  • logo_cag7

Pietra d'intoppo

pietra

 

 

Nella cronaca di tutti i giornali nazionali ed internazionali la notizia del naufragio della Costa Crociere Concordia avvenuto il venerdì  del  13 Gennaio alle ore 21.40, ha dilagato tra l’opinione pubblica di tutto il mondo, visto anche la dinamica dell’incidente con le varie corresponsabilità avvenuto a soli 150 metri dalla spiaggia dell’isola del Giglio, ed ha costato la vita a 32 persone tra ritrovati cadaveri  e dispersi. Non è escluso, tuttavia, che le vittime siano molte di più; la presenza di persone a bordo non registrate e quella di eventuali clandestini, fanno presagire un bilancio ben più grave. Il dramma avrebbe potuto essere di dimensioni ben più maggiori visto le circa 4232 persone a bordo tra membri dell’equipaggio e passeggeri, ma grazie a Dio solo per un miracolo in tantissimi hanno potuto mettersi in salvo. E’ con grande rispetto che affronto questo argomento, ma credo degno di nota anche per noi credenti che attraverso questa tragedia dobbiamo sicuramente riflettere e  attingere insegnamenti importanti .

L’incidente ha inevitabilmente richiamato la tragedia del famoso transatlantico di tutti i tempi , il Titanic, che affondò nell’aprile del 1912 nell’Oceano Atlantico del Nord e in cui persero la vita circa 1534 persone; sono stati molti i giornali che hanno richiamato analogamente il Titanic alla nave Costa Concordia, entrambi erano due giganti del mare, gioielli del lusso e della mondanità di due differenti epoche, eppure entrambi hanno dovuto piegarsi: il Titanic sbattendo contro un iceberg, la Concordia sbattendo e incagliandosi in uno grosso scoglio sommerso che ha aperto una falla di 70 metri nella chiglia della nave. Prima di puntualizzare un aspetto significativo dell’avvenuto, voglio ricordare alcune caratteristiche legate ai due ex giganti del mare:  Il Titanic il transatlantico più grande e lussuoso e maestoso di tutti i tempi, osò solo con il suo nome sfidare Dio in persona, il suo nome trae origine dai Titani, giganti fortissimi figli degli dei. I titani erano figure della mitologia greca ed originariamente erano i 14 forti e valorosi che in coppia erano padroni di ogni giorno della settimana, ogni giorno rispecchiava le potenze planetarie. Quindi il nome del Titanic era un evidente richiamo alla grandezza e alla potenza divina, una nave inaffondabile. Non a caso un marinaio, quando una ricca passeggera salì sul transatlantico, esclamò vedendola preoccupata per la stazza della nave: << Stia tranquilla signora nemmeno la mano di Dio può affondare il Titanic>>. Il Titanic poteva ospitare 3.500 passeggeri, era lungo 269 metri e largo 28, aveva una stazza di 46.328 tonnellate, l’altezza del ponte sulla linea di galleggiamento era di 18 metri (53 metri l’ altezza totale). Il fatto che la nave era considerata inaffondabile aveva creato molta sicurezza tra i membri dell’equipaggio, e in un certo senso si trasformò in negligenza sul lavoro da svolgere. Ad esempio si dice che furono dimenticati alcuni binocoli, che non tutte le misure di sicurezza erano state provate dall’equipaggio e che non erano stati fatti i test in caso di affondamento, in quanto proprio per il Titanic fare tutto questo era solo una grossa perdita di tempo; ma in una notte del 14 Aprile del 1912 alle 23.40 le vedette lanciano un allarme: “Iceberg a prua!!! Iceberg a prua!!!” Ma l’ostacolo è appena a 450 metri, il Titanic entra in rotta di collisione con l’Iceberg e per circa 10 secondi la lama di ghiaccio sommersa striscia sulla fiancata, provocando una serie di falle sullo scafo per circa 90 metri. Il 15 Aprile del 1912, lunedì, alle ore 02.20, dopo che solo 705 persone delle 2.200 imbarcate riescono a mettersi in salvo sulle scialuppe, si spengono le luci, il Titanic si spezza in due tronconi e affonda di prua. La Costa Concordia si è incagliata davanti all’isola del Giglio alle ore 21.40 circa, mentre stava avanzando a 16 nodi intenta nel fare il famoso inchino, nata nei cantieri navali di Genova Sestri Ponente, è stata inaugurata il 7 Luglio 2006 nel porto di Civitavecchia. Il nome Concordia le è stato dato per celebrare la pace e l’unità fra le nazioni europee, dei suoi diciotto ponti, tredici erano dedicati ad altrettante nazioni Ue, compresa l’Italia; vantava la costruzione del più grande centro benessere a bordo di una nave dislocato su due piani, con una superficie di oltre 2.100 metri quadrati. Le cabine sono 1500, di cui 87 all’interno dell’area benessere e 505 con balcone privato, 58 suite tutte con balcone privato e altre 12 suite all’interno dell’area benessere. Quattro le piscine aperte al pubblico, due delle quali con copertura semovente in cristallo e una dotata di scivolo toboga, vasche idromassaggio, campo polisportivo e percorso yoghin. Per l’intrattenimento dei passeggeri c’era anche un maxischermo di 18 metri quadrati, cinque ristoranti, un teatro disposto su tre piani, la discoteca, sale da ballo e il casinò, il tutto comprensivo di 13 bar. Anch’essa lunga 290,2 metri, larga 35,5 metri, e alta 52 metri, dal peso di  114.500 tonnellate, l’equivalente vuota al peso di 110 Boeing 747, un vero gigante dei mari. A questo punto, dopo aver dato un ragguaglio sulle dimensioni e le caratteristiche di questi due grossi giganti entrambi naufragati, vogliamo fare la nostra dissertazione; è abbastanza singolare il fatto che questi due grossi natanti  si sono fermati di fronte ad altri due giganti del mare, un iceberg il primo ed un grosso scoglio il secondo. Non può la mia mente non andare a ciò che l’apostolo Pietro disse in una delle sue prime predicazioni dopo la discesa dello Spirito Santo nel giorno della Pentecoste: “Sia noto a tutti voi e a tutto il popolo, d’Israele che ciò è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocefisso e che Dio ha risuscitato dai morti; in virtù di colui compare davanti a voi quest’ uomo completamente guarito. Questi è la pietra che è stata da voi edificatori rigettata e che è diventata la testata d’angolo. E’ in nessun altro vi è la salvezza poiché non c’è alcun altro nome, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati” (Atti 5: 10/12). Pietro, in quel momento, si stava rivolgendo al popolo d’Israele ed in particolare a quegli uomini che avevano crocifisso Gesù, il Cristo, il Messia, il Salvatore; si rivolse loro con parole molto comprensibili e capibili, tutto il popolo poteva capire quel linguaggio, poiché parlò di una pietra che era stata rigettata dai loro edificatori, ma quella pietra era la testata d’angolo, Cristo Gesù stesso. Qualsiasi Israelita di ogni ceto sociale sapeva benissimo che, per costruire qualsiasi edificio, la prima cosa da fare era scegliersi una pietra di dimensioni corrispondenti all’edificio da costruire, dove si sarebbero poi  posate le prime due pareti ad angolo retto che permettevano una costruzione sicura, appoggiata su di una roccia, una pietra angolare. Pietro stesso presenta Gesù come vera pietra angolare dell’edificio, e che gli Israeliti avevano rigettato. Beh… l’orgoglio, quale triste emblema delle due navi!  Nel Titanic , l’orgoglio dell’uomo pensa non solo di fare a meno di Dio ma addirittura di sfidarlo, mentre nella Costa Concordia vediamo ancora come quel nome rappresenti  l’unione Europea che sta costruendo la sua Babele, la sua unità, il suo sfarzo, la sua pace senza Dio, ribellandosi a Dio stesso. Che cosa intendo con tutto ciò? Per essere ancora maggiormente chiari, dobbiamo fare una metafora d’obbligo; l’umanità non può continuare imperterrita  a rigettare il Signore.  A distanza di un secolo, 100 anni esatti intercorsi tra l’incidente del Titanic e della Concordia, le due navi sono la testimonianza rappresentativa di un mondo in cui l’uomo continua spensierato a rigettare il vero fondamento per la propria vita, che è Cristo Gesù il Signore. “E chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato, e colui sul quale essa cadrà sarà stritolato” (Matteo 21: 44), la vita è un vero proprio viaggio, non possiamo rigettare colui che si presenta come il vero capitano della nostra vita e, nello stesso tempo, quale mezzo stesso del nostro viaggio: “Difatti, in Lui viviamo, ci muoviamo, e siamo” (Atti 17:28).  L’uomo spesso crede di essere immortale, inaffondabile, e continua a fare progetti e ad avere disegni per la propria vita, ma rigettando e tenendone  fuori  il Signore. Si vive in una società dove il messaggio è quello di essere forti, belli e vincenti, ma di fronte ai guai, agli sbagli, al peccato si fugge dalle proprie responsabilità (mi riferisco in ultimo a quello che è avvenuto nella dinamica dei fatti dell’incidente della Concordia), si preferisce nascondersi, ma è in quei  momenti difficili che l’uomo scopre di essere fragile, di aver dimenticato il Signore nella propria vita, di averlo tenuto in disparte, di aver “fatto i conti senza l’oste”, sente di affondare, di far naufragio perché ha rigettato la vera forza, il vero sostegno, il vero aiuto, la vera salvezza. Il profeta Isaia disse la stessa cosa ad Israele: “Egli sarà un santuario, ma anche una pietra d’intoppo, un sasso d’inciampo per le due case d’Israele…” (Isaia 8:14);  Egli è pronto ad essere il nostro santuario, la nostra speranza, il nostro soccorso, la nostra difesa e liberatore. Pronto ad essere  un santuario di salvezza, di santità e santificazione nella nostra vita, un santuario di vera pace, al quale possiamo ricorrere e trovare rifugio, protezione dalle paure, dalle difficoltà, dai problemi, dal giudizio divino. Il profeta minaccia la rovina sugli empi e sugli increduli delle due case, sia in Giuda che in Israele. Costoro non hanno parte né diritto alcuno ai conforti di cui si è parlato. Dio sarà un santuario per quelli che si affidano a Lui, ma sarà anche una pietra d’intoppo e un sasso d’inciampo per quelli che faranno disprezzo di Lui e della Sua benedetta

Parola. Che Dio aiuti l’umanità perduta ad affidarsi a Lui , che Dio aiuti la sua Chiesa ad essere tra quelli che faranno di Lui il suo santuario.

                                                                                                                                                                                O.E 

rif

 

"Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno."

2Pietro 3:8

   modulo via

Perle di Saggezza

Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo."

                                                          Charles H. Spurgeon  

 

 

                                               calendario

                                                  Riflessioni dal Calendarietto

Rifletti con un'immagine