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ATTACCATI

 

Qualcuno ha detto: “come i cardini tengono la porta, così le prove tengono l’uomo”. Questa affermazione attesta una verità profonda, a cui credo sia bene porre mente, per disporre il nostro modo di pensare nel migliori dei modi nelle varie situazioni della vita. Dobbiamo comprendere che spesso le prove hanno un solo scopo, quello di tenerci più vicini al Signore, più attaccati a Lui! Credo che la nostra mente abbia bisogno di alimentare questa visione e prenderne atto, se vogliamo che le prove compiono quella disciplina necessaria alla nostra vita. Il Signore non permetterà che le prove ci mettano k.o. e ci atterrino irrimediabilmente: “Noi siamo tribolati in ogni maniera, ma non ridotti all’estremo; perplessi, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; atterrati ma non uccisi” (2Corinzi 4:8/9); ma come i cardini tengono attaccata e diritta una porta ad un muro così possiamo dire riguardo le nostre prove che hanno lo scopo di mantenerci ritti ed in piedi davanti al Signore; “Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscirne, affinché la possiate sopportare” (1Corinzi 10:13).

 Quante volte abbiamo beneficiato di una situazione che in un primo momento sembrava un ostacolo o un bastone fra le ruote, poi abbiamo visto che quell’impedimento Dio lo ha trasformato in un santo bastone fra le ruote, proprio grazie a quelle cose che ci sembravano cadere addosso ed essere d’intoppo, di peso, come disse Giacobbe; “Tutte queste cose pesano su di me” (Genesi 42:36), abbiamo poi scoprendo che la disciplina legata a quelle prove, cadute, ha apportato un enorme beneficio: caratteri cambiati e più simili a Gesù nell’umiltà, nella mansuetudine, nella pazienza, nella santificazione. Quanti di noi hanno sentito espressioni del tipo: “dopo che mi sono ammalato non fumo più”, “dopo quell’incidente non bevo più, sto più tempo con i miei familiari, leggo di più la bibbia, prego di più” ecc… La prova ha lo scopo di portarci a perdere qualcosa per acquistare un qualcosa di migliore, Dio non vuole che gli stiamo lontani per questo cercherà di allontanare da noi ciò che potenzialmente ci tiene lontani da Lui: vizi, certi ambienti, certe persone, cattive abitudini, peccato, modo sbagliato di pensare, cattive compagnie, ecc… E’ grazie a cardini ben ancorati ad una parete che una porta si può aprire o chiudere, così spesso lo è la prova che attraversiamo, ha lo scopo di aprirci, spalancarci nuovi orizzonti, una prova non è un crocevia senza uscita o uno sprofondare nel buio, ricordiamo che anche l’ombra della valle della morte citata da Davide nel Salmo 23 era un ombra che sarebbe comunque passata; spesso l’ombra della valle della morte è preludio di nuovi pascoli, che senza essa, sarebbe impossibile raggiungere. Ricordiamo lo stesso Giobbe: “Il mio orecchio aveva sentito parlare di te ma ora l’occhio mio ti ha visto” (Giobbe 42: 5), così fu per il popolo d’Israele dopo la sconfitta nella città di Ai: “Perciò, ecco, io l’attrarrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Di là le darò le sue vigne e la valle d’Acor come porta di speranza, là mi risponderà come ai giorni della sua gioventù, come ai giorni che uscì dall’Egitto” (Osea 2:14/15). La valle di Acor letteralmente significa valle dei guai, valle della sofferenza, ma da quella sofferenza Dio avrebbe aperto una porta di speranza; “…Alcuni cadranno per essere affinati, purificati, resi candidi” (Daniele 11:35). Affidiamoci a colui che sa trasformare l’amaro in dolcezza, e meglio di chiunque altro sa custodire il nostro uscire e il nostro entrare: “Il Signore ti proteggerà da ogni male, quando esci e quando entri, ora e sempre” (Salmo121:8). Quando le porte sembrano chiuse davanti a noi non cerchiamo di sfondarle, scardinarle come fece Sansone quando trasportò la porta della città sulle spalle in cima al monte che è di fronte a Ebron, oh, sicuramente un gesto dalla forza strabiliante, ma che dimostrava un temperamento irascibile, dotato di una forza che certo non sempre era incanalata nel modo migliore, così come spesso capita anche a noi; lasciamo che sia il Signore davanti a noi ad aprire o chiudere le porte, se è necessario anche attraverso certe prove, purché sia promossa la Sua volontà e noi ci lasciamo guidare da Lui; “Così parla il Signore al suo unto, a Ciro, che io ho preso per la destra per atterrare davanti a lui le nazioni, per sciogliere le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui le porte, in modo che nessuna gli resti chiusa” (Isaia 45: 1/2). Anche l’apostolo dei gentili ci parla di questo: “perché qui una larga porta mi si è aperta a un lavoro efficace” (1Corinzi 16:9), “Giunto a Troas per il vangelo di Cristo , una porta mi fu aperta dal Signore” (2Corinzi 2:12). Infine concludiamo con la lettera che l’angelo rivolse alla chiesa di Filadelfia nel libro dell’Apocalisse: “All’angelo della chiesa di Filadelfia scrivi: Queste cose dice il Santo, il Veritiero, colui che ha la chiave di Davide, colui che apre e nessuno chiude, che chiude e nessuno apre. Io conosco le tue opere, Ecco, ti ho posto davanti una porta aperta, che nessuno può chiudere, perché, pur avendo poca forza, hai serbato la mia parola e non hai rinnegato il mio nome” (Apocalisse 3:7/8).

O.E

 

rif

 

"Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno."

2Pietro 3:8

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Perle di Saggezza

Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo."

                                                          Charles H. Spurgeon  

 

 

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