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elmo

 

L’argomento in esame è tra i più importanti in assoluto, poiché comporta il coinvolgimento di tutta la nostra persona come credenti in Cristo, poiché interessa tutto l’intero nostro essere e, in alcuni casi, un’intera esistenza. Parleremo dell’elmo, una delle parti dell’armatura descritta dall’apostolo Paolo alla chiesa di Efeso, in cui invita i credenti ad usare quelle che sono le risorse che Dio ha donato. Ogni credente è chiamato ad indossare l’elmo per far fronte alle varie lotte e alla guerra spirituale nella quale è coinvolto.

Inizierò nel citare uno dei versetti statuari a riguardo: “ Poiché, come pensa nel suo cuore, così egli è…”(Proverbi 23:7, versione King James)

il versetto richiama l’attenzione sui propri pensieri, su quella che è l’attività della nostra mente, sul nostro modo di pensare, è da notare che ciò che l’uomo pensa così egli è , così dichiara la Parola di Dio. Questo sta a significare che il pensiero ha la forza di influenzare tutta l’attività dell’intera persona, infatti se l’individuo pensa ad una determinata cosa sarà propenso a seguire quel determinato pensiero, sia che riguardi il bene o il male. Attenzione, è importante ora riflettere, se nella mia mente coltivo pensieri di concupiscenza quali rubare, commettere adulterio o qualsiasi altra impurità, la mia persona sarà incline a perseguire tali cose; ma la stessa cosa lo sarà per i pensieri di bene, quali: affetto, perdono, generosità ecc…

Questa attitudine viene spesso riscontrata nelle malattie psicosomatiche, ci sono malati immaginari per il loro modo sbagliato e ossessivo di pensare, tant’è vero che molte malattie immaginarie possono essere curate dallo stesso medico tranquillizzando il paziente, senza necessariamente aver bisogno di determinati farmaci dai quali egli creda che dipenda la guarigione. Ripeto, sto parlando del malato immaginario che a causa di un modo sbagliato di pensare si sente meglio assumendo un determinato farmaco anche se non ne avrebbe il più che minimo bisogno.

Notiamo in tutto questo come la mente e i nostri pensieri hanno un ruolo, un potere non indifferente di influenzare l’intero stato d’animo della persona sino a creare delle vere e proprie patologie o malattie a livello psicosomatico.

La stessa cosa avviene anche a noi credenti, per questo vogliamo riflettere e parlare dell’importanza di questa parte dell’armatura del credente, “l’elmo”, che l’apostolo Paolo prende ad esempio dall’armatura del soldato romano per parlarne ai credenti della chiesa di Efeso: “Rivestitevi dell’intera armatura di Dio, affinché possiate star saldi contro le insidie del diavolo; il nostro combattimento non è contro carne e sangue ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti. Perciò prendete l’intera armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare ritti in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzari ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio; pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica…” (Efesini 6:10/18).

L’apostolo fa un elenco di sette parti dell’armatura che il credente deve rivestire senza trascurare nessuna di queste parti, e sono: la cintura, la corazza, i calzari, lo scudo, l’elmo, la spada, la preghiera. Senza trascurare nessuna parte dell’intera armatura di Dio continuiamo ad analizzare la parte che copriva il capo del soldato romano in battaglia, “l’elmo”.

Anche il credente può rischiare di essere o diventare un malato immaginario a motivo del suo modo sbagliato di pensare, o di far spazio e accogliere alcuni pensieri sbagliati, impuri, di scoraggiamento, di sfiducia, di paura ecc…

Ricordiamo che cos’è che disse S. Agostino d’Ippona: “non possiamo impedire che gli uccelli ci volino sopra il nostro capo, ma possiamo impedire che ci facciano il nido”; credo che sia chiaro, non possiamo a volte impedire che alcuni pensieri sbagliati passano per la nostra mente, ma certo siamo chiamati a non coltivarli, sta a noi a non permettere che ci facciano il nido. Alcuni versetti tra i più importanti della parola di Dio ci richiamano a questa igiene mentale, a questa pulizia dei nostri pensieri:

Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri…e il Dio della pace sarà con voi” (Filippesi 4:8/9). Si! Abbiamo bisogno di cibare la nostra mente con pensieri puri, abbiamo bisogno di pregare, di leggere la sua parola, di chiedere al Signore: “Lava le nostre menti e metti pensieri puri, affinché nella nostra mente regni la pace”. Ricordo con particolare attenzione che da ragazzo, all’età di 16/17 anni, avevo una moto da cross da competizione; la mia struttura fisica, non essendo imponente, mi portava in alcuni momenti ad avere un po’ di paura quando salivo sulla potente moto, ma c’era un gesto particolare, che ben ricordo, che aumentava la mia concentrazione e allontanava la paura, ed era quando indossavo il casco, sentivo che una sorta di protezione mi avvolgeva e chiudeva la porta anche a certi pensieri negativi dandomi sicurezza. La stessa cosa è per noi credenti, dobbiamo chiedere al Signore che ci rivesta del suo elmo affinché i nostri pensieri, la nostra vita mentale, sia protetta e possiamo, nel Signore, acquistare sicurezza.

Avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente e a rivestire l’uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità” (Efesini 4:22/24); nello spirito della vostra mente, riflettiamo! Preghiamo che la nostra mente sia protetta dall’elmo della speranza della salvezza, affinché i pensieri dell’uomo vecchio siano rigettati e lasciamo che la mente dell’uomo nuovo in Cristo Gesù cresce cibandosi della sua Parola, una mente protetta da questa nuova vita, dal nuovo modo di pensare, avendo la certezza dell’opera di salvezza che Dio ha fatto in noi, affinché possa giungere a compimento con la resurrezione dai morti.

Infatti io so i pensieri che medito per voi, dice il Signore : pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza” (Geremia 29:11), il Signore si impegna nei nostri confronti ma noi dobbiamo fare la nostra parte. I nostri pensieri influenzano il nostro stato di salute e, inoltre, dipende da essi se comunichiamo messaggi positivi o messaggi negativi a chi ci circonda. L’amarezza, l’odio possono avvelenare tutta una vita e tormentare la persona a livello psichico e fisico. Tutti noi, nella nostra esistenza, sperimentiamo ingiustizie, delusioni, abbandoni, ma non per questo dobbiamo far albergare la depressione o l’amarezza, dobbiamo reagire ai risentimenti e superare ogni forma di ingiustizia, molto dipende da quello che avviene, succede a livello dei nostri pensieri, per questo racconteremo una storia tratta dal libro : Istruzioni per essere infelici, di Paaul Wazlawik, che ci illustrerà molto bene ciò che stiamo dicendo: “Un uomo aveva deciso di appendere un quadro. Aveva già il chiodo in mano, ma si accorse che gli mancava il martello. Il vicino ne aveva uno, così il nostro uomo decise di andare da lui a chiedergli il martello in prestito. Ma poi gli vennero dei dubbi : “Che cosa faccio se il vicino non vuole prestarmi il martello? Appena ieri mi ha salutato di sfuggita. Forse la sua fretta era soltanto una scusa e in realtà ce l’ha con me. Ma perchè? In fondo, non gli ho fatto niente di male. Se lo sarà sognato! Se qualcuno venisse a chiedermi un attrezzo, glielo darei subito. Perché lui non può fare altrettanto? Come si può rifiutare un piacere così piccolo ad un’ altro? Gente come lui avvelena la vita ai vicini. Oltretutto penserà che io dipenda da lui, solo perchè lui ha il martello e io no! Basta, è ora di finirla! Detto questo, si diresse deciso verso la porta di casa del vicino e suonò al campanello. Il vicino aprì, ma prima che potesse dire buongiorno, l’altro lo aggredì con parole:<<Si tenga pure il suo martello, villano!>>

Questa storia può far sorridere, ma ci possiamo trovare in situazioni in cui si rischia di avanzare supposizioni altrettanto arbitrarie nei confronti del nostro prossimo come fece l’uomo della storia. Nella nostra mente le deduzioni si trasformano in certezze, finché possiamo arrivare al punto di considerare reale ciò che è il frutto della nostra fantasia. Chi non riesce a distinguere ciò che sa da ciò che suppone, rende infelice se stesso e gli altri e sarà bloccato nei rapporti. Spesso, una catena di pensieri negativi è la causa di forti depressioni. Non sono le offese subite che ci rendono malati ma il nostro modo di viverle e superarle, non sono le difficoltà a renderci migliori ma il modo come le affrontiamo. Per questo motivo è importante esercitarsi nella disciplina dei nostri pensieri. L’apostolo Paolo, scrivendo ai Corinzi nella seconda lettera, insegna con quali armi lui stesso è chiamato a combattere questa lotta, affinché anche la chiesa dei Corinzi ne seguisse l’esempio : “…infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo” (2Corinzi 10:3/5). Questo ci dice che dobbiamo opporci ai pensieri negativi e non lasciarci condizionare da essi: “Cessa dall’ira e lascia lo sdegno; non adirarti; ciò spingerebbe anche te a fare del male” (Salmo 37:8). Se vogliamo che i nostri sentimenti cambiano dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare. I discepoli del Signore poterono dire “… Or noi abbiamo la mente di Cristo” (1Corinzi 2:16).

O.E

rif

 

"Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno."

2Pietro 3:8

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Perle di Saggezza

Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo."

                                                          Charles H. Spurgeon  

 

 

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