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Dettagli

                      dettagli farfalle1 

 

La parola dettaglio significa minimo particolare, anche la nostra carta di identità ci ricorda la voce “segni particolari”, a significare qualcosa che possa contraddistinguerci degno di nota, ma anche davanti a Dio e nella vita Spirituale i piccoli e minimi dettagli sono importanti.Un giorno il Signore si rivolse a Geremia: “La Parola del Signore mi fu rivolta in questi termini: <<Geremia, che cosa vedi?>> Io risposi: <<Vedo un ramo di mandorlo>>. E il Signore  mi disse <<Hai visto bene, poiché vigilo sulla mia Parola per mandarla ad effetto>>. La Parola del Signore mi fu rivolta per la seconda volta: <<Che cosa vedi?>> Io risposi: <<Vedo una gran pentola che bolle e ha la bocca rivolta dal settentrione in qua>>”(Geremia 1:11/13).Ora non considereremo i versetti in esame nel loro significato profetico e come influenzarono l’intero ministero e servizio di Geremia, ma vorremmo concentrarci sul modo di come Dio si rivolse a Geremia, usando dei piccoli dettagli, particolari, nei quali Geremia avrebbe dovuto cogliere le indicazioni del Signore, proprio attraverso il ramo di mandorlo e la gran pentola che bolle. In entrambe le visioni, sia nel primo caso in cui la risposta di Dio fu specifica, sia nel secondo  in cui era sottintesa, il Signore rispose: <<Hai visto bene…>>.<<Che cosa vedi?...Hai visto bene>>; è importante che cosa noi vediamo, la visione che abbiamo delle cose di Dio.

I nostri occhi sono l’obiettivo del nostro cuore, devono mirare le indicazioni, quei segnali e quei dettagli che il Signore vuole che noi vediamo e li sappiamo cogliere, Egli vuole che noi vediamo bene, spiritualmente parlando, che non siamo superficiali o snobbiamo ciò che noi vediamo o comprendiamo. Dio è colui che mette davanti alla nostra vita degli obiettivi, delle opere che noi dobbiamo compiere nel Suo nome, o cose che noi necessariamente dobbiamo comprendere, e, in tal caso, avere fiducia in ciò che Dio ci sta dicendo e saper attendere, solo così potremmo avere dei giusti scopi da perseguire, altrimenti potremmo rischiare di mancare il bersaglio se non mettiamo a fuoco ciò che Dio ci sta chiedendo, mostrando, indicando, e ciò che siamo chiamati a fare nella Sua volontà. A questo riguardo i dettagli o minimi particolari, sono importanti, spesso sono quelli che fanno la differenza quando si parla del piano di Dio per la nostra vita e servizio. Il Signore mostrò a Geremia un ramo di mandorlo e una gran pentola che bolle, non erano certo cose particolarmente avvincenti, eclatanti o entusiasmanti, ma alla domanda che Dio fece a Geremia egli non rispose disprezzando quella visione: “vedo un rametto di una pianta… vedo una brutta pentola”, no! Geremia seppe cogliere i particolari, i dettagli di quella visione; il ramo era di mandorlo e la gran pentola bolliva, possono sembrare poca cosa queste indicazioni, eppure Dio parlò e si rivelò a Geremia attraverso quelle visioni e il suo ministero ne fu profondamente caratterizzato. Geremia seppe guardare dentro quella visione, ne seppe cogliere ogni dettaglio, capì che Dio si stava rivolgendo a lui in quel modo ed egli voleva vederci bene, voleva capire.Ci fu un altro servitore straordinario del Signore, ovvero Mosè; egli in un periodo particolare della sua vita, prima che il Signore lo mandasse a liberare il suo popolo schiavo in Egitto, si trovò ad essere pastore di pecore da suo suocero Ietro sacerdote di Madian, ma “in un giorno qualunque”, di normale amministrazione, mentre egli si accingeva a pasturare le sue pecore come in ogni altro giorno, i suoi occhi si soffermano su qualcosa di particolare: “Mosè pascolava il gregge di Ietro suo suocero, sacerdote di Madian, e, guidando il gregge oltre il deserto, giunse alla montagna di Dio, a Oreb. L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco, in mezzo a un pruno, Mosè guardò, ed ecco il pruno era tutto in fiamme, ma non si consumava. Mosè disse: <<Ora voglio andare da quella parte a vedere questa grande visione e come mai il pruno non si consuma!>> (Esodo 3:1/3). Mosè seppe cogliere un dettaglio fondamentale, il pruno ardeva ma non si consumava, chissà quanti altri pruni Mosè avrà visto consumarsi nel deserto in un incendio, e credo che nel deserto non era certo cosa rarissima, ma questo pruno era diverso, non si consumava, solo nel momento in cui Mosè disse di volerci vedere meglio e andò incontro al pruno, Dio lo chiamò: “Il Signore vide che egli si era mosso per andare a vedere. Allora Dio lo chiamò di mezzo al pruno e disse: <<Mosè! Mose! >> Ed egli rispose << Eccomi>>” (Esodo 3:4/5). Credo che se Mosè avesse snobbato quella visione del pruno o avesse pensato più alla fretta che aveva di portare al pascolo il gregge, Dio non lo avrebbe chiamato, lo avrebbe lasciato stare alla responsabilità del suo lavoro, o al suo modo di tirare dritto sulle cose senza fermarsi a riflettere, ma Mosè andò a vedere, anch’egli voleva capire, colse un  particolare importante, volle vederci meglio, c’era qualcosa che attirava la sua attenzione. Anche in questo caso Dio non si usò di chissà quale espediente eccezionale per sbalordire Mosè, ma un semplice pruno con un particolare degno di nota, non si consumava “<<Dio parla una volta, e anche due, ma l’uomo non ci bada; parla per via di sogni, di visioni notturne, quando un sonno profondo cade sui mortali, quando sui loro letti essi giacciono assopiti; allora egli apre i loro orecchi e dà loro in segreto degli ammonimenti, per distogliere l’uomo dal suo modo di agire e tenere lontano da lui la superbia…>>” (Giobbe 33:14/15).  Dio desidera parlare con le Sue creature, con i Suoi figli, ma spesso non sappiamo e non vogliamo ascoltarlo o cogliere ciò che Egli ci sta chiedendo attraverso alcune indicazioni, per mezzo di sogni, di visioni, di alcune circostanze della vita siano esse buone o avverse, per mezzo della Sua Parola che rimane il mezzo principe con cui Egli continua a comunicare e rivelarsi. Spesso siamo noi che non ci volgiamo, non vogliamo vederci meglio e cogliere le sue indicazioni, possa il Signore perdonarci e aiutarci ad  essere maggiormente accorti di come Egli vuole attirare la nostra attenzione usando, a volte, piccoli ma significativi dettagli, come fece anche con Mosè, solamente dopo che l’attenzione di Mosè era rivolta verso quel mezzo che Dio usò, quel pruno che ardeva senza consumarsi, Dio lo chiamò e gli si rivelò, e fu proprio in quel luogo, in quel giorno che Dio benedì, lavò, purificò, legittimò il suo servo affinché facesse la Sua volontà. Che dire ancora del servo di Elia: “E disse al suo servo: <<Ora sali e guarda dalla parte del mare!>>. Egli salì, guardò e disse: << Non c’è niente>>. Elia gli disse: << Ritorna a vedere, per sette volte>>. La settima volta, il servo disse: << C’è una nuvoletta grossa come la palma di una mano, che sale dal mare >>. Allora Elia disse: Sali e dì ad Achab: “Attacca i cavalli al carro e scendi prima che la pioggia ti sorprenda>>. In breve tempo il cielo si oscurò a motivo delle nuvole e del vento e cadde una grande pioggia… (1Re 18: 43/45). Elia, altro servo straordinario di Dio, seppe cogliere in quella piccola nuvoletta la risposta alle sue preghiere, di lì a poco una grande benedizione sarebbe scesa, per mezzo della pioggia, su tutto Israele.       

 “Gli architetti e gli ingegneri sanno che l’equilibrio e la stabilità della struttura delle più grandi costruzioni risiedono nell’integrità degli elementi più minuti. I programmatori di computer spendono tutto il loro tempo a codificare, sapendo che una piccola virgola mancata può causare l’inefficienza del programma. I dottori e gli infermieri sanno che un piccolo sbaglio può causare una situazione tragica. Gli investigatori sanno che spesso il più piccolo dettaglio può risolvere il caso e determinare l’arresto di un criminale. Gli atleti sanno che da un’istante di perdita di attenzione può  dipendere una gara vinta o persa”(tratto da un quotidiano).

Soprattutto il nostro Dio onnipotente nella sua Parola ci ricorda: “Chi potrebbe infatti disprezzare il giorno delle piccole cose…” (Zaccaria 4: 10). Signore aiutaci a considerare i piccoli dettagli, le piccole cose senza disprezzarle, prendendo esempio dai Tuoi insegnamenti e dando valore anche a uno iota o apice della legge, “Neppure uno iota o un apice della legge passerà” (Matteo 5:18), Iota è la più piccola lettera dell’alfabeto greco, corrisponde e assomiglia alla nostra “ì” ma senza neppure il puntino; Apice, che in greco significa “corno” e in ebraico significa “spina”, indica le piccole sbavature a forma di minuscoli corni o spine presenti in alcune lettere dell’alfabeto ebraico, potremmo dire una sorta di piccola virgola. Neppure una minima lettera o particella di lettera che riguarda la Sua Parola passerà finché non siano passati i cieli e la terra. Dio ci benedica e ci renda attenti anche alle cose minime! 

                                                                                                                                  O.E

 

                                                                                                                                             O.E

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"Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno."

2Pietro 3:8

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Perle di Saggezza

Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo."

                                                          Charles H. Spurgeon  

 

 

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