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Non di solo pane vivrà l'uomo

 

pane2

 

Credo che questo importantissimo versetto della Parola di Dio si possa ben collocare, a maggior ragione, nei tempi che stiamo attraversando, tempi di crisi soprattutto economica, nel campo del lavoro, in cui ditte più o meno grandi, medie e piccole, sono costrette a chiudere strozzate dalla pressione fiscale e dai debiti, molte hanno fallito, altre per non rischiare il fallimento hanno mandato i loro operai in cassa integrazione, altre aziende si sono trasferite all’estero. Conseguentemente le zone industriali che un tempo erano fiorenti, oggi sono dei cimiteri con cancelli chiusi e catenacci alle porte, che dire poi delle città o dei nostri paesi, in cui i centri storici, le vie, un tempo erano illuminate da negozi con le loro vetrine, mentre oggi molti di questi negozi hanno le saracinesche abbassate, a dimostrazione della chiusura della loro attività. Ristoranti, bar, negozi di alimentari tutti soffrono questa crisi, la gente che aveva abitudine di fare colazione al bar ora cerca di farla a casa, chi era solito andare al ristorante nel fine settimana ora le uscite sono diventate contate, per alcuni rare e altri non vanno proprio più.

La gente è tornata a fare la pasta fatta in casa, pizza, pane, ecc… insomma sembra essere tornati “indietro negli anni”, purtroppo nuovamente la miseria sta bussando a tante porte di famiglie che non se lo sarebbero di certo aspettato, non ci sono più soldi! (per lo meno per i più). Le entrate delle famiglie si sono ridotte allo stretto, alcuni addirittura si ritrovano senza più alcuna entrata avendo perso il lavoro entrambi i coniugi, di conseguenza alcuni hanno perso le loro case confiscate dai tribunali non avendo avuto più la possibilità di assolvere le rate dei mutui bancari e sempre più case sono messe all’asta, genitori in pensione già in difficoltà per le misere pensioni se riescono cercano di aiutare i propri figli rimasti senza lavoro e in alcun i casi come già detto senza più casa. Pensiamo anche a quei genitori, a loro malgrado divorziati, che avendo un lavoro per lo stretto necessario, devono comunque assolvere il loro dovere di mantenere i propri figli, e molti di loro si rivolgono a centri di assistenza per la solidarietà, come anche un numero sempre maggiore di famiglie; insomma un numero incalcolabile sempre più in aumento di persone disperate, in crisi, depresse, che mancano dello stretto necessario, le malattie psicosomatiche sono in aumento come purtroppo i suicidi. Quello che ho provato a descrivere con queste righe non è che una parte di un vero e proprio bollettino di guerra, e nessuno nelle cariche più alte sembri fare veramente qualcosa di concreto per far fronte a tutto questo. Questa crisi è pilotata? Dai magnati della terra? Dio solo lo sa, non voglio inoltrarmi oltre… E noi credenti davanti a tutto questo? Faremmo bene ricordare che anche questi tempi (gli ultimi prima del ritorno del Signore) erano stati preannunciati, profetizzati dalla Parola di Dio: “Prima di questi giorni non c'era salario per il lavoro dell'uomo, né salario per il lavoro delle bestie; non c'era nessuna sicurezza per quelli che andavano e venivano, a motivo del nemico; e io mettevo gli uni contro gli altri”(Zaccaria 8:10); e ancora “Ecco, il salario da voi frodato ai lavoratori che hanno mietuto i vostri campi grida; e le grida di quelli che hanno mietuto sono giunte agli orecchi del Signore degli eserciti”(Giacomo 5:4), possiamo dire ad oggi che ovunque ci giriamo stiamo ascoltando queste grida…! Il Profeta Isaia scrisse : “Ecco, il SIGNORE vuota la terra e la rende deserta; ne sconvolge la faccia e ne disperde gli abitanti. Avverrà al sacerdote lo stesso che al popolo, al padrone lo stesso che al suo servo, alla padrona lo stesso che alla serva, a chi vende lo stesso che a chi compra, a chi presta lo stesso che a chi prende a imprestito, al creditore lo stesso che al debitore. La terra sarà del tutto vuotata, sarà del tutto abbandonata al saccheggio, poiché il SIGNORE ha pronunciato questa parola. La terra è in lutto, è spossata, il mondo langue, è spossato, gli altolocati fra il popolo della terra languono. La terra è profanata dai suoi abitanti, perché essi hanno trasgredito le leggi, hanno violato il comandamento, hanno rotto il patto eterno. Perciò una maledizione ha divorato la terra e i suoi abitanti ne portano la pena; perciò gli abitanti della terra sono consumati e poca è la gente che ne è rimasta. Il mosto è in lutto, la vigna langue, tutti quelli che avevano la gioia nel cuore sospirano. L'allegria dei tamburelli è cessata, il chiasso della gente in festa è finito, il suono allegro dell'arpa è cessato. Non si beve più vino in mezzo ai canti, la bevanda alcolica è amara ai bevitori. La città deserta è in rovina; ogni casa è serrata, nessuno più vi entra. Per le strade si odono lamenti, perché non c'è vino; ogni gioia è tramontata, l'allegrezza è andata via dal paese. Nella città non resta che la desolazione e la porta sfondata cade in rovina. Poiché avviene in mezzo alla terra, fra i popoli, ciò che avviene quando si scuotono gli olivi, quando si racimola dopo la vendemmia”(Isaia 24:4/13). E’ un quadro angoscioso ma di chiara lettura, nel quale il profeta raffigura la condizione della terra e a cosa i suoi abitanti andranno incontro, poiché la terra è sotto maledizione a causa del peccato dell’uomo con conseguenze inarrestabili: “tutti quelli che avevano la gioia nel cuore sospirano”, la gioia lascia lo spazio alla paura, all’insicurezza degli ultimi tempi a cui la terra e suoi abitanti andranno incontro (Luca 21:25/26; 34/36). Questi tempi non sono casuali, e non sono sfuggiti allo sguardo vigile di colui che è l’Onnipotente, Egli desidera che il suo popolo come tutta l’umanità impari a confidare in Lui solamente, non può e non deve essere, il nostro stomaco (Matteo 4:4) o il nostro portafoglio (1Tessalonicesi 5:3) a portare avanti la nostra vita, ma colui che è l’Onnipotente. Dobbiamo imparare ad affidarci a Lui totalmente, ne siamo capaci…? Lo abbiamo mai fatto…? Lo stiamo facendo…? Dio desidera questo! (Salmo 131). La difficoltà maggiore di ogni essere umano è quello di confidare in Dio totalmente in ogni tempo; “Confida in lui in ogni tempo, o popolo; apri il tuo cuore in sua presenza; Dio è il nostro rifugio”(Salmo 62:8), il Signore Gesù vuole insegnarci questo, sì, confidare in Lui e avere fiducia in Lui in ogni tempo. Lo stesso Davide scrisse ancora; “I passi dell'onesto sono guidati dal SIGNORE; egli gradisce le sue vie. Se cade, non è però abbattuto, perché il SIGNORE lo sostiene prendendolo per mano. Io sono stato giovane e sono anche divenuto vecchio, ma non ho mai visto il giusto abbandonato, né la sua discendenza mendicare il pane”(Salmo 37:23/25); l’esperienza di questo straordinario servitore che era Davide lo portò a dichiarare una verità consolante, e cioè che Dio non lascia e non abbandona nessuno dei suoi figli. Continuiamo ad essere figlioli onesti, ubbidienti a Lui, sottomessi come lo fu anche il profeta Elia, del quale vorrei ricordare due circostanze della sua vita molto significative, affinché per noi sia ancora di insegnamento e di incoraggiamento: “La parola del SIGNORE gli fu rivolta in questi termini: «Parti di qua, va' verso oriente, e nasconditi presso il torrente Cherit, che è di fronte al Giordano. Tu berrai al torrente, e io ho comandato ai corvi che là ti diano da mangiare». Egli dunque partì, e fece secondo la parola del SIGNORE; andò e si stabilì presso il torrente Cherit, che è di fronte al Giordano. E i corvi gli portavano del pane e della carne la mattina, e del pane e della carne la sera; e beveva al torrente. Ma di lì a qualche tempo il torrente rimase asciutto, perché non pioveva sul paese. Allora la parola del SIGNORE gli fu rivolta in questi termini: «Àlzati, va' ad abitare a Sarepta dei Sidoni; io ho ordinato a una vedova di laggiù che ti dia da mangiare». Egli dunque si alzò, e andò a Sarepta…”(1Re 17:2/10). Che grande insegnamento troviamo in questi versetti, se il profeta non avesse seguito la guida del Signore, non avesse ascoltato ciò che Dio gli stava chiedendo, se non avesse ubbidito e fosse andato altrove invece che là dove il Signore gli disse, Elia non avrebbe ottenuto nulla da Dio. La fede non guarda tanto alle circostanze ma guarda in ogni tempo a Dio (Salmo 121) e alle Sue meravigliose promesse (2Corinzi 1:20). Spesso succede il contrario a una mente che non viene più bagnata al fiume della Parola di Dio e ci si espone al pericolo di appoggiare la propria fede sulle circostanze e di farla dipendere da essa; “Confida nel SIGNORE con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri. Non ti stimare saggio da te stesso; temi il SIGNORE e allontanati dal male; questo sarà la salute del tuo corpo e un refrigerio alle tue ossa”(Proverbi 3:2/5), non appoggiamoci sul nostro discernimento! L’apostolo Paolo è stato un altro di quei servitori che passando per diverse difficoltà poté scrivere nelle sue lettere: “Non lo dico perché mi trovi nel bisogno, poiché io ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo. So vivere nella povertà e anche nell'abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame; a essere nell'abbondanza e nell'indigenza. Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica… Il mio Dio provvederà a ogni vostro bisogno, secondo la sua gloriosa ricchezza, in Cristo Gesù”(Filippesi 4:11/13,19). Concludendo, di fronte ad ogni difficoltà che attraverseremo dovremo dire come dal versetto che dà inizio a questa riflessione: Sta scritto! Sta scritto! Nello sfidare ogni nostra difficoltà, abbracciamo “la spada dello Spirito che è la Parola di Dio” (Efesini 6:17), portando le nostre menti a far nostre le promesse del Signore di fronte a qualsiasi problema, e aspettandoci la vittoria “Ma grazie siano rese a Dio che sempre ci fa trionfare in Cristo…”(2Corinzi 2:14). Dio ci benedica!

                                                                                                                                         O.E.

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"Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno."

2Pietro 3:8

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Perle di Saggezza

Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo."

                                                          Charles H. Spurgeon  

 

 

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