• logo_ pes 1
  • logo_ cag 1
  • logo_pes2
  • logo_ cag2
  • logo_pes3
  • logo_cag3
  • logo_pes4
  • logo_ cag4
  • logo_pes5
  • logo_cag5
  • logo_pes6
  • logo_cag6
  • logo_pes7
  • logo_cag7

Lo scherzo vale?

  mmmm                                                              

“Rallegrarsi certo in sé non è qualcosa di disprezzabile, anzi l’apostolo Paolo alla chiesa di Filippi scriveva: “Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi” (Filippesi 4:4).

L’apostolo esortava i filippesi. Ma qual è l’allegria del Carnevale? Nel Signore non lo è di certo! E’uno scherzo che vale, oppure no? Giudichiamo noi stessi alla luce di queste considerazioni.

In un mondo in crisi, in ultimo quella economica che sta facendo tremare le famiglie, parlare di stelle filanti, coriandoli, colori, suoni, balli, carri allegorici spesso raffiguranti i beniamini di questo mondo, può far pensare finalmente a momenti di spensieratezza, svago, divertimento, voglia di evasione, ecc… Ma conosciamo veramente questa festa, le sue origini e le sue dissacrazioni? Secondo alcuni studiosi in principio i travestimenti carnevaleschi consistevano in “raffigurazioni viventi” di carattere divinatorio; nell’antica Roma si celebravano i Saturnali (riti propiziatori  che accompagnavano la semina dei campi in onore di Saturno, divinità di origine Etrusca) per procacciare il favore degli dei degl’inferi  e degli avi defunti, affinchè sprigionassero la fertilità della terra. Questi spiriti venivano “fatti rivivere”, personificati, indossando una maschera, poiché la credenza diffusa era che si ricevesse il potere di allontanare le forze spirituali avverse; (secondo un esperto, tutte le maschere carnevalesche propongono una serie di espressioni demoniache, la maschera nera sul viso di Arlecchino, il volto bianco e nero di Pulcinella… sono tutti elementi collegati a idee sataniche). Gli “dei sotterranei” erano poi omaggiati mediante la rappresentazione del “sotto sopra”, con il sovvertimento di ogni regola sociale ed etica, delle gerarchie, cosa che permetteva il dileggio di padroni e governanti, (oggi personalità politiche e autorità civili). Nel mondo greco, inoltre, si intrattenevano i Baccanali, in ossequio a Dioniso o Bacco, dio del vino e protettore delle vigne; in occasione del riposo dalle fatiche contadine si cercava di vincere le frustrazioni della vita ritenendo lecito trasgredire ogni norma, trascendendo in pratiche orgiastiche e giochi immorali, dando libero sfogo alle passioni umane sotto l’effetto dell’alcool.

Il termine “carnevale”, dato poi a questa festa, ha come significato il togliere la carne, dal latino volgare “carnem levare”, riferito al giorno precedente la quaresima in cui cessa il consumo della carne. Questa festa sarebbe stata quindi inserita nel calendario religioso come una valvola di scarico, un compromesso, per rendere più tollerabile la successiva disciplina della mortificazione (cristianità profanata!). In occasione di questa festa al popolo era permesso fare di tutto, al di là di ogni regola di civiltà e moralità; atteggiamenti e comportamenti  volgari, beffe alle autorità, profanazioni di chiese, scambio di ruoli e di persona, adozione di un altro “ego”, ecc… Il Carnevale, quindi, sorge quale celebrazione di quella promiscuità ribelle all’ordine spirituale e sociale stabilito dal Creatore. Come non mai in questa festa è pubblicizzata la figura del diavolo, con i suoi simboli legati alla morte, come non mai in questa festa è il trionfo della sensualità a farle da padrona, come non mai il caos il disordine spirituale, morale, etico e civile sono posti sotto sopra, con le sue satire sensuali e dissacratorie, che insegnano lo scherno alle autorità, a qualunque livello.

Ascoltiamo ciò che la Parola di Dio dice, LA SACRA BIBBIA: “…Né disonestà, ne buffonerie, né facezie scurrili, che son  cose sconvenienti; piuttosto abbondi in voi il rendimento di grazie” (Efesini 5:4).

“…io punirò tutti i principi, i figli del re, e tutti quelli che si vestono di abiti stranieri… tutti quelli che saltano la soglia, che riempiono di violenza e di frode le cose dei loro padroni” (Sofonia 1:8).

“Esorto dunque, prima di ogni cosa, che si facciano suppliche, preghiere…per i re e per tutti quelli che sono in autorità,…” (1Timoteo).

“Basta con il tempo trascorso a soddisfare  la volontà dei pagani vivendo nelle dissolutezze , nelle passioni, nelle ubriachezze, nelle orge, nelle gozzoviglie, e nelle illecite pratiche idolatriche. Per questo trovano strano che voi non corriate con loro agli stessi eccessi di dissolutezza  e parlano male di voi. Ne renderanno conto a colui che è pronto a giudicare i vivi e i morti.” (1Pietro 4:3/5), ecc…

Impariamo a dire basta…! Basta a cose che un tempo abbiamo vissuto…! Non corriamo più dietro certi eccessi…! Non lasciamoci più coinvolgere da certe feste, musiche e atmosfere pagane…!

QUALUNQUE SIA LA TUA “MASCHERA” CHE TI NASCONDA, CONFESSA A CRISTO GESU’ IL TUO BISOGNO, ACCETTALO COME TUO PERSONALE SIGNORE E SALVATORE E LASCIA CHE SIA LUI A FARE DI TE LA PERSONA CHE EGLI VUOLE CHE TU SIA.

                                                                                                                                                                                       O.E

 

                                                                                                                                                                             

rif

 

"Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno."

2Pietro 3:8

   modulo via

Perle di Saggezza

Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo."

                                                          Charles H. Spurgeon  

 

 

                                               calendario

                                                  Riflessioni dal Calendarietto

Rifletti con un'immagine