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Uccelli pellegrini

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Quanti “uccelli pellegrini” ai nostri giorni! Mariti che abbandonano la famiglia, mogli che scompaiono alla ricerca di nuove sensazioni, figli che fuggono alla ricerca di presunte esperienze di libertà, senza imposizioni né regole. E quanti altri ancora, in fuga o alla ricerca di chissà cosa. E' triste osservarne le conseguenze: chi rimane nel nido soffre la solitudine; chi lo abbandona viene illuso e perde il calore dell’unione e il valore degli affetti. Cosa si puo trovare lontano dal nido? Purtroppo, come la parabola del figlio prodigo insegna, il giovane che lasciò casa per compiere un lungo viaggio lontano da casa fu sconfitto, deluso, abbandonato e sfruttato. Ma c’è una buona notizia: la porta di casa é sempre aperta. Sull’uscio continua a stare un Padre che attende il ritorno di chi si è allontanato, pronto ad ab-bracciare e perdonare chi si pente e riconosce il proprio peccato. Se ti sei allontanato dal tuo nido, ritorna a casa e con l’aiuto del Signore la tua vita sara pienamente ristorata!

 

                                            Riflessione tratta da un calendarietto cristiano

 

 

QUANDO ALL'IMPROVVISO SI PERDE LA VISTA

CRICKET

Aveva nove anni e aveva una vista incredibile, ma all'età di 10 anni durante il gioco di cricket ricevette un terribile colpo all’occhio destro; e Cyril Charles perse quasi completamente la vista. Che cosa può fare un bimbo di quasi 10 anni quando all’improvviso perde la vista? Ciryl iniziò ad imparare cose nuove, a praticare sport nuovi, continuò a portare avanti i suoi studi, con il passare del tempo Cyril si convertì in uno studente esemplare, un grande atleta e a 20 anni vinse una grande maratona per disabili. Nello stesso anno, Cyril ricevette un'operazione agli occhi e recuperò la vista. Una disgrazia fisica non è la fine della vita. E' vero che non é semplice convivere con un problema di questo tipo, bisogna abituarsi ad un nuovo regime di vita, ma la speranza, la forza, la volontà, la tenacia, la costanza con il tempo portano una vittoria. Non perdiamo la fede. Il nostro corpo può essere debole, deteriorarsi, può anche perdere una delle sue parti, però se dentro abbiamo un’anima viva e uno spirito pulsante, trionferemo perché questo ci sosterrà. La fede in Dio, il nostro Creatore produce una forza in noi mille volte maggiore della forza umana.

                                                               Riflessione tratta da un calendarietto cristiano

 

La Bibbia murata

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Alcuni decenni fa, Antonio, giovane muratore italiano, decise di andare a lavorare in Svizzera, dove avrebbe guadagnato molto di più che al suo paese. Fece al valigia e si diresse verso la frontiera. In treno incontrò un’anziana signora che gli parlò di Gesù. Egli replicò seccamente: “Io ho già la mia religione”. La signora gli offrì una Bibbia che lui accettò, ma si guardò bene dal leggerla. Arrivato a Glaris, lavorò alla costruzione di un palazzo. Antonio si faceva beffe delle cose di Dio ed era solito bestemmiare, come la maggior parte dei suoi compagni. Un giorno portò quella Bibbia in cantiere e disse loro: “Ah! Ecco un bello scherzo! Vedete questa Bibbia? La metto in questo buco”. Detto fatto e la Bibbia un po’ consunta, fu messa tra due mattoni. “Un po’ di calce e vedremo se il diavolo saprà scovarla” disse tra le risate dei compagni. Qualche anno dopo, un violento incendio devastò Glaris e furono distrutte circa cinquecento case.Quando iniziarono i lavori di ricostruzione, grande fu la sorpresa di un operaio, anche lui italiano, quando scoprì fra le macerie di un muro quel libro perfettamente conservato. Pensò che poteva avere del valore; allora lo prese, lo lesse e non tardò a capire di essere un peccatore e che Dio lo amava e lo voleva salvare. Credette al Signore Gesù e ricevette la sicurezza del perdono dei suoi peccati e della vita eterna che il Vangelo promette a chi crede. Il muratore, convertito dalla lettura di quella Bibbia scoperta fra i mattoni, decise di lasciare il suo lavoro per andare nelle varie fiere paesane a vendere Bibbie. Un giorno, Antonio passò davanti al suo stand e si fermò. “Oh! Di nuovo le Bibbie! Non ne ho bisogno! Mi basta andare a Glaris. Là ne ho nascosta una in un muro e neanche il diavolo potrebbe trovarla!” Il credente, sorpreso e stupito, guardò l’uomo con serietà. “Un momento; che ne diresti se ti facessi vedere quella Bibbia che dici di aver murata?”. “Non ci casco, amico. La riconoscerei subito.” L’ex muratore diventato credente trasse la Bibbia dalla tasca e gliela mostrò. Antonio la prese, la rigirò. Era proprio quella! Rimase muto per la sorpresa. “Sta’ pur tranquillo, non è il diavolo che l’ha trovata; è Dio! Egli mi ha salvato per mezzo di questa Bibbia e vuole salvare anche te”. La rabbia di Antonio esplose. Chiamò dei compagni, schernitori come lui, e nel giro di qualche minuto il piccolo stand fu devastato. Trascorsero alcuni mesi. Un giorno, Antonio cadde da un’impalcatura e fu gravemente ferito. Il venditore di Bibbie lo venne a sapere e gli fece visita all’ospedale. Incoraggiato da una discreta accoglienza, ritornò altre volte. Leggeva all’infortunato una porzione della Bibbia, poi pregava. La Parola di Dio spezzò il cuore duro di Antonio. Egli riconobbe la sua colpevolezza davanti a Dio, confessò a Lui i suoi peccati e ricevette Cristo come suo Salvatore personale.

                                                            Riflessione tratta da un calendarietto cristiano

Un canto nella nebbia

 

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                                                      UN CANTO NELLA NEBBIA

 

Nei dintorni dell'isola Terranova la nebbia è a volte così fitta che i pescatori non riescono a vedere il faro che c'è all'ingresso del porto. Ai tempi in cui non esistevano i radar, capitava loro di vagare a lungo, a volte a ridosso della costa rischiando di fracassare la loro barca contro una scogliera o contro un iceberg. Così, nell'ora in cui rientravano le imbarcazioni, le mogli e i figli dei marinai si radunavano sul pontile e si mettevano a cantare a squarciagola. Quelle voci guidavano i marinai immersi nella nebbia verso la luce del faro che li introduceva nel porto. Questo fatto ci fa pensare a coloro che non sanno come orientare la loro esistenza. Stanno vagando in una nebbia fitta che non permette loro di vedere la vera luce che è Gesù Cristo. Eppure, se ascoltassero bene, sentirebbero delle voci che si indirizzano a loro. Provengono da quelli che, avendo a loro volta trovato la salvezza e la pace, parlano agli altri di Colui che li ha salvati. Queste voci invitano a trovare nella Parola di Dio la giusta direzione e la rotta da seguire per andare a Gesù. Lui è il faro che rischiara la notte, l'unico che può condurre al porto. Essere in porto vuol dire essere al sicuro, attraccati agli ormeggi con delle funi che non si possono rompere. Così è di chiunque ha creduto nel Signore; gli appartiene, ha la vita eterna e nessuno potrà strapparlo dalle Sue mani (Giovanni 10:28), perché la sua vita è legata a Lui che è seduto sul trono alla destra di Dio.

                                                       

                                                       Riflessione tratta da un calendarietto cristiano

DAGLI GENEROSAMENTE

                    biscotto                       

                          “DAGLI GENEROSAMENTE..."

                                                             (Deuteronomio 15:10)      

Nella sala d'attesa di un aeroporto, una ragazza comprò dei biscotti da consumare durante la lettura. Affianco la sua sedia vi era il ripiano con i biscotti, dall'altro lato un signore leggeva il giornale. Quando afferrò il primo biscotto, la ragazza notò contrariata che pure quell'uomo ne aveva preso uno. Ogni volta che ne prendeva uno, l'uomo faceva altrettanto, finchè nel pacchetto rimase un solo biscotto; la ragazza esitò con aria di sfida, per vedere fin dove arrivasse l'arroganza di quel tale. Con naturalezza, l'uomo lo spezzò e gli offrì la metà. Sbuffando, la giovane raccolse furiosamente le sue cose e andò via. Sedutasi altrove, nel tirare fuori il libro dalla borsa si accorse che il pacco di biscotti era intatto al suo interno. Impietrita, si rese conto che uno sconosciuto aveva condiviso i suoi biscotti con lei senza subire ciò come un peso o un danno, senza dire nulla. In qualunque cosa, se devi fare la volontà di Dio con muso lungo e mormorando, fermati. Il Signore si compiace di chi Lo serve con entusiasmo, non per costrizione.

In questi tempi d'insofferente egoismo, chiedi a Dio di riempire la tua vita della Sua saggezza, bontà e dolcezza, affinché altri possano attingervi.

                                           

                                                   Riflessione tratta da un calendarietto cristiano

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"Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?"

Giovanni 11:25-26

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Perle di Saggezza

Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo."

                                                          Charles H. Spurgeon  

 

 

                                               calendario

                                                  Riflessioni dal Calendarietto

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