“Io non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno”

Categoria: Studi
Pubblicato Venerdì, 04 Gennaio 2019 18:22
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“Io non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno”  (Giovanni 17:15)

Gesù stava pregando perché i suoi discepoli fossero preservati, forse i discepoli pensavano che il modo migliore di essere messi al riparo da ogni male sarebbe stato che Egli li avesse portati con sè in gloria in una di quelle dimore di cui aveva in precedenza parlato loro (Giovanni 14:1/3); ma il Signore aveva in vista per loro un’opera da compiersi quaggiù sulla terra. Questa richiesta di preghiera che Gesù fece rivolgendosi al Padre ci dichiara che nessuno dei suoi discepoli doveva aspettarsi di seguire il Suo maestro in gloria senza prima aver compiuta individualmente l’opera sua. Questa preghiera che Cristo rivolge al Padre dichiara che il segreto della santità non consiste nel ritirarsi dal mondo, in solitudine, in chissà quale luogo o monastero, ma la vera santità è quella che riporta pubbliche vittorie sul male, senza disertare il posto assegnatoci da Dio. Certo, viviamo in un mondo che nel suo spirito ci è contrario e con un avversario che “a guisa di leone ruggente, va attorno, cercando chi possa divorare” (1 Pietro 5:8), ma possiamo ancora oggi confidare nell’intercessione del Signore Gesù “egli invece, poiché rimane in eterno, ha un sacerdozio che non si trasmette. Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro” (Ebrei 6:24/25). Perciò possiamo confidare nelle cure e nella protezione del Signore contro le insidie di questo mondo e contro satana e i suoi assalti “affinchè non siamo raggirati da satana; infatti non ignoriamo le sue macchinazioni” (2Corinzi 2:11). L’apostolo Paolo, rivolgendosi a Timoteo nella sua seconda lettera, potè scrivere nel ribadire il significato della preghiera che Gesù rivolse al Padre il  Signore mi libererà da ogni azione malvagia e mi salverà nel suo regno celeste. A lui sia la gloria nei secoli dei secoili. Amen” (2Timoteo 4: 18). Tutto questo non va ad eludere che ogni suo figliolo e figliola da parte sua non dovrà essere prudente “Ecco io vi mando come pecore in mezzo ai lupi, siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come colombe” (Matteo10:16) e che dire, ancora, riguardo l’esortazione di Paolo: “Del resto, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. Rivestitevi della completa armatura di Dio” (Efesini 6:10/18). Mentre confidiamo in colui che ci preserverà dal mondo dal maligno, anche noi rivolgeremo le nostre suppliche, preghiere e intercessioni al Padre nel nome di Gesù come egli stesso ci ha insegnato “ e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno..” (Matteo 6:13), così da essere rivestiti dell’intera armatura di Dio. In ultimo vogliamo riflettere insieme di come Dio ha tanto da darci per la nostra salvaguardia per ogni circostanza o situazione estrema, a tal proposito vorrò parlarvi di un piccolo mollusco, una lumaca di mare , o più semplicemente la chiameremo la lumaca di ferro o lumaca corazzata; questa piccola lumaca ha adottato la sua strategia di vittoria, proprio nel luogo che per lei sarebbe stato il più inospitale. (Ci sono ambienti in cui riuscire a sopravvivere è davvero un’impresa. È il caso del campo di fumaroli neri di Karei, nell’Oceano Indiano: un raggruppamento di sorgenti idrotermali dalle quali fuoriesce acqua molto acida, a una temperatura altissima. Eppure proprio lì vive tranquilla una lumaca di mare, Crysomallon squamiferum, sventando anche l’attacco di granchi predatori. Tutto merito di un guscio molto particolare, unico rispetto a qualunque altra armatura conosciuta, naturale o sintetica che sia.

Come racconta sulla rivista Pnas il gruppo di ricerca di Christine Ortiz, del Massachusetts Institute of Technology, il guscio di questo resistente mollusco è formato addirittura da tre strati sovrapposti di materiali differenti. All’esterno c’è un sottile rivestimento di solfuro di ferro).

scaly footQuesta lumaca, il cui habitat è l’Oceano Indiano, dai fondali marini magmatici a motivo di alcuni geyser dalle temperature elevate, ha qualcosa da insegnarci; il piccolo mollusco invece di abbandonare quei luoghi, andarsene da quell’habitat e cercarsene uno “migliore”, ha sfruttato al meglio quell’ambiente traendo e trasformando alcune sostanze da quelle acque acide e magmatiche per rivestire la sua chiocciola e la base del suo corpo di materiale ferroso, per l’esattezza solfato di ferro, proprio come una vera e propria corazza, così da affrontare quegli ambienti marini che sarebbero risultati assolutamente inospitali in modo da diventare un vero e proprio carrarmato di ferro, come una vera corazzata blindata, pronta con la sua incredibile protezione ad affrontare correnti e acque inospitali e predatori come i granchi che nulla possono, anche se per giorni stringono la lumaca con le loro chele ma senza spezzarle. Se Dio ha così disposto affinchè questo piccolo mollusco, una lumaca di mare, potesse affrontare nel migliore dei modi un ambiente, dei predatori, un oceano dalle correnti e acque magmatiche risultando perfettamente vincente e all’altezza di quelle condizioni, a maggior ragione tutti noi con fede e maggior consacrazione in questo nuovo anno vorremo saper affrontare questo mondo, dal quale non siamo chiamati ad uscirne, come il principe di questo mondo “il principe della potenza dell’aria” (Efesini 2:2). Come quella piccola lumachina sfrutta anche le correnti più contrarie così noi, se attraverseremo acque magmatiche e inospitali, vogliamo essere rivestiti della completa armatura di Dio e trasformare con saggezza ed intelligenza anche le situazione più avverse come ci insegna la meravigliosa parola di Dio! “Non rendete a nessuno male per male. Impegnatevi a fare il bene davanti a tutti gli uomini. Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini. Non fate le vostre vendette, miei cari, ma cedete il posto all’ira di Dio, poiché sta scritto:<<A me la vendetta; io darò la retribuzione>>, dice il Signore. Anzi, <<se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere; poiché, facendo così, tu radunerai dei carboni accesi sul suo capo>>. Non lasciarti vincere dal male ma vinci il male con il bene” (Romani 112:17/21). Se il Signore ci manda come agnelli in mezzo ai lupi, come piccole lumachine in mezzo un oceano inospitale, ciò non significa che siamo abbandonati a noi stessi o che soccomberemo nelle varie difficoltà che dovremo affrontare. Possiamo confidare in Colui che è pronto a donarci saggezza, intelligenza, presenza di Spirito, guida attraverso gli insegnamenti della sua santa parola e preservarci dal maligno rivestendoci con la completa armatura di Dio “ Ma grazie siano rese a Dio che sempre ci fa trionfare in Cristo (ci fa sperimentare nuovi trionfi) e che per mezzo nostro spande dappertutto (anche in situazioni e luoghi inospitali) il profumo della sua conoscenza (2Corinzi 2:14).  A Dio sia la lode e la gloria!

 

                                                                                                                                                           O.E