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“Io non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno”

 

“Io non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno”  (Giovanni 17:15)

Gesù stava pregando perché i suoi discepoli fossero preservati, forse i discepoli pensavano che il modo migliore di essere messi al riparo da ogni male sarebbe stato che Egli li avesse portati con sè in gloria in una di quelle dimore di cui aveva in precedenza parlato loro (Giovanni 14:1/3); ma il Signore aveva in vista per loro un’opera da compiersi quaggiù sulla terra. Questa richiesta di preghiera che Gesù fece rivolgendosi al Padre ci dichiara che nessuno dei suoi discepoli doveva aspettarsi di seguire il Suo maestro in gloria senza prima aver compiuta individualmente l’opera sua. Questa preghiera che Cristo rivolge al Padre dichiara che il segreto della santità non consiste nel ritirarsi dal mondo, in solitudine, in chissà quale luogo o monastero, ma la vera santità è quella che riporta pubbliche vittorie sul male, senza disertare il posto assegnatoci da Dio. Certo, viviamo in un mondo che nel suo spirito ci è contrario e con un avversario che “a guisa di leone ruggente, va attorno, cercando chi possa divorare” (1 Pietro 5:8), ma possiamo ancora oggi confidare nell’intercessione del Signore Gesù “egli invece, poiché rimane in eterno, ha un sacerdozio che non si trasmette. Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro” (Ebrei 6:24/25). Perciò possiamo confidare nelle cure e nella protezione del Signore contro le insidie di questo mondo e contro satana e i suoi assalti “affinchè non siamo raggirati da satana; infatti non ignoriamo le sue macchinazioni” (2Corinzi 2:11). L’apostolo Paolo, rivolgendosi a Timoteo nella sua seconda lettera, potè scrivere nel ribadire il significato della preghiera che Gesù rivolse al Padre il  Signore mi libererà da ogni azione malvagia e mi salverà nel suo regno celeste. A lui sia la gloria nei secoli dei secoili. Amen” (2Timoteo 4: 18). Tutto questo non va ad eludere che ogni suo figliolo e figliola da parte sua non dovrà essere prudente “Ecco io vi mando come pecore in mezzo ai lupi, siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come colombe” (Matteo10:16) e che dire, ancora, riguardo l’esortazione di Paolo: “Del resto, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. Rivestitevi della completa armatura di Dio” (Efesini 6:10/18). Mentre confidiamo in colui che ci preserverà dal mondo dal maligno, anche noi rivolgeremo le nostre suppliche, preghiere e intercessioni al Padre nel nome di Gesù come egli stesso ci ha insegnato “ e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno..” (Matteo 6:13), così da essere rivestiti dell’intera armatura di Dio. In ultimo vogliamo riflettere insieme di come Dio ha tanto da darci per la nostra salvaguardia per ogni circostanza o situazione estrema, a tal proposito vorrò parlarvi di un piccolo mollusco, una lumaca di mare , o più semplicemente la chiameremo la lumaca di ferro o lumaca corazzata; questa piccola lumaca ha adottato la sua strategia di vittoria, proprio nel luogo che per lei sarebbe stato il più inospitale. (Ci sono ambienti in cui riuscire a sopravvivere è davvero un’impresa. È il caso del campo di fumaroli neri di Karei, nell’Oceano Indiano: un raggruppamento di sorgenti idrotermali dalle quali fuoriesce acqua molto acida, a una temperatura altissima. Eppure proprio lì vive tranquilla una lumaca di mare, Crysomallon squamiferum, sventando anche l’attacco di granchi predatori. Tutto merito di un guscio molto particolare, unico rispetto a qualunque altra armatura conosciuta, naturale o sintetica che sia.

Come racconta sulla rivista Pnas il gruppo di ricerca di Christine Ortiz, del Massachusetts Institute of Technology, il guscio di questo resistente mollusco è formato addirittura da tre strati sovrapposti di materiali differenti. All’esterno c’è un sottile rivestimento di solfuro di ferro).

scaly footQuesta lumaca, il cui habitat è l’Oceano Indiano, dai fondali marini magmatici a motivo di alcuni geyser dalle temperature elevate, ha qualcosa da insegnarci; il piccolo mollusco invece di abbandonare quei luoghi, andarsene da quell’habitat e cercarsene uno “migliore”, ha sfruttato al meglio quell’ambiente traendo e trasformando alcune sostanze da quelle acque acide e magmatiche per rivestire la sua chiocciola e la base del suo corpo di materiale ferroso, per l’esattezza solfato di ferro, proprio come una vera e propria corazza, così da affrontare quegli ambienti marini che sarebbero risultati assolutamente inospitali in modo da diventare un vero e proprio carrarmato di ferro, come una vera corazzata blindata, pronta con la sua incredibile protezione ad affrontare correnti e acque inospitali e predatori come i granchi che nulla possono, anche se per giorni stringono la lumaca con le loro chele ma senza spezzarle. Se Dio ha così disposto affinchè questo piccolo mollusco, una lumaca di mare, potesse affrontare nel migliore dei modi un ambiente, dei predatori, un oceano dalle correnti e acque magmatiche risultando perfettamente vincente e all’altezza di quelle condizioni, a maggior ragione tutti noi con fede e maggior consacrazione in questo nuovo anno vorremo saper affrontare questo mondo, dal quale non siamo chiamati ad uscirne, come il principe di questo mondo “il principe della potenza dell’aria” (Efesini 2:2). Come quella piccola lumachina sfrutta anche le correnti più contrarie così noi, se attraverseremo acque magmatiche e inospitali, vogliamo essere rivestiti della completa armatura di Dio e trasformare con saggezza ed intelligenza anche le situazione più avverse come ci insegna la meravigliosa parola di Dio! “Non rendete a nessuno male per male. Impegnatevi a fare il bene davanti a tutti gli uomini. Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini. Non fate le vostre vendette, miei cari, ma cedete il posto all’ira di Dio, poiché sta scritto:<<A me la vendetta; io darò la retribuzione>>, dice il Signore. Anzi, <<se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere; poiché, facendo così, tu radunerai dei carboni accesi sul suo capo>>. Non lasciarti vincere dal male ma vinci il male con il bene” (Romani 112:17/21). Se il Signore ci manda come agnelli in mezzo ai lupi, come piccole lumachine in mezzo un oceano inospitale, ciò non significa che siamo abbandonati a noi stessi o che soccomberemo nelle varie difficoltà che dovremo affrontare. Possiamo confidare in Colui che è pronto a donarci saggezza, intelligenza, presenza di Spirito, guida attraverso gli insegnamenti della sua santa parola e preservarci dal maligno rivestendoci con la completa armatura di Dio “ Ma grazie siano rese a Dio che sempre ci fa trionfare in Cristo (ci fa sperimentare nuovi trionfi) e che per mezzo nostro spande dappertutto (anche in situazioni e luoghi inospitali) il profumo della sua conoscenza (2Corinzi 2:14).  A Dio sia la lode e la gloria!

 

                                                                                                                                                           O.E

 

 

 

Il buon profumo di Cristo

                                                                       “Il buon profumo di Cristo”

Noi siamo infatti davanti a Dio il profumo di Cristo fra quelli che sono sulla via della salvezza e fra quelli che sono sulla via della perdizione (2Corinzi 2:15). L’apostolo Paolo citò questo versetto alla chiesa di Corinto e si trova perfettamente in armonia con un altro scrittore del N.T. (Ebrei 1:3). Come Cristo stesso fu, nella sua incarnazione, lo splendore e impronta dell’essenza del Padre, così siamo esortati ad essere lo splendore e impronta dell’essenza di Cristo, a Sua immagine e somiglianza (essenza= ciò che definisce e individua la natura propria, non accidentale, di un oggetto; in senso esteso sostanza intima di qualcuno).

Cristo Gesù era la persona più “profumata”, più pulita su tutta la faccia della terra, per la sua saggezza, come esempio di buone opere, integrità, dignità, linguaggio sano, irreprensibile, e l’avversario di fronte a questo profumo di santità che egli emanava, ne rimaneva stordito, non avendo nulla di male da dire contro di lui, solo bugie dalle gambe corte (Tito 2:6/8). Ora da questo versetto in Tito prenderemo una parola, andando ad analizzarne un aspetto, delicato ma assolutamente importante e spirituale, che ci parla della vita “profumata” del Neofito (Fedele, di recente convertito) che sceglie battezzandosi di vivere per Cristo!

La parola in esame è: “DIGNITA”. Dignità dall’etimologia della parola significa: qualità di chi è degno di rispetto; contegno nobile, decoro; grado elevato (Efesini 4:1).

 E' interessante notare come questo termine è tradotto in altre versioni più antiche con "equilibrio, costumatezza".  Il termine "costumato" è oggi linguisticamente caduto in disuso, come in disuso è caduto anche il suo significato e si preferisce il termine "dignità".  Dobbiamo essere "costumati", cioè dignitosi, anche nel vestire! E non scostumati il cui significato è: indecente, licenzioso. Non è fuori luogo riflettere sul fatto che ancora oggi, in determinate località del nostro e di altri Paesi, l'abito venga chiamato "costume".  Mentre per "costume" oggi ci riferiamo al modo di pensare, di essere e alle usanze di una società, questo termine, applicato al modo di vestire, ci dice che anche l'abbigliamento di un cristiano è il riflesso della sua personalità interiore. Si deve essere figli di Dio di dentro e di fuori! La coppa presa come esempio da Gesù, se è netta all'interno, rivelerà nettezza anche all'esterno. Il credente deve essere la persona più pulita sulla faccia della terra per moralità (dentro), per  dignità e costumatezza (fuori)! (Geremia 18/6).

E’ bene ricordare che il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo (1Corinzi 6:19/20), e ricordare che Dio è tre volte Santo (Apocalisse 4:8; Ezechiele 36:23; Romani 12:2; 1Pietro 1:14/16). Gli abiti del sacerdote nell’ A.T. erano consacrati al Signore e nessun mal odore doveva salire davanti a Dio ( Esodo 28: 2/5; Esodo 29: 21; Ezechiele 44:18), Gesù deve regnare anche nel nostro guardaroba! Quando si sale al Tempio o casa  del Signore, è bene ricordarci di non salirci come quando si va in spiaggia, con infradito, sandali aperti,  pantaloni corti, canottiera, abiti succinti, per i fratelli è bene e preferibile una camicia ad una semplice t-shirt , come barbe rasate che sono segno di ordine e pulizia (Esodo 3:4/5), l’Ecclesiaste potè dire: “Bada ai tuoi passi quando vai alla casa di Dio..”. Così anche per le sorelle, mettano la gonna e il velo sul capo, e non il contrario, poco più di un velo al posto della gonna, evitando gonne troppo corte o attillate (Deuteronomio 22:5; 1Corinzi 11:7/13), come per le scollature esagerate  fino a vedersi  i “cuori”, cosa preferibile che li “veda” il Signore. Amen!  (1Timoteo 2:9/10; 1Pietro 3: 3/5) Da evitare poi trucchi esagerati, orecchini come se fossero dei lampadari da soffitto, bracciali e collane macroscopiche per attirare degli sguardi, ecc.. (Isaia 3:16/24). “Bada ai tuoi passi quando vai nella casa di Dio..”.

Saliamo nella casa del Signore con rispetto, contegno e decoro, non con abiti ricercati, ma con semplicità, belli e profumati; “Affinchè tu sappia.. come bisogna comportarsi nella casa di Dio..” (1Timoteo 4:15). Non per venerare un luogo ma per servire, adorare, e dare gloria al Signore! (Romani 12:1). Non siamo chiamati a essere seguaci delle mode ma di Cristo Gesù nostro Salvatore e Signore! Anche quest’aspetto ci parla della forza dell’esempio e della credibilità del credente che  è chiamato a dare anche con il proprio modo di vestire, ricordiamoci che noi non parliamo solo con le parole.. “Non fate della libertà un’occasione per vivere secondo la carne” (Galati 5:13; 1Corinzi 10:23; 2Corinzi 5:17).

“La regina di Seba vide tutta la saggezza di Salomone e la casa che egli aveva costruita, i cibi della sua mensa, gli alloggi dei suoi servitori, l'organizzazione dei suoi ufficiali e le loro uniformi (ver. Diodati traduce con Vesti), i suoi coppieri e gli olocausti che egli offriva nella casa del SIGNORE. Rimase senza fiato” (1Re 10:4/5). “La Parola di Dio abiti in voi abbondantemente..” (Colossesi 3:16). Ci aiuti il Signore a far sì che tutto il consiglio di Dio possa abitare nel nostro mezzo!Chi abbandona la sana dottrina abbandonerà i sani costumi

 

                                                                                                                                                                                       O.E

Il periodo che precede il battesimo e quello successivo..

                                         “ Il periodo che precede il battesimo e quello successivo..”

Il Periodo che precede il battesimo in acqua come quello successivo al battesimo, è un periodo particolarmente delicato, essendo un passo di ubbidienza che segnerà il credente per tutta la sua vita.

P.1) Come già detto in precedenza il battesimo rappresenta una consacrazione irrevocabile a Gesù Cristo, e al diavolo non piace che un credente faccia sul serio; “Allora il faraone disse:<<Io vi lascerò andare, perché offriate sacrifici al Signore vostro Dio, nel deserto; soltanto non andate troppo lontano; pregate per me>>” (Esodo 8:28). Il diavolo non vuole che i figlioli di Dio vadano troppo lontano fino a lasciare del tutto l’Egitto. Ma come per il popolo d’Israele che, con l’aiuto di Dio, lasciò Egitto attraversando le acque del Mar Rosso, simbolo del battesimo in acqua, (L’Egitto rappresenta il mondo e il faraone il diavolo), così lo è oggi per il battezzante che da inizio al suo esodo; (dal greco éxodos, uscita, voce composta di ex-(=fuori) e hodòs (=strada), avviandosi in un cammino verso la terra promessa (Ebrei 11:8/10).

P.2) Il faraone fece di tutto purché Israele tornasse di nuovo in Egitto come schiavo (Esodo 14:5/9), Ma Dio diede vittoria al suo popolo: “Le acque ritornarono e ricoprirono i carri, i cavalieri e tutto l’esercito del faraone che erano entrati nel mare dietro agli Israeliti. Non ne scampò neppure uno” (Esodo 14:23,26/31).

Consiglio ai credenti battezzanti. Una volta battezzati il consiglio è quello di stare attaccati al Signore, alla sua Parola, alla preghiera e alla Chiesa! Qualsiasi sia la tentazione che va a minare uno solo di questi punti, sappiate che non viene certo dal Signore ma dal diavolo, dal faraone di questo mondo. Lodate il Signore nella Chiesa locale, fate udire anche la vostra voce, siate attivi e partecipate alle attività di Chiesa. Questo darà zelo e credibilità al vostro passo di ubbidienza, e vi aiuterà a fare frutti degni di ravvedimento (Matteo 3:8).

a)      Lodate il Signore nella Chiesa locale, fate udire anche la vostra voce; ( Salmo 34:1; Salmo 40:3 ; Salmo 51:15/17; Salmo 63:3; Salmo 71: 8; Salmo 119: 108; Salmo 119: 171; Salmo 149:6; “ Dio infatti ci ha dato uno spirito non di  timidezza, ma di forza, d' amore e di autocontrollo” 2 Timoteo 1: 7 ).

b)      Una volta battezzati in acqua, se non lo siete stati ancora, ricercate il battesimo nello Spirito Santo!!! Non è un optional ma è indispensabile; (Luca 24:49; Atti 1:8; Atti 2:1/4).

c)       Raccontate agli altri ciò che Dio ha fatto in voi; (Marco 5:19; Giovanni 4:28/30; Giovanni 9:24/25; 1Corinzi 9:16/17; 2Corinzi 5:17/20; 1Pietro 2:9).

d)      Servite in modo attivo il Signore nella Chiesa locale; (1Samuele 1:9; 3:1/2; 4;11/18) Eli un uomo che avrebbe potuto fare molto ma la sua pigrizia e indolenza lo portò a fare poco e male. Eppure era un sacerdote..!?  

Pierre de Coubertin disse che "l'importante non è vincere ma partecipare”, invece il Signore Gesù ci insegna qualcosa di diverso..! (1Corinzi 9:23/24; Apocalisse 2:7, 11, 17, 26; 3:5, 12, 21). Non è certo più il tempo per il credente battezzato di stare seduto.. ma di “correre”!

e)      Mettete a disposizione dell’opera di Dio le vostre risorse e talenti; (Giovanni 15:5,8,16; Efesini 4:7/8; 1Pietro 4:10/11). Ricordate che Mosè poté servire il Signore con un semplice bastone (Esodo 4:1/5), Davide con una fionda e dei sassi (1Samuele 17:40, 48/50), Sansone con una mascella d’asina (Giudici 15:16) , Shamgar con un pungolo da buoi (Giudici 3:31), Jael con un piolo di una tenda diede inizio alla sconfitta dei Cananei (Giudici 4:21/24), Tabitha aveva solo un piccolo ago (Atti 9:39), il ragazzo che servì il Signore con la sua merenda cinque pani d’orzo e due piccoli pesci (Giovanni 6: 9/11), ecc.. Servite il Signore con ciò che avete a “portata di mano” e non guardando a ciò che non avete e che gli altri hanno (Matteo 25:24/30; Marco 14:8). I talenti non ci vengono dati per la nostra gloria o vantaggio personale, ma per servire il Signore.

Se volete servire il Signore e  non sapete al momento come, chiedete al vostro pastore, certi che una mansione vi sarà affidata per il bene della comunità.

                                                                                                                                                 

                                                                                                                                                                                                                                                                                O.E

 

 

Ultimo incontro con i neofiti prima del battesimo.

                       Ultimo incontro con i Neofiti prima del battesimo

                                                                            Salmo 116

 

Il Salmo 116 è una continuazione dell’Hallel (Allelluia-Lode) pasquale dei Salmi che vanno dal 113 al 118  (venivano cantati durante la festa ebraica della pasqua), quindi in parte il Salmo deve essere interpretato in collegamento all’uscita dall’Egitto (dal mondo per il neofita). vediamo l’anima del credente che, ricordando la propria schiavitù e la propria liberazione attraverso la Pasqua (Cristo, 1Corinzi 5:7/8), parla con gratitudine e loda il Signore.

Questo Salmo rappresenta un triplice impegno: il primo impegno da parte del Salmista consiste nel ricorrere a Dio per la misericordia mostratagli e soprattutto per alcune “celebri” liberazioni dalla morte sia fisica, che spirituale.

a)      il primo impegno consiste nel ricorrere a Dio con amore mediante la preghiera (vv.1,2); le ragioni e le motivazioni di questa decisione sono illustrate indicando le liberazioni passate (vv.3-8).

b)      il secondo impegno riguarda una condotta santa (v..9) e le sue motivazioni sono precisate nei versetti (10-13).

c)       il terzo impegno consiste nel lodare e servire continuamente Dio, soprattutto rispettando i “giuramenti” (voti, patti, Ecclesiaste 5:4/5) fatti dinnanzi alla Chiesa e al Signore (compreso il battesimo in acqua)  anche nei momenti difficili di dolore; le motivazioni di questo impegno sono illustrate nei versetti (14-19).

 

 

                          Cose utili da ricordare per il giorno del battesimo

Il credente prima di scendere nelle acque battesimali sarà chiamato a dare la propria testimonianza di conversione, di salvezza, raccontando la propria esperienza personale.

 

Portare un accappatoio, un paio di ciabatte,  per i fratelli è preferibile che si indossi il costume, per le sorelle la stessa cosa, per poi indossare l’abito bianco che vi sarà consegnato nei giorni che precederà l’evento. Mettersi d’accordo tra fratelli chi porterà il phon. DVB.

 

                                                                                                  O.E.

 

 

                                                                                                                                      

 

 

 

                                                

                                                                                                                                  

 

 

Battesimo in acqua: consacrazione al Signore e dichiarazione pubblica

         “BATTESIMO IN ACQUA: CONSACRAZIONE AL SIGNORE E DICHIARAZIONE PUBBLICA”

 

Il battesimo rappresenta una consacrazione irrevocabile a Gesù Cristo perché è una dichiarazione pubblica del fatto che, dal momento del battesimo, il credente appartiene a Cristo. Si tratta di una dimostrazione visibile “davanti agli uomini”. Il battesimo rappresenta una confessione di Cristo al mondo e una consacrazione assoluta a Lui.

 

a)      Il privilegio di confessare Cristo: “Perché se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha resuscitato dai morti, sarai salvato; infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la confessione per essere salvati”   Romani 10:9/10-Filippesi 2:11.

 

b)      Il dovere di riconoscere Cristo: “Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io  riconoscerò lui davanti al Padre mio che è nei cieli” Matteo 10:32-Luca12:8.

 

c)       La necessità di appartenere a Cristo: “Chiunque nega il Figlio, non ha neppure il Padre; chi riconosce pubblicamente il Figlio ha anche il Padre” 1Giovanni 2:23- 1Giovanni 4:15.

 

                                            Sette famose confessioni di fede in Cristo

Pietro  (Matteo 16:16)- Natanaele  (Giovanni 1:49)- La donna di Samaria (Giovanni 4:29)- Giovanni (Giovanni 6:69)- Marta (Giovanni 11:27)- Tommaso (Giovanni 20:28).

 

Il battesimo è un patto, la manifestazione di un segno esteriore di ciò che Cristo ha compiuto interiormente, quindi una confessione, un passo avanti, un non rimanere nascosti. Possiamo notare come nella scrittura il Signore stesso, essendo il Dio della luce,  intervenga per manifestare ciò che è Suo.

 

Alcuni esempi:

 

  • Marco 5:21/34   La Donna dal flusso di sangue. Le opere del Signore che incontrano la nostra vita vanno confessate.

 

  • Marco 3:1/ 6   L’uomo dalla mano secca. Un passo davanti a tutti.

      . 1Timoteo 4:15  Le opere di Dio non devono rimanere nascoste. Le opere di Dio non possono    

rimanere nascoste (Luca 8:16; 11:33).

                                                              

                                                                Conclusione

“Ecco io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e su tutta la potenza del nemico; nulla potrà farvi del male. Tuttavia, non vi rallegrate perché gli spiriti vi sono sottoposti, ma rallegratevi che i vostri nomi sono scritti nei cieli” Luca 10:19/20- Luca 15:10

                                                                                                                                                          

                                                                                                                                                                O.E

 

 

rif

 

"Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?"

Giovanni 11:25-26

   modulo via

Perle di Saggezza

Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo."

                                                          Charles H. Spurgeon  

 

 

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