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Il medico paziente

medico - Copia

 

 

Pace, il mio nome è Giovanna, voglio raccontare come sono stata testimone di una potente opera compiuta dal Signore Gesù. Circa otto anni fa, trovai lavoro nel settore della sanificazione ospedaliera e sinceramente non feci salti di gioia perché il mio desiderio era quello di lavorare nel campo artistico, ma nel profondo del cuore sapevo che quel lavoro non era a caso. Tra i tanti medici che ho conosciuto, uno in particolare colpì la mia attenzione anche se non riuscivo a capirne il motivo in quanto aveva un modo di porsi che proprio  non mi piaceva. Passato qualche mese fui assunta a tempo indeterminato e trasferita in un’altra struttura ospedaliera perdendo così di vista questo medico, anche se non smisi mai di pensarlo come non smisi di chiederne il perché al Signore. Avvenne che anche i miei genitori si trasferirono a Pesaro e mia madre iniziò a lavorare nella mia stessa cooperativa; mi parlava molto spesso di un certo dottor Danilo, a cui si era molto affezionata e che purtroppo si era ammalato di cancro. Io, inizialmente, non capii che si trattava dello stesso medico conosciuto anni prima. Grazie al bel rapporto che si era instaurato tra loro, mia mamma iniziò a parlargli di Cristo, chiedendo a me e alla nostra comunità di pregare per lui. Iniziai anche io ad affezionarmi a questa persona e ad avere nel cuore il bisogno di parlargli di Cristo Gesù personalmente. Quando realizzai che il dottor Danilo era proprio quel dottore che avevo conosciuto nella struttura in cui iniziai a lavorare, scoppiai in lacrime. Allora realizzai il piano di Dio, sentivo che il Signore mi stava chiamando ad essere uno strumento nelle sue mani. «Tu non sai ora quello che io faccio, ma lo capirai dopo». (Giovanni 13:7)

Una notte sognai che gli scrivevo una lettera e al risveglio sentii forte questa spinta, inizialmente faticai un po’ con la mia timidezza e razionalità, ma alla fine mi feci forza in Cristo. A quella lettera ne seguirono poi altre, anche un’altra sorella della nostra comunità si sentì chiamata al “lavoro” e iniziò a scrivere al dottore.

Gloria a Dio! Il Signore ci ha aperto porte che umanamente sarebbero rimaste chiuse. Quando le condizioni di salute del dottor Danilo si aggravarono, insieme a mia madre e alla sorella Giusy riuscimmo ad entrare nella sua stanza anche se lui non voleva nessuno e ringraziando Dio abbiamo avuto l’occasione di tornare a trovarlo per molti giorni, trascorrendo con lui molto tempo nel parlargli di quella luce che mancava alla sua vita.

Quando arrivò il giorno della sua morte fu molto doloroso, quel distacco proprio non lo volevamo, avremmo desiderato il miracolo di guarigione, ma in noi abbiamo la certezza che Dio ha operato un miracolo molto più grande, la salvezza dell’anima sua, ben più preziosa di quella fisica. Ora lascio lo spazio alla sorella che, insieme a me, scrisse le lettere al dottor Danilo.

 

Pace, mi chiamo Giusy. Sono la sorella a cui fa riferimento Giovanna. Quando lei e sua madre Anna mi parlarono di questo medico che si era ammalato, mi sentii fortemente attirata e, spinta dal Signore, presi un foglio, scrissi la mia testimonianza di salvezza e la diedi a Giovanna, in modo che la portasse al dottor Danilo. Poi ebbi modo di poterlo conoscere e parlarci, lui inizialmente ascoltava e in me cresceva la stima non solo per la professione che svolgeva, ma anche perché aveva a cuore i bambini africani affetti da diverse patologie che lui stesso si prodigava a curare e sostenere al punto tale da adottarne uno.

Il suo aiuto verso questi bambini si manifestava anche attraverso un centro di Fano, “Oasi dell’Accoglienza” in cui tutt’ora sono ospitati ammalati e le loro famiglie e dove, proprio poco tempo prima, avevo avuto un colloquio per poter svolgere attività di volontariato all’interno. Il frutto del lavoro del dottor Danilo ancora oggi è ben evidente e, grazie alla potente mano del nostro Dio, alcune sorelle della nostra comunità, Angela, Antonella e Franca, sono entrate all’interno per svolgere attività di volontariato.

Ogni giorno mi recavo all’ospedale a trovare questo medico ormai diventato un paziente per tenergli compagnia e assisterlo, insieme scherzavamo e nello stesso tempo avevo occasione di testimoniare di Dio. Più trascorrevo il tempo con lui, più mi affezionavo, lo guardavo a lungo mentre dormiva e notai che i suoi lineamenti erano molto simili e somiglianti a quelli di mio padre che persi tanti anni prima.

Nei giorni seguenti, insieme alla sorella Giovanna e alla sorella Anna, continuammo a fargli visita e potemmo parlargli dell’importanza della salvezza dell’anima. Ricordo che la sera prima di morire, era molto turbato, si agitava e si arrabbiava, non lo avevo mai visto in quello stato da quando lo conoscevo.

Arrivata a casa mi misi in preghiera, sapendo che sia Giovanna che Anna stavano pregando nelle loro case e anche la chiesa alzava fervide preghiere al nostro Dio in favore del nostro amato medico.

Il mattino dopo, molto presto, mi recai di nuovo in ospedale, ancora più motivata dei giorni precedenti a parlargli di Gesù. Lui ormai non apriva più neanche gli occhi, ma ascoltava perché mi stringeva la mano mentre gli parlavo del Signore Gesù e dai suoi occhi chiusi scendevano lacrime. Lessi il Salmo 23 e gli feci ascoltare un cantico di cui ho la certezza che l’abbia fatto suo.

Subito dopo smise di respirare, provai dolore per la sua perdita ma allo stesso tempo nel mio cuore vi era una grande pace e certezza di salvezza che solo Dio può dare.

Voglio condividere con voi alcune parole del cantico:

 

“Non sono solo”

    Son passato tante volte per la valle dell’oscurità

E ti posso dire che è troppo triste restare lì

 cicatrici che oggi stesso raccontano,

 tante le storie che mi hanno fatto crescere

 però vedi sono ancora qui più forte di prima

 e tutto questo lo devo a Cristo mio rifugio

 a Colui che mi chiamò, a Colui che

 un giorno mi ha promesso

 che non sarò mai solo,

 Dio non mi ha mai abbandonato

 Nonostante tutto sono ancora qui

  èperché ho la sua forza; non ero solo

 la vittoria Dio sempre mi ha dato

 e dichiaro che ora son vincitore

  è perché ho donato tutto

 e ho riconosciuto che Lui è onnipotente.

 Voglio ringraziare Dio per come Egli prepara opere affinché noi le compiamo. A Dio la gloria!

                                                                                                                                                                            Giovanna, Anna, Giusy

 

rif

 

"Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno."

2Pietro 3:8

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Perle di Saggezza

Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo."

                                                          Charles H. Spurgeon  

 

 

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