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Chiesa Cristiana Evangelica A.D.I. Pesaro e Cagli

Una fredda serata

per giusy

 

“…ho imparato ad essere contento dello stato in cui mi trovo.” ( Filippesi 4.11)

 

Pace del Signore, sono una sorella della comunità di Pesaro, questa testimonianza nasce da una fredda serata, e precisamente la serata di martedì 3 dicembre 2013.

Dal 22 ottobre 2013 fino al 30 giugno 2015 ho vissuto in una piccola e accogliente camera ma senza il riscaldamento, ci sono state serate in cui la temperatura è scesa particolarmente; quel martedì sera, nonostante il bel piumino caldo, avevo freddo ma ringraziai il Signore perché dicevo che nonostante il freddo che sentivo avevo un tetto che mi copriva e mi proteggeva dal vento gelido, avevo un piumino e avevo la possibilità di mangiare un pasto caldo. Il mio pensiero andava a chi invece non aveva niente, ai “senzatetto”, così il Signore mi mise nel cuore di portare termos contenenti bevande calde e, grazie alla collaborazione di qualche sorella e un fratello, la sera di mercoledì dopo la riunione di preghiera, ci recammo in stazione. C’era freddo, ma il nostro cuore era gioioso e riscaldato dalla presenza del Signore. Con un po’ di tristezza e delusione perché non trovammo nessuno, continuammo a cercare nei parchi pubblici, nei pressi dell’ospedale, e strada facendo, vedevamo qualche indizio qua e là, un pantalone, un materasso, ma dei “senzatetto” neanche l’ombra, a parte un uomo con evidenti problemi psichici nei pressi dell’ospedale, che fra l’altro seguimmo, ma poi abbiamo perso di vista.Non c’era male come inizio, pensai…! Per grazia di Dio non ci scoraggiammo, anzi il venerdì mattina andai alla Caritas di Pesaro per avere qualche informazione in merito, e dopo un colloquio che feci in serata con un loro responsabile che si occupa di queste persone, insieme ad alcune sorelle perlustrammo i luoghi dove avrebbero potuto essere, ma anche questa volta,…niente. Continuammo a pregare, sapevamo che il Signore aveva preparato qualcosa. Il sabato sera con una di queste sorelle andammo in stazione a Fano, e finalmente, con nostra gioia abbiamo trovato una ragazza di colore, che bella emozione, vedevamo la risposta di Dio, Con tatto abbiamo provato ad avvicinarci a lei, ma niente, non sapevamo se conosceva l’italiano, così dopo qualche tentativo siamo andate via, sapendo che saremmo certamente andate di nuovo. L’indomani, quindi la domenica sera, tornando dal culto a Cagli, andammo direttamente in stazione con i nostri termos pieni di tè bollente e un pacco di biscotti. Una sorella cercò di avvicinarla porgendole il tè fumante, ma da lei nessun cenno, con gentilezza la sorella insistette e la ragazza si arrabbiò chiedendo di essere lasciata in pace, e, con una reazione violenta, prese i suoi bagagli e si spostò nell’altra saletta; una cosa era certa, comprendeva l’italiano e lo parlava. Dato che oramai eravamo lì distribuimmo il tè ai viaggiatori e potemmo evangelizzare, perché nei bicchieri di plastica avevamo applicato su ciascuno un  foglietto del calendario con del nastro trasparente, e qualche opuscolo. Prima di andare via provammo a riparlare con la ragazza, ma prima ci mettemmo in un angolo appartato della sala e lì pregammo il Signore che potesse aprire il suo cuore; finita la preghiera mi feci coraggio, andai e le chiesi se potevo solo lasciarle un opuscolo. Ovviamente la risposta fu negativa con un deciso secco no di testa, ma lasciai comunque l’opuscolo accanto a lei e siamo andate via. Sapevo che non sarebbe finita lì, ci doveva essere un seguito, così tutti i giorni passavo alla stazione in diversi orari e lei era sempre lì o nei pressi; abbiamo continuato a pregare per lei e ancora oggi lo facciamo. Una domenica mattina, il 19 gennaio 2014 al culto di Pesaro durante la preghiera lei mi ritornò in mente e così la presentai al Signore e dissi:” Signore, abbiamo provato in tanti modi ad avvicinarla, ma lei niente, anzi, è ostile” Il Signore mi ha fatto vedere me stessa in stazione, seduta nella sala d’aspetto mentre leggevo la Bibbia e mi ha dato la certezza nel cuore che la Parola avrebbe attirato la ragazza, così con questa sensazione, strana ma felice, obbedii a ciò che il Signore aveva già messo nel mio cuore. L’indomani mi svegliai con la gioia e ricordo che cantai tutto il giorno, andai in stazione e lei era lì. Mi misi seduta e iniziai a leggere la Bibbia in Atti degli Apostoli, al cap. 1 e vari riferimenti biblici riguardo la predicazione di Giovanni Battista e sentii una bella presenza, cominciai a pregare, lei era nell’altra saletta; dissi al Signore di abbattere oltre al muro spirituale anche quello fisico che ci separava. Quelle parole erano ancora sulla mia bocca quado lei si venne a sedere proprio nella stessa sala dove mi trovavo, continuai a leggere la Parola per circa un’oretta e così feci per  4 giorni consecutivi, poi a causa di impegni di lavoro, saltai tre giorni. Lei continuava ad evitare qualsiasi contatto, quando mi vedeva si alzava dal suo posto e andava nell’altra sala in cui non vi erano posti a sedere; mi dispiaceva e di certo non mi incoraggiava a continuare! Nonostante ciò anche il 27 Gennaio 2014 andai, sempre con la mia Bibbia, e lei, sempre con ostilità, rifiutava ogni mio passo per avvicinarla, così pregai dicendo al Signore che non volevo far altro che parlarle della grazia che io stessa avevo ricevuto e volevo porgerle una mano. Ero dispiaciuta che ad ogni mio avvicinamento si allontanava come se le facessi un torto, infatti tutte le volte lei riprendeva i suoi bagagli e rimaneva nell’altra sala in piedi per un’ora, il tempo che io stavo lì. Pensai a questo punto che forse sarebbe stato meglio che non andassi più in stazione, ma, come dice la Parola: “ Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri..”(Isaia 55:8), e ancora una volta non finii la preghiera che mi si avvicinò una donna rumena chiedendomi se fossi italiana e se conoscessi un deposito bagagli, le risposi che essendo Fano una stazione piccola probabilmente un deposito bagagli non c’era, ma avrei potuto chiedere in biglietteria.

Ad un  tratto cominciò a piangere e mi raccontò che da sei mesi si trovava in Italia, aveva perso il proprio lavoro di badante e anche il secondo a causa della morte della signora che accudiva e il figlio l’aveva messa alla porta. Non sapeva dove andare e cosa fare, era disperata, aveva bisogno di Dio, cosi le parlai di Gesù, le dissi che Dio certamente l’avrebbe aiutata, donando speranza laddove non c’era più niente da sperare: “Egli da forza allo stanco.. quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano”(Isaia 40:29/31). Ci scambiammo i numeri telefonici e l’accompagnai in un luogo di Fano che la ospitò per alcuni giorni. Passato un po’ di tempo, mi chiamò dicendomi che aveva trovato un lavoro a Portogruaro, che si trovava sul treno e ci teneva a salutarmi, le chiesi allora se avesse piacere di frequentare una chiesa evangelica e le diedi  un indirizzo e un recapito telefonico. Lei ne fu contenta e mi disse: “Devo dirti ancora una cosa. Ti ricordi quel giorno in stazione che ero disperata? Non avevo più un lavoro, né un posto dove stare, ero straniera e lontana dalla mia famiglia, avevo pensato di  buttarmi sotto a un treno. Oggi non sono più la donna che hai conosciuto in stazione, ho una nuova speranza e una nuova fiducia, oggi sono felice.”

Ci salutammo emozionate. Allora ringraziai il Signore, e cominciai a piangere alla Sua presenza per come Egli aveva operato. Ho il piacere di condividere questa testimonianza perché sia di incoraggiamento, in Cristo si può sempre sperare, credi in Lui e vedrai miracoli.

Tu puoi essere il primo miracolo che Dio vuol compiere, digli di sì.

ll Signore ci benedica.

                                                                                                                                                                                                           Giusy Sacco

 

rif

 

"Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno."

2Pietro 3:8

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Perle di Saggezza

Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo."

                                                          Charles H. Spurgeon  

 

 

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