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Chiesa Cristiana Evangelica A.D.I. Pesaro e Cagli

“… CHE COSA VEDI? ”

 

Nel libro del profeta Geremia nel capitolo 1:11/12, troviamo scritto: “<<Geremia che cosa vedi?>> Io risposi: <<Vedo un ramo di mandorlo>>. E il Signore mi disse: <<Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per mandarla ad effetto>>”.

Perché il Signore fece notare a Geremia proprio un ramo di mandorlo? Cosa voleva fargli capire, quale segnale voleva che il suo servo ricevesse, e attraverso di lui, il Suo popolo? La scrittura non ci dice se il ramo di mandorlo era fiorito oppure no, ma possiamo pensare che, come spesso un albero lo si riconosce dai frutti, così lo si riconosce dai suoi fiori. Iniziamo nel considerare alla luce della scrittura cosa il mandorlo rappresenta, e cosa rappresentasse per gli ebrei e per la vita agreste. L’albero del mandorlo, con i suoi rami adorni di fiori bianchi o rosati che si aprono alla fine dell’inverno, o anche alla fine di gennaio nelle zone più tiepide, è simbolo del ciclico rinnovamento cosmico. Dopo l’addormentarsi della natura nella stagione invernale, ecco che a fine inverno il mandorlo risplende emanando candore con lo sbocciare dei suoi fiori, indicando così l’inizio di un nuovo ciclo delle stagioni. Quando ancora tutto attorno la natura è dormiente, il mandorlo dà inizio alla sua fioritura indicando che la rinascita, e il risveglio sono prossimi, e la primavera è alle porte.

 

L’immagine del mandorlo evoca il risveglio, essendo il primo albero da frutto a fiorire, ed è proprio per questo che era chiamato “albero del risveglio”, in ebraico mandorlo “saqed” (albero rapido), perché in Palestina è il primo albero che germoglia e porta frutto. La fioritura precede le foglie, visto che fiorisce alla fine di gennaio mentre tutti gli altri alberi stanno a malapena germogliando, per questo è l’immagine di colui che attende la primavera annunciando che è vicina. In ebraico mandorlo “saqed”, come già detto, è una figura di colui che vigila, da cui deriva il termine “soqed”, che significa “io vigilo”. E’ bellissima e significativa questa figura per capire che il Signore stava dicendo a Geremia “io vigilo sulla mia parola per mandarla ad effetto”. Come il mandorlo in fiore evoca “il vigilante” nell’attendere e segnalare che la primavera è vicina, così quel ramo di mandorlo (Geremia 1:11/12) stava annunciando che Dio era sveglio e che avrebbe vigilato sul Suo popolo per portare tutto questo a compimento, “mandando” colui che è “ La Parola di Dio”(Apocalisse 19:13). Ricordo da bambino all’età di 9,10 anni, un giorno che segnò particolarmente la mia vita, proprio a fine inverno. Ero solito passeggiare nel bosco, perché mi piaceva; quel giorno mi allontanai da casa per la mia passeggiata, amavo sentire il rumore delle foglie e i rami secchi sotto i piedi, camminando arrivai in un luogo in cui alzando gli occhi vidi, in mezzo a tanti arbusti e alberi, un piccolo albero senza foglie pieno di fiori rosati (mandorlo amaro). Devo dire che rimasi così affascinato da quell’alberello, dalla sua bellezza, ero sbigottito, poiché in mezzo al bosco ancora gli alberi non avevano nemmeno le foglie e tutto sembrava secco, morto, mentre quel piccolo albero era completamente in fiore. Questo episodio ancora oggi accompagna la mia vita, avendone preso un significato particolare. Attenzione, noi ritroviamo altre simbologie nella Parola di Dio legate alla figura del mandorlo, dei suoi frutti e dei suoi fiori, “Farai anche un candelabro d’oro puro… Sul primo braccio saranno tre calici in forma di mandorla… Nel tronco del candelabro ci saranno poi quattro calici a forma di mandorla, con i loro pomi e i loro fiori”(Esodo 25:31/34).

“…quando Mosè entrò nella tenda della testimonianza, ecco la verga di Aronne, per la casa di Levi, era fiorita, aveva prodotto delle gemme, fatto sbocciare dei fiori ematurato delle mandorle”(Numeri 17:8). Quindi alla luce di questi passi, possiamo dire che il bastone con cui Mosè ed Aronne fecero prodigi in Egitto era un ramo di mandorlo, lo stesso bastone che ritroviamo nella lettera agli Ebrei dal capitolo 9:1/5 “…Conteneva un incensiere d’oro, nella quale c’erano un vaso d’oro contenente la manna, la verga di Aronne che era fiorita…).

Ora dopo aver fatto una breve panoramica dalla parola di Dio intorno a questo, non possiamo far altro che vedere Cristo in tutte le scritture, quel ramo di mandorlo che vide Geremia prefigurava Cristo Gesù “La Parola di Dio”. Il bastone che Aronne insieme a Mosè gettarono davanti al faraone (Esodo 7:8/13), si trasformò in un serpente che inghiottì i serpenti dei maghi d’Egitto, quel bastone ci parla di Cristo Gesù, ed è lo stesso con cui Mosè compì tutti i segni e prodigi: le piaghe d’Egitto; quando le acque del Mar Rosso furono divise; attraverso il deserto, quando dalla roccia ne uscì dell’acqua, tutto parla di Cristo Gesù. Per rafforzare questo, nel libro del profeta Zaccaria al capitolo 6:12, è scritto: “…Ecco un uomo che si chiama il Germoglio…” Cristo Gesù è quel Germoglio, quel ramo verde (Luca 23:31), quel “ramo di mandorlo fiorito”, scelto da Dio quale pastore e guardiano delle nostre anime. Come Aronne era sommo sacerdote nell’antico patto attraverso quella verga fiorita (Numeri 17/8),allo stesso modo Gesù “ il Germoglio” è stato scelto da Dio quale Sommo custode e pastore delle anime nostre, “Sommo Sacerdotedel nuovo patto” da Lui stesso stipulato con il Padre attraverso il sacrificio della croce (Ebrei 8:6/7; 9:24/26; 1Pietro 2:24/25).

Cristo Gesù, in forza di quel sacrificio, è Colui che è venuto a portare il vero risveglio, come l’albero fiorito di mandorlo rappresentava la promessa di una vita nuova; oggi possiamo dire che Dio ha vigilato sulla Sua parola per mandarla ad effetto, Gesù è promessa di nuovavita, di cammino in novità di vita, dinuova nascita spirituale, di liberazione dal peccato e dal vecchio modo di vivere. In Cristo Gesù l’uomo, come il popolo di Israele, avrebbe avuto la liberazione dalla schiavitù del peccato, ed oggi a chiunque invochi il Suo nome, egli porterà risveglio e nuova vita, porterà la primavera, a quei cuori affaticati e oppressi (Matteo 11:28/29).

Fratelli, continuiamo a chiedere che Cristo Gesù risvegli la nostra vita a santità, alla preghiera, alla testimonianza, ai frutti dello Spirito, ma perché ciò avvenga è interessante prendere in considerazione anche il frutto della mandorla, in ebraico “luz”, fatto a forma di cuore. Come per gustare il frutto della mandorla che è racchiuso dentro un guscio legnoso, così dobbiamo pregare il Signore che ci risvegli, affinchè per grazia egli possa rompere i nostri cuori duri, legnosi, alla Sua presenza, dobbiamo stracciare i cuori e non le vesti (Gioele 2:12/13). Signore, rompi quel guscio legnoso attorno al nostro cuore, fatto di egoismo, di invidia, di orgoglio, di maldicenza, di concupiscenze, di peccato, di accidia, e aiutaci affinchè possiamo riceverti sempre maggiormente nel nostro cuore e con tutto il nostro cuore, nel gustare maggiormente il frutto del risveglio che è Cristo Gesù il Signore “fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta”(Filippesi 12:2).

<<E noi… che cosa vediamo?>>” SIGNORE AIUTACI A VEDERE TE QUALE VERO RISVEGLIO!(Matteo 16:13/17).

O.E

rif

 

"Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno."

2Pietro 3:8

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Perle di Saggezza

Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo."

                                                          Charles H. Spurgeon  

 

 

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