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Chiesa Cristiana Evangelica A.D.I. Pesaro e Cagli

La responsabilità di essere genitori

scricciolo

 

Lo scricciolo australiano insegna ai suoi pulcini uno speciale richiamo da usare quando hanno fame. Nulla di strano, se non fosse che ciò avviene quando i pulcini non sono ancora nati. Un esemplare di scricciolo fatato australiano è l’autore del brillante "trucco" di insegnare una password per il cibo ai propri figli. A stare al mondo si impara da piccoli, anzi, da piccolissimi: i pulcini di scricciolo fatato australiano, un uccello dell'ordine dei passeriformi, apprendono la parola d'ordine per la richiesta di cibo ai genitori sin da dentro l'uovo. Prima ancora della schiusa, la madre insegna loro un richiamo inconfondibile che significa "nutrimi!" e che dovranno usare ogni volta che saranno affamati. Questa strategia servirebbe ad aggirare gli inganni del cuculo, le cui uova vengono deposte, come parassiti, nei nidi degli scriccioli (e di altri pennuti) per essere nutrite a sbafo e a scapito dei figli legittimi, le cui uova vengono sbalzate via dal nido. Gli ornitologi sanno da tempo che gli scriccioli sono in grado di distinguere i propri pulcini dagli intrusi grazie a un tipico cinguettio. Un gruppo di ricerca della Flinders University di Adelaide (Australia) ha voluto verificare se l'apprendimento dei canti identificativi sia dettato dalla genetica o se si tratti di un'abilità trasmessa dai genitori. Gli scienziati hanno così scambiato di posto le uova di 22 nidi, scoprendo che i nuovi nati avevano appreso il canto insegnato dalla madre "adottiva" e non quello della mamma legittima.

E’ la prova, insomma, che i pulcini di scricciolo riescono a imparare il canto distintivo ancora prima che l'uovo si schiuda, dote che i nascituri di cuculo invece non hanno. (notizia tratta da Focus.it) Credo che, alla luce di tutto questo, si rimanga sbalorditi di come questi pennuti insegnino alla loro prole come difendersi sin da piccolissimi, addirittura in questo caso non ancora nati, mentre si trovano all’interno delle uova non schiuse. Tutto questo è meraviglioso, grazie al lavoro paziente, interessato, minuzioso e amorevole di questi genitori di scricciolo, il pulcino appena nasce già ha imparato come relazionarsi con i propri genitori, e come farsi riconoscere ed essere riconosciuti con un richiamo e cinguettio che egli ha imparato sin da piccolissimo. Dio ha posto nella natura di questi piccoli pennuti un istinto alla sopravvivenza e come far fronte ai tanti pericoli e poterne uscire fuori, con strategie di questo tipo che, da un lato hanno dell’incredibile, ma dall’altro sono estremamente affascinanti, e si rimane meravigliati di come dei piccolissimi pennuti, lo ripeto, dal peso di pochissimi grammi riescono a dare ai propri figli le armi necessarie ed efficaci per combattere i pericoli della vita e uscirne vincitori. E noi credenti? Come genitori, dobbiamo avere lo stesso profondo interesse e premura, per fornire armi veramente efficaci ai nostri figli che, sin da piccoli, dovranno affrontare pericoli di ogni genere nella giungla di questo mondo, pieno di falsi richiami, affinchè non cadano nelle trame e nelle malie di questo mondo; “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono” (Giovanni 10:27). Oppure ci spendiamo solamente per dare loro la rassicurazione riguardo al cibo per il loro stomaco, agli studi, alle famose paghette ecc… e minimizziamo il valore e l’importanza di preparare per loro un vero avvenire fondato su valori eterni : “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Matteo 24:35). Dio ha dato intelligenza alla natura dell’uomo, tant’è che la Parola di Dio ci ricorda di non educare i nostri figli solo dal punto civico o sociale, ma altresì spirituale e cioè nelle vie del Signore: “insegna al ragazzo la condotta che deve tenere, anche quando sarà vecchio non se né allontanerà”(Proverbi 22:6). La parola insegnare ha questo significato: imprimere, da signum. con il senso di ficcare, cioè imprimere nella testa; vedete, altro che lasciare le cose così come vanno, ma Dio vuole che noi ficchiamo nella testa dei nostri figli i Suoi insegnamenti, e per fare questo dobbiamo ripeterli in modo che portino un insegna nei loro pensieri. Nella versione Riveduta viene usato il termine inculca; “Inculca al fanciullo la condotta che deve tenere; anche quando sarà, vecchio non se ne dipartirà”. Inculcàre= lat. INCULCARE comp. della partic. IN in, sopra, e CULCARE per CALCARE premer col piede (v.Calcare). Materialmente è introdurre a forza; ma in senso traslato significa la cura di bene imprimere un consiglio, un avvertimento nella memoria, scolpire in mente. Tutto questo richiede amore, responsabilità e fede, ma abbiamo delle potenti armi per poterlo fare, abbiamo la potente arma della preghiera, della Parola di Dio, del digiuno, dell’esempio, dei culti familiari in cui i nostri figli possono salire, insieme ai propri genitori, alla presenza del Signore, poi abbiamo l’arma della scuola domenicale nelle nostre chiese, con monitori preparati che possono dare loro insegnamenti continui e regolari sulle scritture. Credo che, se noi faremo la nostra parte da genitori Cristiani, Dio farà sicuramente la Sua, forse ci saranno casi nei quali non vedremo subito dei frutti o dei risultati, ma se noi genitori avremo assicurato ai nostri figli le basi spirituali, presto o tardi dobbiamo avere fiducia che Dio, nella Sua sovranità, permetterà che facciano proprio ciò che gli abbiamo insegnato. Vogliamo ricordare Timoteo, la scrittura dice che sin da bambino gli erano state insegnate le scritture da sua nonna Loide e da sua mamma Eunice (2Timoteo 1:5), donne che hanno avuto a cuore la sua crescita spirituale nel Signore, “Tu però persevera nelle cose che hai imparate e di cui hai acquistato la certezza, sapendo da chi le hai imparate, e che fin da bambino hai avuto conoscenza delle sacre Scritture, le quali possono darti la sapienza che conduce alla salvezza mediante la fede in Cristo Gesù” (2Timoteo 3:14/15). Non è scontato che un figlio che nasca in una famiglia cristiana lo diventi, tanti genitori e figli sanno questo, ma le cose non possono essere lasciate a sè stesse come se si confidasse nel fato o nel destino delle cose. Inculca…!!! Non vuol dire lasciare stare, oppure sperare e non preoccuparsi più di tanto, senza che noi genitori facessimo nulla di concreto per educarli nelle vie del Signore. Non sarà ugualmente matematico se, pur avendo insegnato ai nostri figli le vie del Signore, essi come automi le seguano. Cos’è che deve avvenire nei nostri figli dopo averle ricevute? Ci dovrà essere un tempo che dovrà passare affinchè le cose insegnate possano farle loro, solamente dopo questo passaggio, che va dall’aderire al possesso della Parola di Dio nel proprio cuore, potrà avvenire una vera conversione a Cristo Gesù per opera dello Spirito Santo, in forza della Parola di DIO loro insegnata, ed è proprio qua che i genitori devono pregare senza stancarsi, affinchè avvenga in loro questo passaggio che li porti a ricevere la nuova nascita spirituale: “Non ti meravigliare se ti ho detto: ”Bisogna che nasciate di nuovo”. Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito” (Giovanni 3:7/8). Nella scrittura troviamo tanti esempi, come quello del giovane Daniele che era stato esiliato a Babilonia insieme al popolo di Dio; si trovava lontano dalla sua terra, lontano dai suoi genitori, in una situazione veramente difficile e soprattutto compromettente, ma Daniele dimostrò, con fermo proponimento di cuore, di non scendere a compromessi con quel popolo pagano, anche se non era sotto lo sguardo dei suoi genitori dimostrò che aveva fatto sue le parole che gli erano state insegnate sin da bambino: “Daniele prese in cuor suo la decisione di non contaminarsi con i cibi del re e con il vino che il re beveva; e chiese al capo degli eunuchi di non obbligarlo a contaminarsi; Dio fece trovare a Daniele grazia e compassione presso il capo degli eunuchi” (Daniele 1:8/9). Altri ancora sono gli esempi nella scrittura che ci parlano di famiglie di credenti i cui figli non hanno seguito le orme dei loro genitori, come troviamo altri esempi di famiglie che non erano affatto timorate di Dio ma, grazie a Dio, in questo caso i figli non hanno seguito le orme dei loro genitori e sono diventati dei veri modelli di credenti, in questo a volte ci si potrebbe smarrire , ma poi vogliamo rincuorarci nella promessa che il Signore ancora oggi fa a tutti noi: “Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia” (Atti 16:31). Alla luce di tutto questo mi dissocio dalla moda che da un po’ di anni è entrata in alcune famiglie cristiane, anche se sarebbe il caso di dire dall’ignoranza di alcuni genitori che, pur essendo famiglie salvate e frequentano locali di culto in cui Dio viene adorato in Spirito e verità, hanno la loro filosofia intorno al modo di educare i propri figli, lasciandoli liberi di fare le loro esperienze senza che nessuno gli “imponga” o insegni loro nulla, in modo che quando saranno grandi sceglieranno da soli cosa o non cosa fare. Sicuramente ognuno deve rispettare l’opinione altrui, ma peccato che la natura stessa delle cose ci insegna un qualcosa di diverso, proprio come nella figura del piccolo scricciolo australiano, o ancor meglio, la Bibbia stessa ci insegna qualcosa di diverso come nei passi e negli esempi sopra citati. Lasciare il proprio figlio o figli di credenti senza che noi diamo loro delle basi spirituali perché possano relazionarsi con Dio e fare la loro esperienza personale con Dio, sarebbe come se gli permettessimo di macchiarsi dei tanti errori e peccati che noi genitori abbiamo commesso, come se la nostra consapevolezza ed esperienza di credenti di oggi non sia servita a niente; credo che tutto questo abbia dell’incredibile ma soprattutto sia veramente drammatico. Chiediamo al Signore di poter dire a pieni polmoni ciò che lo stesso Giosuè potè dire: “E se vi sembra sbagliato servire il Signore, scegliete oggi chi volete servire: o gli dèi che i vostri padri servirono di là dal fiume o gli dèi degli Amorei, nel paese dei quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo il Signore” (Giosuè 24:15)

                                                                                                                                            O.E

 

rif

 

"Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno."

2Pietro 3:8

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Perle di Saggezza

Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo."

                                                          Charles H. Spurgeon  

 

 

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