• logo_ pes 1
  • logo_ cag 1
  • logo_pes2
  • logo_ cag2
  • logo_pes3
  • logo_cag3
  • logo_pes4
  • logo_ cag4
  • logo_pes5
  • logo_cag5
  • logo_pes6
  • logo_cag6
  • logo_pes7
  • logo_cag7

Chiesa Cristiana Evangelica A.D.I. Pesaro e Cagli

La mia parola non è forse come un fuoco...

1martello e scalpello

 

Il profeta Geremia presenta la parola di Dio come un fuoco, come un martello che spezza il sasso,  forte come il fuoco che è in grado di bruciare e purificare, autorevole e potente come il martello che è in grado di spezzare e frantumare, ed è proprio su quest’ultimo concetto che vogliamo fare la nostra riflessione. Il sasso rappresenta il cuore dell’uomo lontano dalla grazia di Dio, come un altro profeta contemporaneo di Geremia potè dire: “Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne. Metterò dentro di voi il mio Spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni” (Ezechiele 36:26/27). Quest’ultimo, parlando del cuore dell’uomo, annunciò per bocca di Dio una delle più belle notizie che il popolo di Dio potesse udire: “potremmo chiamarla la buona notizia di Ezechiele”. Dio stava promettendo al suo popolo un cuore nuovo, uno spirito nuovo, un cuore di carne al posto del cuore di pietra; sì, spesso tutti quanti noi siamo vittime di noi stessi, siamo i nostri peggiori nemici; “Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?” (Geremia 17:9).

Nella sua sostanza il cuore dell’uomo è insanabilmente maligno, nessuno di noi si offenda nei confronti di colui  che ci conosce affondo;  “«Io, il SIGNORE, che investigo il cuore, che metto alla prova le reni, per retribuire ciascuno secondo le sue vie, secondo il frutto delle sue azioni»”(Geremia 17:10). Se siamo onesti arriveremo alla stessa analisi che il Signore fa del nostro cuore, ciò non significa che in noi non abitino pensieri buoni, positivi, buoni sentimenti e buone azioni, ma nella sua sostanza il cuore dell’uomo è egoista, superbo, orgoglioso, arrogante, sollecito all’ira, alla collera, alla prevaricazione, alla mancanza di perdono, incline alla cattiveria, ecc… Ecco il sasso, il cuore di pietra, il cuore duro, spesso insensibile alle sofferenze altrui, che non sa versare lacrime, ma fa versare lacrime, insensibile alla voce di Dio e alla sua parola, anche se si è religiosi possiamo però avere l’apparenza della pietà se nel nostro petto si trova un cuore di pietra, uno spirito vecchio che sbaglia e che non trova la forza di fermarsi ma spesso ripete gli stessi errori, gli stessi peccati e non ha forza per cambiare; “Difatti, io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene; poiché in me si trova il volere, ma il modo di compiere il bene, no. Infatti il bene che voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio. Ora, se io faccio ciò che non voglio, non sono più io che lo compio, ma è il peccato che abita in me. Mi trovo dunque sotto questa legge: quando voglio fare il bene, il male si trova in me. Infatti io mi compiaccio della legge di Dio, secondo l'uomo interiore, ma vedo un'altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e mi rende prigioniero della legge del peccato che è nelle mie membra. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?” (Romani 7:18/24). Ma la promessa del Signore è reale e veritiera:  “Figlio mio, dammi il tuo cuore, e gli occhi tuoi prendano piacere nelle mie vie” (Proverbi 23:26). Il Signore può fare un vero impianto nel nostro petto nel donarci un cuore nuovo, un cuore di carne reso sensibile e non più duro ed insensibile come la pietra, un nuovo spirito a indicare un nuovo carattere che possa avere come frutto il frutto dello Spirito Santo: “Ma il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo” (Galati 5:22). Voglio raccontarvi un aneddoto che riguarda uno dei più grandi scultori di tutti i tempi, mi riferisco a Michelangelo Buonarroti, tra le sue opere più note troviamo il Mosè che fu realizzato tra il 1512-‘15. Secondo un documento la statua subì una torsione 25 anni dopo la creazione. Per motivi religiosi Michelangelo girò la testa del Mosè: soltanto lui poteva essere in grado di girare la testa a una statua di marmo. Secondo questo documento, Michelangelo, avrebbe girato la testa del suo Mosè, accompagnandola con una torsione dinamica di tutto il corpo, dopo il marzo del 1542. Sostiene ciò il maggiore studioso di Michelangelo, Christoph L. Frommel. A ritrovare il documento citato da Frommel è stato proprio un restauratore, Antonio Forcellino, che, prima di procedere alla pulitura del marmo con impacchi di acqua distillata e carbonato di ammonio, ha passato quattro anni immerso in una ricerca filologica. È così che Forcellino si è ritrovato tra le mani la lettera di un anonimo conoscente di Michelangelo che riferisce, poco dopo la morte dell'artista, come il maestro avesse girato la testa del Mosè solo in un secondo momento. Il conoscente descriveva questo episodio su richiesta del Vasari, ma stranamente - nota Frommel - né quest'ultimo, né la successiva storia dell'arte ne fanno riferimento. Dopo aver visto nella casa di Michelangelo il Mosè, questo informatore aveva commentato criticamente: «Se questa figura stesse con la testa in qua credo che forse facesse meglio». E quando era tornato, due giorni dopo, Michelangelo gli aveva detto scherzando: «Non sapete, il Moisè ce intese parlare laltro giorno et per intenderci meglio se è volto». Ed egli aveva visto “che li aveva svoltata la testa e sopra la punta del naso gli aveva lasciata un poco della gota con la pelle vecchia, che certo fu cosa mirabile ne credo quasi che a me stesso considerando la cosa quasi che impossibile”. Durante il restauro altri indizi si sono aggiunti a confermare l'ipotesi: l'imponente barba è tirata verso destra, perché a sinistra sarebbe venuto a mancare il marmo per rifarla perpendicolare come era nella prima versione. Per operare la torsione del corpo, il trono su cui Mosè è seduto viene abbassato a sinistra di 7 centimetri, mentre per appoggiare indietro il piede sinistro l'artista è costretto a stringere il ginocchio di 5 centimetri rispetto al destro. Inoltre, esaminando la statua di spalle (cosa che non avveniva dai tempi di Canova) si è scoperto che vi è sopravvissuta una larga cintura scomparsa nella parte anteriore. Il vero motivo che avrebbe spinto Michelangelo a girare la testa del Mosè sarebbe stato di ordine religioso.

 

Ora se Dio ha dato queste doti e questo dono straordinario ad un uomo che fu in grado di realizzare opere straordinarie ricavate dalla pietra, dal marmo, in grado anche di far girare la testa del suo Mosè di pietra con il solo uso del martello e dello scalpello e qualche altro strumento, Dio non sarà in grado di realizzare, lavorare, modellare, cambiare, trasformare i nostri cuori di pietra, in cuori di carne, e farci cambiare la visione, la prospettiva delle cose come per il Mosè che subì nel ruotare la testa una torsione di tutto il busto? Dio può fare molto di più di ciò che Michelangelo fece con la pietra, e come per Michelangelo che a distanza di 25 anni cambiò la prospettiva del Mosè, così per il Signore anche se da anni ci ritroviamo ad avere dei cuori induriti e dei caratteri che sembrano non cambiare mai, anche a distanza di anni Dio può cambiare le cose e farci cambiare le prospettive delle cose per la sua gloria e lode e per essere liberati da uno dei peggiori nemici, noi stessi! Certo a volte Dio dovrà usare anche con noi il suo martello che spezza il sasso, anche noi attraverseremo dei momenti in cui ci sentiremmo come qualcuno ci torcesse, ma il fine del suo lavoro nei nostri confronti è quello di darci un cuore nuovo, un cuore reso sensibile alla sua voce, alla sua parola, alla sua volontà, un cuore di carne, uno spirito nuovo nell’essere trasformati e liberati da un vecchio e incallito carattere. Quest’opera si chiama l’opera della nuova nascita, o rinascita spirituale, l’opera della salvezza che nell’aver invocato il nome di Gesù, Egli ci ha prelevati come un blocco di pietra dalla cava di questo mondo, e ci ha portato nella sua casa, la sua chiesa, dandoci sempre di più la forma designata smussando, affinandoci, togliendo certi angoli vivi  procedendo poi alla levigatura del “pezzo”, fino al suo perfezionamento. 

“Ora, il Signore è lo Spirito; e dove c'è lo Spirito del Signore, lì c'è libertà. E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione del Signore, che è lo Spirito.” (2Corinzi 3:18).

                                                                                                                                                                                                                              O.E.

 

rif

 

"Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno."

2Pietro 3:8

   modulo via

Perle di Saggezza

Non puoi impossessarti della salvezza per Grazia tramite qualsiasi mezzo che non sia la fede. Questo carbone ardente tolto dall'altare necessita delle molle d'oro della fede con cui portarlo."

                                                          Charles H. Spurgeon  

 

 

                                               calendario

                                                  Riflessioni dal Calendarietto

Rifletti con un'immagine